Il sole che filtrava dalla finestra accanto al mio letto fu il motivo del mio risveglio. Guardai l'orario grazie alla sveglia sul comodino.
Erano le nove.
Molto presto essendo domenica.
Non avevo voglia di alzarmi, ma sapevo che tra poco sarebbe arrivata la donna delle pulizie, quindi avevo poca scelto.
Mi rigirai per altro tempo tra le lenzuola fresche, abbracciai il cuscino e strofinai la guancia contro di esso.
«Che coglioni»
Dopo questa affermazione mi sedetti sul letto, infilai le pantofole, presi il telefono ed uscii dalla mia camera per poi scendere le lunghe ed eleganti scale di marmo che portavano al piano principale della villa.
«Buongiorno tesoro» disse mia madre dall'ampio salotto, seduta sul divano con il suo caffè e l'ultimo numero di Vogue Korea tra le mani.
«Buongiorno, dov'è papà?» mormorai ancora stanca.
«Doveva andare a lavoro per un affare importante» rispose.
«Ma è domenica» sbuffai «non sa cosa vuol dire riposarsi?»
«Lo sai che ha da fare; i Lee si stanno mettendo troppo in mezzo ultimamente» spiegò e il disappunto nella sua voce non si nascondeva affatto.
«Stronzi...» sussurrai.
«Yuri! Il linguaggio!» mi rimproverò la donna di fronte a me.
«Lo pensi anche tu, lo pensiamo tutti» sbuffai.
«Sí, ma dobbiamo farceli andare bene, lo sai? Tenersi stretti gli amici, ma ancora di più i nemici» rispose stufa dal mio comportamento.
«Credo che dopo aver fatto colazione andrò in agenzia da papà» dichiarai dopo qualche minuto di silenzio.
«Tesoro non fare casini» disse prontamente.
«Chi ha detto che voglio fare qualcosa?» domandai fingendomi offesa dalla sua supposizione.
«Sei mia figlia, ti conosco, vai, ma non parlare coi Lee»
«Vado fare colazione» chiusi la conversazione.
Mi diressi verso la grande cucina dove si trovava la cameriera di casa.
«Buongiorno signorina Park, le faccio il solito?»
«Certo, sicura di non volere una mano?»
«Non si preoccupi signorina»
Mi sedei al tavolo e presi il telefono.
«Buongiorno sorellina» mi salutò mio fratello «so che vuoi andare a litigare coi Lee di prima mattina, tra l'altro di domenica»
«Sunghoon sta zitto»
«Che caratterino, spero non parlerai così al signor Lee»
«Se potessi lo farei, così si leva dalla faccia quel ghigno di merda»
«Woah, calma le parole, per essere sulla quarantina si mantiene bene»
«Sai chi è ancora più irritante? Suo figlio»
«Minho?»
«È stato una volta in un k-drama scadente ed ora lo amano tutti»
«Non puoi dire che è brutto»
«Lo è! Ti squadra sempre, forse si sente Beyoncé, ma se la deve tirare di meno»
«Stai diventando un po' una vipera, magari come persone non sono male»
«Ha-ha molto divertente» mi alzai per prendere un pacco di biscotti e la cameriera mi diede il cappuccino.
Mio fratello non lo capirò mai. È sempre così buono e vede il meglio di chiunque anche in chi è marcio dentro.
ESTÁS LEYENDO
Stolen Glances
FanfictionPark Yuri, una giovane donna alle prime armi nel mondo del lavoro, suo padre le da tutta la sua fiducia ed è già pronto a lasciarle l'agenzia sulle spalle. Lee Minho, figlio degli acerrimi nemici dei Park, pronto a prendere il comando al posto del p...
