In un luogo meno che assente, privo perfino del vuoto, e in un tempo più vago dell'inesistenza stessa, dove ogni misura si dissolve prima ancora di nascere, c'è... e insieme non c'è... qualcosa.
Un assoluto, ma senza verso.
Una superficie perfettamente liscia, senza desideri, senza scopi, senza la minima tensione verso l'alto. Eppure - senza un inizio, senza una causa - si è alzata.
Non per scelta.
Non per errore.
Semplicemente... si è eretta.
Una torre nera si innalza nel nulla che è e che non è.
Va verso qualcosa, forse.
O forse verso niente.
Oppure entrambe le cose, o nessuna delle due.
È ancora troppo presto per affermare, troppo tardi per negare. Anche questo, forse, è falso. O solo incompleto.
Qui tutto è il contrario di tutto - ma sarebbe già troppo umano dirlo.
L'unica certezza è l'incertezza.
E da questo paradosso muto... nasce ciò che sto per raccontare.
Nasce un occhio.
Un occhio che non sa ancora di essere tale.
Che aspetta, nel silenzio di qualcosa che non è ancora storia, di essere trovato.
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In una stanza piccola ma colma, un microcosmo abitato da idee e oggetti, una ragazza lavora, assorta.
Il letto e la scrivania si fondono in un unico corpo di legno liscio, cerato, come se il sonno e l'ingegno non potessero mai separarsi.
Una parete intera è un collage di mensole, disegni, ritagli, piccole reliquie incollate o poggiate come se ognuna fosse lì da sempre, e per sempre destinata a stare.
L'armadio accanto, gremito di cataloghi di vestiti ordinati con cura ossessiva - e forse mai aperti.
Lei è seduta alla scrivania, i capelli biondi raccolti in un lungo ponpon che le cade su un lato, come un punto esclamativo silenzioso.
Indossa una semplice maglietta bianca a maniche corte, stretta al collo da un fazzoletto rosso annodato con cura.
Davanti a lei, un piccolo disco di materiale nero, plastico.
Sospeso nell'aria, un ologramma azzurro, reticolare, pulsa leggermente.
È un progetto. Un oggetto. Una forma indefinita - ancora non nata del tutto.
Lei modella, ritocca, calibra. Concentrazione assoluta.
Il LED che le brilla sul lato del capo - innestato come una piccola lucciola artificiale - testimonia che è notte fonda. Serve luce, serve precisione.
Quando finalmente aggiusta l'ultimo dettaglio, un sorriso fugace le sfiora il volto.
Poi, un clic accidentale.
E la simulazione parte.
L'ologramma, invece di attivarsi come previsto, crolla su se stesso in un'animazione catastrofica.
Solo macerie digitali rimangono.
La ragazza sospira.
Cancella tutto con un gesto secco.
Fa comparire un menu fluttuante, seleziona una barra di caricamento che inizia a pulsare lentamente.
Poi si alza, meccanicamente.
Cammina verso il letto con passo marziale, quasi stanco.
Raggiuntolo, non vi si sdraia...
Vi crolla.
Ginocchia a terra, testa sul materasso, come se la giornata l'avesse spenta a metà del movimento.
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Il giorno dopo-
Quando si svegliò, lo fece di scatto.
Gli occhi si aprirono come accesi da un impulso, e subito le coperte volarono via in un unico gesto fluido. Sollevò le gambe con energia e si mise seduta sul bordo del letto, poggiando entrambi i piedi a terra nello stesso istante, come se ogni movimento fosse parte di una coreografia calcolata. Il volto era concentrato, lo sguardo tagliente, come se in quei primi secondi stesse già anticipando ogni mossa del giorno.
Si alzò e, senza nemmeno stirarsi, marciò verso la scrivania. Il progetto che aveva lasciato in caricamento era ancora lì, sospeso nell'aria sopra il piccolo dischetto nero, sull'Olografo.
Ma ora l'ologramma era... rosso.
Completamente.
Ogni superficie dell'ologramma pulsava in un rosso saturo e severo, mentre centinaia di finestre di errore si moltiplicavano come uno sciame impazzito.
Formule incoerenti, parametri fuori scala, diagrammi fratturati, avvisi lampeggianti in un linguaggio che sembrava più arcano che tecnico.
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EXILION
Paranormal--- Exilion C'è un confine che nessuno attraversa. Non perché sia impossibile - ma perché nessuno ha mai avuto motivo di farlo. Fino ad ora. i protagonisti vivono in un mondo che funziona, che respira, che tiene tutto al suo posto con una precisione...
