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Ethan odiava il caldo e l'estate in generale. Le giornate troppo lunghe gli facevano perdere il conto delle ore e la concezione del tempo. Tempo che lui non poteva permettersi di perdere, soprattutto in un contesto delicato come quello che stava vivendo in quei giorni. Il suo referente di sezione gli aveva annunciato che i piani alti del dipartimento avevano indetto un sondaggio interno per decidere una squadra di dieci soccorritori che si sarebbero aggiunti come volontari alle forze di soccorso di un evento sportivo che si sarebbe svolto a distanza di un mese, e i risultati erano previsti a giorni. Erano molte le supposizioni sulla tipologia di evento, c'era chi parlava di un incontro diplomatico tra politici, e chi pensava ad un torneo sportivo di rilevanza. Ethan aveva una sua idea precisa, nel mese successivo si sarebbe svolto il gran premio di Monza e come tifoso non poteva non pensare che potesse essere quello.

"Ethan, Daniele ti vuole in ufficio, dice che è importante." Ethan rinsavì. Matteo lo stava chiamando dal piano superiore della caserma. Si alzò e si spostò dalla portiera dell'ambulanza alla quale era appoggiato. La mente iniziava già a viaggiare sui motivi della chiamata del suo superiore quando un allarme suonò. Era arrivata la chiamata ad un servizio di soccorso. Incidente stradale, macchina contro camion. Maschio, 35 anni, cosciente. Ethan si mosse come una scheggia. Recuperò la giacca dalla parete di fronte al mezzo di soccorso e si sedette nei sedili davanti. Diego era già alla sua postazione di guida, pronto a partire, mentre Matteo aveva sceso di corsa le scale dell'edificio ed era salito nel vano sanitario, seduto di fronte alla barella. Tempo tre secondi e la sua squadra era già in strada. Ethan ripetè le informazioni che l'allarme gli aveva dato e che ora comparivano anche sul cellulare del mezzo di soccorso "Rosso. Maschio 35 anni, ferito al volto, coinvolto in incidente stradale auto contro camion. I Vigili del fuoco stanno arrivando sul posto. Attivata anche Medicalizzata. Tempo di arrivo 10 minuti." Si voltò verso Matteo "Prepara zaino, defibrillatore, collare traumatico ed estricatore. Diego speriamo che i carabinieri siano già sul posto così il traffico è un problema in meno. Deve essere una missione di soccorso pulita, d'accordo?" Ricevette una risposta di assenso da parte di entrambi mentre arrivavano sul posto. Erano su una strada molto trafficata, per fortuna i carabinieri stavano già gestendo le vetture in movimento. Diego fermò l'ambulanza nel preciso momento in cui arrivarono anche i vigili del fuoco. La squadra di soccorso si divise momentaneamente. L'autista si recò dal signore che guidava il camion il quale, a parte un taglio alla testa che smise presto di sanguinare, mentre Ethan e Matteo andarono sull'autista della macchina, il quale era in una situazione più compicata. Il cofano della vettura si era accattorciato e impediva l'estricazione dal veicolo. Inoltre l'uomo alla guida stava diventando sempre più pallido e iniziava a non essere contattabile. Ethan rimase professionale e iniziò a dettare istruzioni. "Matteo, vai a prendere tre caschi. io inizio a prendere i parametri e a chiedere informazioni riguardo alla medicalizzata." Ethan si avvicinò al veicolo, tra i vetri rotti sull'asfalto e gli airbag esplosi, provò ad aprire la portiera ma risultò incastrata. Cambio di programma. Guardò i vigili del fuoco che si erano avvicinati e poi il secondo soccorritore che era ormai tornato con i caschi di protezione. "Ci serve che la portiera venga aperta. Nel frattempo Matteo ti devi infiale dalla portiera dietro e mettergli il collare traumatico. Prova a vedere se c'è sangue e se senti il polso periferico." Il secondo soccorritore eseguì. "La cute è fredda, non sento il polso periferico, quello carotideo presente però fortemente accellerato. Dispoico" Il volto di Ethan si rabbuiò. Non attese altre informazioni. Impiegò un secondo a contattare la centrale di soccorso e a chiedere informazioni. La medicalizzata era stata dirottata su un intervento maggiore e la seconda che avevano attivata sarebbe arrivata tra dieci minuti. Non c'era tutto quel tempo. Dovevano tirarlo fuori subito, altrimenti l'auto medicalizzata avrebbe lavorato su un sacco nero chiuso...

