DUBBI -Marracash

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                                                                                    |SOPHIE|

Stamattina mi sono svegliata o meglio dire mi hanno svegliato. Mia madre come ogni sabato mattina verso le 8 ha iniziato a mettere musica ad alto volume, sapendo che oggi e domani sono gli unici giorni in cui posso riposare poiché gli altri vado all'università.

Mi sto vestendo di fretta e furia per due motivi, il primo e che appena accesa la tv questa mattina e comparso un annuncio in cui raccontavano che nella notte sono state rubate delle bare e la seconda è che 5 minuti dopo mi ha chiamato il comune per comunicarmi che una di quelle bare rubate è quella di mio padre. Oramai chiamano sempre me per queste cose perché tanto mia madre non risponderebbe o se ne fregherebbe perciò ci vado sempre io al posto suo.

Da un punto di vista esterno posso ammettere che può sembrare che a mia madre non importi di mio padre, ma per chi ci conosce sa che non è cosi e che anzi mia madre lo adorava, ma quando è morto, ci è stata molto male ed è caduta in una lunga depressione ed io ero lì presente, vedere a 17 anni la propria madre stare così male e stata dura, ma ora l'abbiamo superata entrambe, rialzandoci insieme, perciò fare queste 'commissioni' al comune non mi pesa, o almeno non lo faccio notare, perché se mia madre vedrebbe quanto mi fa stare male lo farebbe lei e io non posso permettermi che ricada un'altra volta in depressione.

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Sono appena arrivata al comune e quando ho detto il mio cognome mi hanno fatto subito strada verso il sindaco da una signora credo che si chiami Nancy (ho sentono che è la persona con più anzianità di servizio, lavora qui da 40 anni ed ha iniziato quando ne aveva 20) che mi sta riferendo che con me ci sarà anche la famiglia Hall.

PANICO!!!

Lucas dovrebbe essere fuori città giusto?!

Senza far notare nulla mi incammino accanto alla signora. In questo corridoio negli ultimi tre anni ci sarò stata una cinquantina di volte, oramai lo conosco meglio di casa mia, infatti non è ciò a procurarmi ansia, ma bensì il pensiero di rivedere Lucas. Dopo la nostra rottura è praticamente scappato da New Haven perché aveva bisogno di 'aria nuova' o meglio dire 'ragazze nuove' poiché prima che ci fidanzavamo al liceo si è fatto il giro di tutte le ragazze esistenti. Questa è stata una delle ragioni per cui ci siamo lasciati, ma non è stata la causa maggiore o quella più importante.

Oramai per quello che mi ha fatto dovrei odiarlo ed invece ogni volta che sento il suo nome il mio cuore batte all'impazzata e la mente non la smette di fantasticare su di lui. Siamo arrivati davanti alla porta dell'ufficio del sindaco Peterson e sento da fuori un vociare, una voce femminile e sono sicura di sapere a chi appartenga: Morgana Hall la moglie di Giulio nonché madre di Lucas. Hanno dei nomi insoliti qui a New Haven poiché hanno parentele in Italia.

Io e Lucas prima che ci fidanzavamo eravamo migliori amici, le nostre madri hanno partorito insieme, lui è 5 giorni più grande di me e quando sono nata io Morgana era ancora in ospedale per delle visite di accertamento e lì, lei e mia madre diventarono molto amiche infatti si trasferirono nella stessa via a poche case di differenza.

Nancy sta aprendo la porta e mentre la apre io scorgo prima Morgana una signora bassina seduta su una sedia capelli marroni lisci, occhi verdi denti perfetti e bianchi, con un viso curato e truccato e non trapela l'età che ha ma anzi sembra 10 anni più giovane.

Poco più lì vedo un ragazzo alto, occhi verdi, capelli marroncini chiaro identico al padre oramai defunto. Si sto parlando di Lucas. In quel momento alza lo sguardo dal pavimento e mi guarda, come se volesse studiarmi meglio. L'ultima volta che ci siamo visti era stato due anni fa dopo il compleanno della madre che aveva compiuto 50 anni e non è finita tanto bene. Siamo arrivati al punto di buttarci in faccia la torta di Morgana e rovinare la festa a tutti.

Decido finalmente di entrare e riesco a sentire ancora lo sguardo di lui addosso. Quando stavo per dare il buongiorno il sindaco mi precede e mi comunica <<Buongiorno signorina Palmer, come le avranno già informato sono state asportate delle bare e non riusciamo a ritrovare neanche quella di suo padre...>> In quel momento non stavo ascoltando più Peterson ma mi focalizzavo su Lucas, era cambiato molto. Indossava dei jeans larghi e sono sicura che due anni prima indossava quelli stretti, una maglia bianca attillata e sopra un giacchetto di pelle, ai piedi porta delle classiche air force bianche.

<<Signorina Palmer...Sophie mi sta ascoltando?!!>> Il sindaco mi riporta alla realtà e mi ricordo ben poco di quello che mi stava dicendo. Distolgo lo sguardo da Lucas e incomincio a guardare Peterson. <<Scusi non la stavo ascoltando, mi dispiace molto può per caso rispiegarmi ciò che ha appena detto?>> ciedo cauta al sindaco. <<Sophie glielo rispiegherò nella maniera più veloce e semplice possibile, deve collaborare con Lucas Hall per il caso delle bare... so che studia criminologia quindi se si vuole si potrebbe anche considerare un'alternanza scuola/lavoro!>> e subito dopo scoppia in una risata fragolosa. Io so che non è la stessa cosa ma non lo riprendo sennò creerei solo casini.

Dopo quelle parole la mia testa è piena e potrebbe scoppiare da un momento all'altro per la rabbia e paura di ciò che io e Lucas potremmo combinare. Se per qualche ora che siamo stati nello stesso posto è finita con torte in faccia e tanta frustrazione pensate per qualche giorno o settimana o peggio mesi. <<Quindi accetta signorina Palmer??>> mi ripropone Peterson. <<Ci devo pensare bene, le faro sapere fra qualche giorno...>>, <<Va bene, le do una settimana>> e dopo questa affermazione del sindaco decido di tornare a casa e svolgere questo sabato come gli altri... a studiare!!.

Ricordi sbiaditiDonde viven las historias. Descúbrelo ahora