la storia del corvo d'ossa

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Nel lontano regno di Cornovaglia, dove risiedeva un'intera stirpe di corvi accecata dall'odio e dal dolore, viveva un corvo un po' speciale. Era diverso dagli altri perché, pur avendo un becco, un cuore e degli organi che battevano di vita, il suo corpo era fatto interamente di ossa.

La Cornovaglia era un regno fiorito e rigoglioso: c'erano alberi di pesco, meli carichi di frutti e profumatissimi aranci. Le cascate scendevano fresche dalle montagne e i fiori attiravano le api, proprio come nel nostro mondo. Ma per il piccolo corvo non c'era bellezza. I suoi "amici" gli lanciavano sassi al suo passaggio, le madri allontanavano i piccoli per paura che la sua diversità fosse contagiosa e persino a casa sua la situazione non era migliore — anche perché, a dire il vero, una casa non l'aveva mai avutasi.

Esiliato da tutti, il corvo d'ossa riposava la notte accanto a un antico pozzo circondato dall'erba. Il suo unico tesoro era un sacco di juta pieno di mele che raccoglieva con fatica durante il giorno. Prima di addormentarsi, poggiava la testa sul bordo di pietra del pozzo e piangeva in silenzio, cercando di non farsi sentire da nessuno.

Ma una notte qualcosa cambiò. Il cielo era speciale: le stelle cadenti correvano veloci come saette di luce, illuminando il buio come lui non aveva mai visto prima. Per la prima volta, il piccolo corvo non si sentì solo. Volendo onorare quel momento, decise di fare un sacrificio: prese una delle sue preziose mele dal sacco e la lasciò cadere nel pozzo, chiudendo gli occhi e unendo le sue ali ossute.

«Ahia!» sentì esclamare dal fondo del pozzo. Il corvo aprì un occhio, sospettoso, ma poi lo richiuse pensando di aver sognato. Con tutto il cuore, sussurrò il suo desiderio:«Vorrei qualcuno che mi amasse per quello che sono. Vorrei una famiglia e un pasto caldo. Per favore, pozzo, esaudisci questo mio piccolo desiderio.

»Quando riaprì gli occhi, però, regnava il silenzio. Nulla era cambiato. Due lacrime scivolarono lungo le sue ossa finendo nel pozzo, mentre un singhiozzo gli scuoteva il petto.

La mattina dopo, una folla si radunò davanti a lui. Per un attimo il cuore del corvo sussultò: «Il mio desiderio è realtà! Sono venuti a riprendermi!» pensò. Ma si sbagliava. I corvi del villaggio iniziarono a lanciargli pietre, accusandolo di aver rubato le mele che teneva nel sacco. Nonostante le avesse raccolte con onestà, nessuno gli credette. Lo scacciarono con violenza, esiliandolo nel deserto roccioso.

«Questo posto non è affatto accogliente», piagnucolò il piccolo corvo, stanco e ferito. Si trascinò sotto l'ombra di una palma e, tra un lamento e l'altro, si addormentò pensando: «Dopo tutto questo dolore, mi merito proprio un riposino».

Al suo risveglio, la sera era già calata. Davanti a lui, miracolosamente, apparve un pozzo che prima non c'era.«Pozzo, sei tu?» domandò con un filo di voce.Una voce dolce rispose dal basso: «Sono quaggiù, piccolo corvo.
Vieni con me e ti donerò tutto ciò che desideri».

Senza esitare, il corvo si calò in volo nelle profondità. Quando toccò il fondo, i suoi occhi videro meraviglie: davanti a lui c'era un cigno, elegante e bianco, ma fatto — proprio come lui — interamente di ossa. Il cigno lo guidò in un regno segreto, ancora più bello di quello che aveva lasciato.

«Vi presento il piccolo corvo!» annunciò il cigno alla sua gente.
Lì, tra fiori di cristallo e luci soffuse, ogni creatura era fatta di ossa. Nessuno lo guardava con odio; nessuno lanciava sassi. Il piccolo corvo sorrise: finalmente aveva trovato il suo posto. Finalmente era a casa, amato e al sicuro.

Sondaggio: Se ci fossi stato tu al posto del piccolo corvo, cosa avresti scelto tra tornare dalla tua famiglia o calarti nel pozzo? Se ti va, fammelo sapere nei commenti!

💬Grazie di cuore per esserti fermato a leggere la storia del piccolo corvo. Se ti è rimasta nel cuore, lasciami un segno del tuo passaggio: un commento o una stellina significano molto per me.
🌟A presto,~R~ 💜

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