Il rientro in sede fu più leggero, alla fine il signore era arrivato vivo in ospedale ed Ethan si stava congratulando con il resto della squadra per la buona riuscita della missione. Diego parcheggiò il mezzo ed Ethan scese al volo durante la manovra. Salutò la squadra di Sara che era giunta a dare il cambio notturno e di rimando Sara si lanciò ad abbracciare il suo migliore amico. Ethan la abbracciò di rimando, solo che sembrava diversa la sensazione. Sara era euforica. "Daniele me lo ha detto... Ci andremo assieme, non sto nella pelle e tu soprattutto..." Sara fermó il treno in corsa di informazioni e fissó Ethan. "E Daniele non ti ha detto ancora nulla... Cazzo, ho rovinato tutto ancora prima di iniziare. Sono proprio da buttare." Ethan si staccò dalla stretta della sua amica e scrutò le sue iridi marroni. Non fece altro che sorridere e poi le diede una pacca sulla spalla "A parte che saremo assieme non so nient'altro. Non sei proprio così pessima a tenere le informazioni confidenziali." La donna sorrise e poi si diresse verso l'ambulanza, pronta ad eseguire il rito di controllo mezzo e ripristino. Ethna ne approfittò per salire in ufficio da Daniele, sperando che il capitano di sezione non fosse già andato a casa. Per sua fortuna lo vide seduto alla scrivania dalla larga vetrata che divideva il suo ufficio dal corridio comune. Bussò alla porta e aspettò che il suo superiore lo facesse entrare. "Prego Ethan, siediti. I risultati sono arrivati e sono più di quanto speravo. Siete stati selezionati tu e Sara". Ethan si era accomodato sulla sedia di fronte alla scrivania ricoperta di documenti sparsi. Vide Daniele prendere una busta da un cassetto e gliela consegnò. "Aprila". Il ragazzo non se lo fece ripetere e quasi non si mise ad urlare. Dentro, in un rosso sgargiante, c'era il Pass per il gran premio di Monza. "Non ci posso credere... cazzo, sto sognando". Le sue mani iniziarono a tremare senza freno. "Non è finita. Tu e Sara siete qualificati come soccorritori, ma a differenza degli altri componenti del team che saranno tra le tribune e a bordo pista voi due darete man forte nel Paddock... compresa l'infermeria, conoscendo il tuo percorso di Laurea sono riuscito a fare un po' di pressione e hanno accordato la possibilità di aiutare il team medico durante le giornate dell'evento. Non penso tu voglia rifiutare, ma c'è sempre questa possibilità se tu non te la sentissi..." Il presidente di sezione fece per riprendersi la busta, ma Ethan si alzò di scatto e la sottrasse alle mani di Daniele. "Rifiutare sarebbe da idioti. Ovvio che accetto." Tempo di scendere le scale e il team del turno notturno era già partito per un servizio. Scrisse un messaggio veloce a Sara -Domani dobbiamo festeggiare-, poi uscì dall'edificio e si diresse verso il parcheggio, dove trovò la sua macchina ad aspettarlo. Si sedette al posto del guidatore e si lasciò andare ad un pianto di felicità.

