Per Jay era un periodo difficile.
Il caffè era diventato una necessità.
Almeno, era quello che continuava a ripetersi.
Quella mattina la macchina era ferma davanti al piccolo negozio all'angolo, il motore ancora acceso e la pioggia aveva iniziato a picchiettare leggermente sul parabrezza. Jay teneva entrambe le mani sul volante e fissava il vuoto davanti a sé facendolo per qualche secondo di troppo.
Hailey lo notò, lo conosceva bene e si rendeva sempre conto di quando qualcosa non andava in lui.
"Sai che questo è già il terzo caffè che prendi oggi?"
Jay si voltò appena verso di lei.
"Ne ho bisogno."
Hailey sollevò un sopracciglio.
"No, tu hai bisogno evitare la caffeina, riposare e magari di dormire un po'."
Un mezzo sorriso comparve sul volto di Jay, ma durò poco.
Effettivamente era da un po' che non riusciva a dormire bene
"Sto bene."
Rispose di getto in modo molto veloce.
Hailey lo guardò per un istante, più a lungo del necessario.
"Non ti ho chiesto come stai."
Lui abbassò lo sguardo, prendendo il portafoglio. Sarebbe sceso un attimo per prendere il suo caffè e poi sarebbero andati al distretto.
"Lo so."
Negli ultimi giorni Jay sembrava essere un passo indietro rispetto a tutto. Era presente fisicamente, ma aveva la testa altrove.
Dormiva poco, mangiava quando qualcuno glielo ricordava. Aveva iniziato a lavorare ancora più del solito, come se restare occupato fosse l'unico modo per non pensare.
Hailey non aveva insistito, non ancora.
Scese dall'auto insieme a lui e fu allora che sentirono un rumore.
Una porta si aprì di colpo sbattendo contro il muro.
Un uomo uscì dal negozio correndo, stringendo qualcosa tra le mani e subito dopo di lui un'altra persona fece capolino dalla porta gridando:
"Al ladro,... Al ladro..."
Jay e Hailey si guardarono. Non servivano parole, diversi anni di lavoro insieme bastavano per capirsi al volo.
La detective si mise all'inserimento per prima.
Jay la seguì, ma dopo pochi metri si accorse di qualcosa che non voleva ammettere.
Era lento, fiacco, non abbastanza da fermarsi, o perché gli altri lo notassero, ma abbastanza da sentirlo.
Le gambe erano stranamente pesanti, il respiro corto. Il corpo gli chiedeva una pausa che lui non aveva intenzione di concedergli.
Non poteva fermarsi, doveva essere di supporto.
"Devo solo arrivare da lei" si ripeteva
L'uomo girò in un vicolo ed Hailey gli fu addosso.
Jay arrivò pochi secondi dopo.
Troppo tardi per vedere l'inizio della colluttazione tra i due, ma in tempo per vedere la sua ragazza venire spinta e fatta sbattere contro il muro alle sue spalle.
Il suono fu piccolo, ma per Jay fu enorme.
"Hailey!"
Lei rimase ferma un istante, una mano appoggiata al muro.
"Sto bene."
Ma Jay era già accanto a lei.
"Sei sicura?"
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Sapevo di trovarti qui
FanfictionJay Halstead ha sempre saputo affrontare il pericolo. Per anni ha imparato a portarne il peso da solo, senza mai chiedere nulla. Ma alcune cose diventano troppo pesanti da sopportare in silenzio I personaggi non mi appartengono, ma sono proprietà de...
