CARBONE SOTTO LA PELLE

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Mi chiamo Elira Hale e il carbone non va più via dalle mani, nemmeno quando lo lavi via.
Resta sotto le unghie, nelle pieghe della pelle, come un promemoria: tu appartieni a questo posto.

Come ogni giorno, il distretto 12 puzza di fumo e silenzi, ma oggi è un odore diverso

Qui impari a non fare domande e a tenere sempre la testa bassa, l'ho scoperto all'età di dieci anni, quando mia madre mi ha fatto vedere quello che succede nell'arena

Ora ho diciassette anni, so che Capitol non ci guarda come persone. Ma sono abbastanza giovane da sperare ancora anche se non dovrei

Oggi è il giorno della mietitura, lo capisco dal silenzio teso, dai passi lenti, specialmente quelli di mia madre, non si piange, mai... se si piange prima, porta sfortuna

La piazza è piena, un sacco di persone si sono radunate come al solito... tutti qui ma nessuno vorrebbe esserci

Non sono da sola, come me c'è mia sorella Mara, 9 anni, troppo piccola per essere sorteggiata, la paura che si legge negli occhi, eppure eccola qua, con me... poco più dietro mia mamma, 49 anni, occhi pieni di lacrime che non lascia cadere, le mani tremanti anche se non posso vederla

Guardo mia sorella e mi accovaccio alla sua altezza "guarda me, solo me" le dico lentamente "se succede qualcosa, corri dalla mamma" dico infine

Lei annuisce, non parla, se lo fa, piange e se piange, piango anch'io

Il palco è pronto, la sindaca è li, il sorriso che è già sul viso, il microfono che stride appena

Sindaca: "benvenuti a tutti quelli che sono venuti qui oggi" fa una pausa, guarda tutti poi torna a parlare "oggi onoriamo il sacrificio che garantisce la pace"

Tra la folla ci furono dei mormorii tra tutti i distretti

Sindaca: e ora procediamo con l'estrazione dei tributi

Si zittirono tutti, poco dopo prese un biglietto e con calma lo aprì "Elira Hale" disse lei

Per un attimo pensai che non fosse vero, poi sentii una preghiera sussurrata da mia mamma e mia sorella che piangevano

"Vai" sussurro a Mara "tranquilla"

Lei obbedi e io mi avvicinai al palco con passo leggero, mi sentivo troppo osservata

Salgo sul palco e la sindaca mi guarda "Età?" Mi chiese mentre mi guardava salire

"Diciassette" sussurrai

Passarono tutti i tributi, eravamo tutti sul palco, ora mancava solamente il tributo maschile del distretto uno

Sindaca: "e per ultimo" prese l'ultimo nome "Cassian Vale"

Vidi un ragazzo farsi avanti, niente paura, non si tirò indietro

Un ragazzo biondo, occhi azzurri come il ghiaccio, un fisico atletico che solamente un ragazzo come lui potrebbe avere

Si avvicinava con passo sicuro come se non gli interessasse dei giochi mortali

"Bene" disse tranquillamente la sindaca, microfono in mano e ci guardava "i tributi sono stati scelti, che vinca il migliore"

Ci fu un piccolo fruscio di applausi, poi le persone andarono via, l'ultima cosa che ho visto è stato lo sguardo spaventato di mia mamma e mia sorella

Ora ho solamente un obbiettivo: sopravvivere

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