Il corridoio del liceo BlockBerry era un caos di armadietti che sbattevano e risate distorte dall'eco, ma per Heejin, tutto sembrava muoversi al rallentatore. Era seduta sui gradini della biblioteca, con un album da disegno sulle ginocchia, cercando di catturare la luce che filtrava dalle finestre alte.
"Ancora a disegnare ombre?"
Heejin non ebbe bisogno di alzare lo sguardo per sapere chi fosse. Il profumo di fragole e lacca per capelli la precedeva sempre. Chuu si lasciò cadere accanto a lei, facendo sobbalzare i suoi pastelli.
"La luce oggi è difficile da catturare," rispose Heejin, accennando un sorriso.
Una Tensione Sottile
Dall'altra parte dell'atrio, Hyunjin appoggiata al muro osservava la scena. Accanto a lei, Hyeju stava giocherellando con le cuffie, apparentemente disinteressata a tutto ciò che non fosse il ritmo cupo della sua musica.
"Dovresti andare a parlarle," disse Hyeju senza distogliere lo sguardo dal telefono. "Fissi Heejin da dieci minuti. Sembri un gatto che punta una preda, ma con molta meno iniziativa."
Hyunjin arrossì, stringendo la cinghia della borsa. "Non sto fissando. Sto... meditando."
"Certo. E io sono un raggio di sole," rispose Hyeju con un sorrisetto sardonico.
Il Club di Astronomia (Che non esiste)
Quella sera, la scuola era quasi deserta per le prove dello spettacolo teatrale. Yves stava aiutando dietro le quinte, muovendosi con una grazia che rendeva difficile per chiunque non incantarsi. Chuu la seguiva ovunque, con la scusa di dover ripassare le battute, ma i suoi occhi brillavano di un'ammirazione che andava ben oltre il copione.
"Sooyoung-ah," chiamò Chuu piano, usando il nome reale di Yves mentre erano nascoste tra i pesanti velluti del sipario. "Pensi che... pensi che alcune storie abbiano un finale scritto o possiamo cambiarlo?"
Yves si fermò, una corda di scena ancora in mano. Guardò Chuu, i lineamenti addolciti dalle luci soffuse del palco. "Penso che siamo noi a tenere la penna, Jiwoo. Anche se a volte ci trema la mano."
Accorciò la distanza tra loro, un gesto minimo ma carico di significato. Il respiro di Chuu si spezzò. In quel piccolo spazio tra la finzione del teatro e la realtà della notte, il confine tra amicizia e qualcos'altro si fece sottile come un filo di seta.
Confessioni e Colori
Intanto, in aula d'arte, Heejin stava ancora lottando con il suo disegno. Sentì dei passi felpati. Hyunjin era lì, con due succhi di frutta in mano. Ne tese uno a Heejin senza dire una parola.
"Grazie," mormorò Heejin, prendendo il brick ghiacciato. "Sei rimasta fino a tardi?"
"C'era un gatto nel cortile. E poi... volevo vedere se avevi finito." Hyunjin si sedette sul banco vicino, osservando il disegno. Non erano solo ombre; era un ritratto. Un ritratto di lei.
Il silenzio tra loro non era imbarazzante, era denso. Heejin sentì il cuore battere contro le costole come un uccellino in gabbia.
"Hyunjin-ah," disse Heejin, posando finalmente il carboncino. "Non è la luce che è difficile da catturare. È come mi fai sentire quando mi guardi così."
Hyunjin non rispose subito. Si limitò a posare la sua mano sopra quella sporca di grafite di Heejin. Le dita si intrecciarono, macchiandosi di grigio e di verità.
"Allora non smetterò di guardarti," sussurrò Hyunjin.
Epilogo
Mentre la luna sorgeva sopra il liceo, quattro ragazze scoprivano che i corridoi della scuola non erano solo fatti di lezioni e scadenze. Tra un bacio rubato dietro un sipario e una mano stretta in un'aula buia, le studentesse della BlockBerry stavano scrivendo la loro storia. Una storia che non aveva bisogno di etichette, ma solo di coraggio e di un pizzico di magia notturna.
Alla fine però Yves e Chuu fecero sesso lesbico e ebbero tre figlie Yeojin, Vivi e Gowon.
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