L'appartamento era silenzioso quando lui rientrò, non che si aspettasse di trovare qualcuno. Certe volte lo coglieva una strana malinconia al pensiero che qualche mese prima aveva una relazione e che ora non aveva più nessuno ad aspettarlo a casa. Aveva avuto un ragazzo, Andrea, uno scrittore in erba e un economista eccezionale. Lui era stato sincero almeno, aveva detto che si stava innamorando di un altro e che non voleva ferirlo ulteriormente, nonostante avesse ammesso di averlo tradito un paio di volte, e così era finita tra loro, ed Ethan non poteva fare a meno di pensare che ora non avrebbe più conosciuto nessuno o che nessuno potesse sollevargli il morale come faceva Aandrea. A lui serviva solo una battuta semplice o un sorriso. Nulla di più semplice. Ethan ora invece stava perdendo la voglia di provare nuovamente ad innamorarsi. Per lui esisisteva solo un'occasione e quella era Andrea, ed ora l'occasione era sfumata. Non ce ne sarebbero state altre... Ethan si tolse le scarpe e i calzini, gli piaceva camminare a piedi nudi nell'appartamento, il freddo del pavimento gli ricordava di mantenersi basso con i pensieri, altrimenti avrebbe preso il volo e si sarebbe dimenticato del mondo materiale. Lasciò lo zaino con la divisa in una sedia e si sdraiò un secondo sul divano. Ancora non ci credeva, tra un mese sarebbe stato dentro il circuito di Monza. Un sogno. Certo, avrebbe dovuto lavorare come suo solito, ma certamente non si immaginava di farlo su quel circuito, così vicino a casa. Un brontolio dello stomaco lo svegliò d quel sogno ad occhi aperti, Ethano non mangiava da circa 12 ore, e i crampi allo stomaco lo costrinsero a dirigersi in cucina e a recuperare qualcosa da mangiare, doveva essere rimasta della pasta fredda del giorno prima quindi andava bene. Non si preoccupò nemmeno di scaldarla nel fornello.

Il bar dove alla fine Sara lo aveva portato era saturo di gente e peggio ancora Sara aveva scelto la serata Karaoke come sera propizia per uscire e festeggiare l'assegnazione del Gran Premio. Ethan aveva avuto un'idea riguardo il darsi malato o barricarsi nell'appartamento ma sapeva che Sara avrebbe buttato giù la porta pur di non darsi per vinta. Così, suo malgrado, accettò di uscire. "Ti rendi conto Ethan, saremo nel paddock. Un sogno proibito. Chissà come ci invideranno" disse la ragazza, prima di sorseggiate il suo drink. Ethan le sorrise di rimando, concentrato a giocare con la cannuccia del suo drink analcolico. "Certo, solamente che saremo lì a lavorare e d sicuro non riusciremo a vedere più di tanto. Dovremo soccorrere la gente." "Sarà... Ma se nel frattempo tu addocchiassi un bel meccanico o un pilota che male c'è?" Ethan per poco non le sputò in faccia il sorso che aveva appena bevuto. La guardò sbalordito. "Oh andiamo Ethan, capisco che con Andrea non sia andata a buon fine dopotutto. Ma sono passati quasi sette mesi. Devi trovarti qualcun altro". Il ragazzo la stava fissa torvo, certo la sua amica aveva ragione ma metterla così dura e diretta faceva comunque male. "E tu pensi che casualmente incontrerò qualcuno a Monza che mi faccia stare bene?" Sara alzò le spalle e sorrise "Mai dire mai. E poi sei tu quello esperto in materia. Sei riuscito a far mettere me e Diego assieme dopo nemmeno tre settimane che sei stato trasferito..." "E poi lui ti ha lasciato per un'altra dopo un anno e mezzo." Ethan le ricordò come andò a finire. "Però per quell'anno e mezzo ha funzionato. Devi solo riconoscere che i tuoi consigli in amore sono utili. Dovresti iniziare a seguirli anche tu." Ethan finì il suo drink "Vedremo. Ma ora io mi dileguo prima che a te venga la malsana idea di cantare o peggio, farmi cantare." "Troppo tardi per quello... Sei il prossimo e poi tu canti benissimo." Ethan impallidì e sentì il presentatore chiamarlo. Guardò Sara e sibilò un "giuro che te la farò pagare", prima di dirigersi verso il palco, come un condannato che cammina verso il patibolo.


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