Ci sono incontri che cambiano una giornata.
Altri che cambiano una vita.
E poi ci sono quelli che iniziano con un registratore acceso, una lista di domande e una persona che non avresti mai dovuto guardare negli occhi così a lungo.
Io mi chiamo Sofi...
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24/02/2004 lavoro: giornalista sorella del giocatore: emil holm nazionalità: 🇮🇹/🇸🇪
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Kenan Yildiz
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04/05/2005 lavoro: calciatore nazionalità: 🇩🇪/🇹🇷 numero di maglia: 10
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Emil Holm
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13/05/2000 lavoro: calciatore nazionalità: 🇸🇪 numero di maglia: 2
1. - Sofia, sei pronta? Alzai gli occhi dal computer. - Per cosa? Il mio capo sospirò. - Dimmi che stai scherzando. - Dipende. - L'intervista. Mi bloccai. L'intervista. Giusto. Quella che aspettavo da settimane. Mi alzai di scatto dalla sedia. - Oddio. - Esattamente. Afferrai la borsa, il registratore e il taccuino. - Cinque minuti. - Due. - Tre. - Uno. - Va bene, uno. Lui scosse la testa. - Non capisco come tu riesca a fare il tuo lavoro. - Con il talento. - Con la fortuna. - Anche. Uscii dall'ufficio con il cuore che batteva forte. Non era una semplice intervista. Avrei incontrato uno dei giovani calciatori più promettenti del momento. Kenan Yıldız. Avevo preparato le domande per giorni. Statistiche. Carriera. Pressione mediatica. Obiettivi. Tutto perfetto. O almeno così credevo. Arrivai al centro sportivo con qualche minuto di anticipo. Mostrai il pass stampa. Una ragazza dello staff mi accompagnò in una sala riservata. - Il giocatore arriverà tra poco. - Perfetto, grazie. Mi sedetti. Aprii il taccuino. Controllai le domande. Una volta. Due. Tre. Quattro. Cinque. Forse sei. L'ansia era una brutta bestia. Sentii la porta aprirsi. Alzai la testa. E per un attimo dimenticai completamente quello che stavo facendo. Era lui. Alto. Capelli scuri. Felpa nera. Espressione tranquilla. Molto più tranquilla della mia. Kenan entrò nella stanza e sorrise. - Ciao. Okay. Perché quel sorriso avrebbe dovuto essere illegale. Mi schiarii la gola. - Ciao. - Benvenuto! Ottimo inizio. Una sola parola. Da premio Pulitzer. Lui sembrò trattenere una risata. - Sofia, giusto? - Sì. - Piacere. Mi tese la mano. Quando la strinsi avvertii una strana scarica. Probabilmente nervosismo. Sicuramente nervosismo. Doveva essere nervosismo. - Piacere mio. Ci sedemmo uno di fronte all'altro. Accesi il registratore. - Possiamo iniziare? - Certo. Finalmente. Terreno sicuro. Domande. Risposte. Lavoro. Niente problemi. - Com'è cambiata la tua vita negli ultimi anni? Kenan si appoggiò allo schienale. - Molto. Quando sei giovane tutto succede velocemente. A volte devi fermarti un attimo per capire cosa sta succedendo. Annotai la risposta. - E la pressione? - C'è sempre. - Ti pesa? Kenan rifletté per un istante. - A volte sì. Ma credo faccia parte del gioco. Quando scegli questo lavoro sai che arriveranno aspettative, critiche e tante persone pronte a giudicarti. Annuii. Risposta intelligente. Risposta professionale. Risposta che avrei dovuto annotare. Peccato che fossi troppo occupata a notare il modo in cui sorrideva mentre parlava. Fantastico. Professionista dell'anno. Abbassai lo sguardo sul taccuino e scrissi qualcosa. Quando lo riguardai mi resi conto di aver disegnato una linea storta. Perfetto.