Mi sgretoli inerme sul bivio declive,
Quest'onta funesta da un grave strapiombo,
Che fervida accende in ciascuno mio lombo,
Un'algida morte che pur sopravvive.
Ah! Strenuo dolor per sardonico spasmo,
Tremendo mi cogli mentre io svigorisco,
Tremando ti anelo e innocente subisco
L'implume memoria dell'acre mio orgasmo.
Ma ordunque tu fletti tornito il tuo dito,
E ergendoti volgi al mio bacio le gote,
Ancor mi sovvien che i tuoi moti son note:
Io il corpo ti do come un nudo spartito.
Tu invece ivi con verecondia sorridi,
Vermiglio germoglio è il protervo tuo viso,
Val, morbida landa su cui fui ucciso,
E già gli avvoltoi lesti intrecciano i nidi.
Entrambi mirandovi Io mesta fenice
D'un tal veneficio cangiante mi beo,
Giacché fu precluso all'ombrifero Orfeo
Che mai più specchiarsi poté in Euridice.
Fin quando poi oso votarvi i miei nervi,
gran grembo gremito di fatue favelle,
miei sordidi mondi, mio sole e mie stelle,
nell'avida mente voi dèspoti e servi.
Ah! Un tratto il livor poetando svanisce,
Rifratto il color imbrunito rischiara,
Dacché maledetta, la vita, e amara,
L'inane illusione allietando abbellisce.
Mi assurga ora aitante sul bivio declive,
Quest'arte celeste a un soave colombo,
Che fervida accende in ciascuno mio lombo,
Un'algida morte che pur sopravvive.
Ma arrenditi ad Atropo, atavica sarta,
Tu, tristo cantore di tragica carta.
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Poesie
PoetryOgni tanto, quando riesco a ritagliarmi un buco in quella fittissima ragnatela tutta matasse e garbugli che è la mia vita, soddisfo il rapsodico impulso di scriver poesia. A muover da quella poc'anzi conclusa, ho deciso d'ora in avanti di raccoglie...
