Le Origini

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Esisto dal 1300.

Non ricordo più il giorno esatto, né il mese, ma ricordo il freddo di quella notte.
Ricordo il sangue.
Ricordo la paura.

Da allora il tempo per me ha smesso di avere significato.

Ho visto nascere e morire regni.
Ho visto guerre distruggere intere città.
Ho visto l’uomo cambiare volto mille volte, inventare macchine, costruire palazzi sempre più alti, arrivare persino a sfidare il cielo.

E ora siamo nell’anno 2090.

Un mondo fatto di tecnologia, luci artificiali e città che non dormono mai.
Un mondo dove tutti credono di sapere tutto… ma nessuno immagina che io esista ancora.

Mi sono sempre mescolata tra le persone.

Ho cambiato nomi, identità, città.
Sono stata contadina, guaritrice, vedova, viaggiatrice.
Sempre la stessa anima… intrappolata in un corpo che non invecchia.

All’inizio pensavo fosse un dono.

Poi ho capito che era una condanna.

La fame non mi ha mai abbandonata.
È sempre lì, silenziosa, nascosta dentro di me come una bestia che aspetta il momento giusto per uscire.

Ci sono state notti in cui non sono riuscita a resistere.

Notti in cui la sete era troppo forte.
Notti in cui l’odore del sangue diventava insopportabile.

E allora sparivo.

Scomparivo per giorni, a volte per settimane.
Mi rifugiavo nei boschi, lontano da tutto e da tutti.

Lì nessuno poteva vedermi.
Nessuno poteva fermarmi.

Poi, qualche tempo dopo, la notizia arrivava sempre.

Resti umani trovati nel bosco.
Un animale feroce, dicevano.
Un assassino sconosciuto, ipotizzavano.

Nessuno ha mai immaginato la verità.

Io tornavo tra la gente come se nulla fosse successo.
Con un volto nuovo, una nuova storia, una nuova vita.

Ma ogni volta diventava più difficile.

Più passavano gli anni… più la solitudine diventava pesante.

Sono rimasta sola.

Non ho mai incontrato un altro come me.
Non ho mai trovato qualcuno che potesse capire cosa significa vivere per secoli, vedere tutti morire e continuare a esistere.

Essere immortale non è un privilegio.

È una prigione.

Così, dopo l’ultima volta, ho preso una decisione.

Una decisione definitiva.

Ho lasciato la città.
Ho abbandonato ogni identità.
Ho smesso di fingere di essere umana.

Mi sono rifugiata lontano da tutto.
Dalle persone.
Dal mondo.

Non volevo più vedere nessuno.
Non volevo più fare del male a nessuno.

Volevo solo sparire.

Restare nell’ombra, come ho fatto per secoli.

Sola.

Come sempre.

Ma non sapevo ancora una cosa.

Il destino non aveva finito con me.

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