C'è un odore particolare, riconosciuto solo da chi ama davvero il calcio: è il profumo dell'erba tagliata e bagnata dalla rugiada del mattino, misto a quello del cuoio consumato e della gomma dei tacchetti sugli scarpini. Per molti questo è solo un campo di periferia, con le linee di gesso un po' storte, ma per le undici ragazze che si allacciano le scarpe nello spogliatoio umido, quel rettangolo verde rappresenta l'unico posto al mondo in cui si sentono davvero libere.
È il sogno di vederle trionfare. Il sogno del Presidente che, dietro la grande vetrata, le osserva in silenzio.
il PRESIDENTE. 60 anni, abito elegante ma visibilmente consumato dagli anni, mani affondate nelle tasche dei pantaloni. È completamente da solo.
Osserva il rettangolo verde in totale silenzio. Non ci sono collaboratori con lui, né telefoni che squillano. Solo lui, i suoi pensieri e il suo sogno. Il sogno di vederle trionfare e di sollevare molti trofei.
Il suo respiro lento crea una leggera macchia vapore sul vetro freddo.
I suoi occhi seguono Kaori che stringe la mano all'arbitro, poi si spostano sulle linee di gesso storte tracciate sulla terra.
PRESIDENTE a sè stesso afferma
Guarda come calpestano quel campo... Senza paura.
I suoi ricordi sembrano riaffiorare mentre guarda la squadra disporsi a centrocampo. Muove appena le labbra, quasi a voler comunicare con quelle ragazze oltre il vetro, ma senza che nessuno possa sentirlo.
PRESIDENTE
Tra sè e sè. Per tutti gli altri questo è solo un hobby. Terra piegata dalle erbacce, spogliatoi che crollano... Ma voi no. Per voi è l'unico posto in cui potete volare.
Stringe i pugni all'interno delle tasche. Un'espressione di pura determinazione solca il suo volto provato dal tempo.
PRESIDENTE
Vincete. Oggi dovete trionfare. Per voi... e per me.
Il Presidente appoggia una mano aperta contro la vetrata panoramica, proprio sopra il riflesso del campo di gioco.
