Prologo

19 1 0
                                        

Aelis

In tempi oramai remoti, agli uomini furono concessi dei doni dagli Dèi onnipotenti. C'è chi crede che questi doni furono concessi per pura bontà d'animo degli Dèi; altri pensano che invece il loro obbiettivo era rendere noi mortali avidi di potere, cosicché, una volta che il nostro cuore avrebbe smesso di battere, saremo finiti tutti in disgrazia, costretti a vagare nell'oscurità fino alla fine dei tempi senza poterci reincarnare.

Ma una leggenda narra che furono le gesta di un uomo coraggioso a piegare il potere divino, concedendoci quei privilegi che altrimenti ci sarebbero stati negati.

Thalante.

Così viene chiamato. Thalante è colui che ha segnato il destino di noi mortali, riuscendo a sconfiggere il male che da secoli risultava una minaccia sia per gli uomini che per gli Dèi.

Krònis era il nome di questo male tanto temuto.

La leggenda narra che, in principio, Krònis era una divinità, un Dio capace di controllare e modificare il corso del tempo. Gli abitanti della terra si rivolgevano a lui e lo pregavano per ottenere cose tali come poter cambiare il loro passato, predirre ed eventualmente cambiare il futuro o velocizzare il corso del presente. Le richieste erano sempre le stesse, mediocri e monotone, finché un giorno non venne chiesto a Krònis il dono dell'immortalità.

Era proibito ai mortali di diventare creature immortali, se non in casi specifici. Ogni divinità era in grado di concedere l'immortalità, ma era proibito farlo.

Krònis agì di testa propria, concedendo segretamente l'immortalità a chiunque fosse stato così stupido di andare contro il volere degli Déi, con il solo patto di non rivelarlo agli altri onnipotenti.

La notizia si sparse rapidamente tra gli uomini, e all'improvviso tutti iniziarono a pregarlo con più frequenza, distogliendo l'attenzione da tutte le altre divinità.

L'avvenimento non passo inosservato dagli altri Déi, che presto vennero a conoscenza del patto tra Krònis e i mortali. Così, tutte le divinità, ad eccezione di Krònis, si riunirono in seduta comune, accordando di spodestarlo. Krònis non reagì bene, ed una volta privato del titolo di divinità, si isolò in una landa remota.

Per decenni di lui non ci furono più tracce. Le divinità e i mortali vivevano serene anche senza la sua presenza. Ma Krònis non era sparito senza motivo. Nel suo periodo di esilio raccumulò odio e rancore verso gli Déi, e colpevolizzò i mortali per i propi errori. Tutto l'odio che provava divenne presto una forma di potere contorto, che solo Krònis era in grado di controllare.

Un giorno, durante la commemorazione degli Déi, giornata che ogni anno viene celebrata per lodare tutte le divinità, Krònis fece il suo ritorno. In pochissimo tempo aveva raso al suolo moltissimi villaggi, ed era stato in grado di ferire e indebolire le altre divinità, vendicandosi.

Nei secoli successivi furono molte le battaglie per deterrare e sconfiggere Krònis, ma né i mortali né gli Déi furono capaci di fermarlo. Il mondo cadde in uno stato di debolezza e paura, e Krònis divenne una sorta di tiranno che terrorrizzava intere popolazioni.

Fino a quando fece la sua comparsa Thalante.

Thalante era un giovane coraggioso, che si era stufato di vivere nella paura. Un giorno, dopo essersi equipaggiato con armatura e spade, partì per recarsi sulla montagna dove Krònis risiedeva. Pochi avevano fiducia nelle capacità del giovane, e quando, dopo una lunghissima battaglia dove fu assistito dagli Déi, riuscì finalmente a sconfiggere Krònis, divenne una leggenda. Un Mito. Per ricompensarlo, le divinità offrirono a tutti i mortali un dono.

Benedizioni e maledizioni.

I doni degli Déi non sono sempre benigni. Le benedizioni e le maledizioni vennero distribuite senza un reale criterio. Ma al contrario di ciò che si crede, i popoli furono felici del dono, a prescindere se fosse una benedizione o una maledizione.

Per molti decenni fu così, ma lentamente i Benedetti e i Maledetti iniziarono a separarsi. In non molto tempo chi era soggetto a benedizioni non interagiva mai con chi invege era soggetto a maledizioni e viceversa e i due grandi gruppi iniziarono ad odiarsi. Le relazioni tra Benedetti e Maledetti vennero sempre meno. I matrimoni tra i due divennero inconcepibili.

E così il mondo si divise in due grandi regni: Benedetti e Maledetti.

Ci sono tre tipi di benedizioni e maledizioni: diretta, dormiente o postuma.

Le Benedizioni e Maledizioni Dirette sono quelle che il soggetto è in grado di controllare, e sono le più comuni. Quelle Dormienti invece sono quelle sulle quali il soggetto non ha potere, e quindi si manifestano in determinate situazioni. Questa categoria è altrettanto comune come quella dei doni Diretti.

Le Benedizioni e le Maledizioni Postume, invece, sono tanto particolari quanto rare. Esse si manifestano nella vita successiva, dopo essersi reincarnati. Si dice che permettano di ricordare la vita passata, ma sono talmente rari i casi di Benedizioni e Maledizioni Postume che non si hanno informazioni a riguardo.

E io sono una Benedetta Dormiente, che, a distanza di diciannove anni, deve ancora capire quale sia la sua benedizione.

You've reached the end of published parts.

⏰ Last updated: Mar 29 ⏰

Add this story to your Library to get notified about new parts!

The Distance Between UsWhere stories live. Discover now