Capitolo 1: Fughe e nascondigli

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3 Ottobre 2013

Jade, sedicenne, è una ragazza che frequenta il liceo delle scienze umane, i suoi voti sono modesti e se la cava.
La sua infanzia non è stata delle migliori...
È cresciuta in un orfanatrofio di Salerno fino ai suoi tredici anni, per poi scappare una sera.
Portò con sé cibo, soldi (rubati), e vestiti.
Salì su un pullman a due piani, e quello fu l'inizio del suo viaggio.
La corriera era affollata, piena di barboni e gente cafona.
La ragazzina, stanca, si sedette al piano di sopra e si addormentò.
Il tragitto durò tutta la notte...(all'incirca nove, se non dieci ore).
Jade si risvegliò la mattina presto, ritrovandosi a Milano, una città grigia e triste.
Sistemandosi, prese le sue borse e scese dal pullman di fretta e furia.
Il suo primo pensiero fu:
"E ora dove andrò...? Ho fatto davvero la scelta giusta...?"
Esattamente l'anno dopo, Jade avrebbe dovuto fare le superiori. Ma dove sarebbe andata, se era sola e senza aiuto?
Camminò per una mattinata intera, pensando...fin quando non trovò una "soluzione".
Davanti i suoi occhi, c'era una villa bellissima di tre piani.
Senza farsi vedere, (e controllando le finestre, per capire da dove entrare) si intrufoló, e si nascose nella mansarda.
Poi, con alcuni oggetti della soffitta, mise attrezzi pesanti per non fare aprire la botola dalle persone di quella casa.
Poi, aprì le sue borse, e sistemò tutto il necessario. Dal suo zaino, prese delle coperte, due cuscini, e si creò "un letto".
Dopodiché, mise il suo telefono a caricare con la spina della mansarda, tirò un respiro e si rilassò.
Rimase lì per un anno. La sua routine consisteva nel rimanere nascosta di giorno e di uscire la notte per mangiare e bere (il bagno, fortunatamente, c'era sopra).
Anche se, ahimè, c'era un problema: doveva iscriversi a una scuola.
Quindi, durante una notte, prese un computer della casa, entrò in uno dei siti per fare le iscrizioni, e scelse lo scienze umane. Per farlo, mise dei documenti falsi con dei soldi che aveva rubato, nonostante potesse essere molto rischioso. Ma non ci fece caso. Anzi cambiò il suo vero nome, Sissi, nel suo nome attuale: "Jade".
L'estate passò, e arrivò settembre.
Ora Jade fa il terzo superiore.
Continua ad "abitare" in quella villa, ma a scuola non ha fatto amicizia con nessuno, e in più non l'hanno ancora scoperta.

8 Novembre 2013

Era una classica mattinata e Jade si stava preparando davanti allo specchio della soffitta, con i suoi capelli biondi e neri, i vestiti emo/goth, e le sue iconiche convers lunghe.
Poi andò nel bagno e si truccò. Fece il suo eyeliner spesso, mise un rossetto scuro, e si creò la sua solita acconciatura.
Prese lo zaino con i quaderni e libri usati, infilò uno spuntino, una monster, e il suo telefono.
Erano esattamente le sei e mezza di mattina e tutti dormivano.
Scese dalla soffitta e andò a scuola, che distava all'incirca venti minuti a piedi.
Alle sette meno dieci era esattamente al cancello della scuola.
Si sedette su una panchina, prese il suo telefono e giocò a "Clash of Clans", un gioco iconico di quei tempi.
Mezz'ora dopo, alcuni ragazzi iniziarono ad arrivare.
Tutto stava andando normalmente, fin quando Jade non provò una sensazione mai provata: l'amore verso qualcuno.
Un ragazzo alto, dai capelli mori e la pelle abbronzata, le passò davanti. Era uno di quarta.
Il ragazzo, la vide, le sorrise, e disse:
"Ciao, come ti chiami?"
Jade rimase zitta. Aveva le farfalle nello stomaco, che lei descriveva come un attacco di maldipancia improvviso.
"Ehi...ci sei?" disse il fanciullo, preoccupato.
"Sì...perdonami...mi...mi chiamo Jade."
"Oh, è un nome così dolce e carino! Io mi chiamo Ace, ma puoi chiamarmi come vuoi."
"Certo..!"
Jade non stava capendo nulla. Era come se le avessero appena tirato un martello in testa.
"Beh, io vado, ci vediamo Jade!" disse Ace, con tono energetico.
"Ciao..!"
Non appena Jade abbassò la mano, cadde a terra, e pensò:
"Cosa...è successo? Cos'è questa sensazione mai provata...?"
Iniziò a toccarsi impulsivamente il petto, il cuore batteva all'impazzata, ed era rossa come un pomodoro.
Fece un sospiro, si alzò, e andò verso l'entrata.
In classe, non pensò ad altro se non a Ace.
...Si era innamorata...?

28 Novembre 2013

I giorni passavano, e quel ragazzo era un punto fisso.
Era come se la sua vita dipendesse da lui.
Ma sentiva che non si sarebbe mai messa con lui.
Era troppo diversa, si sentiva troppo sbagliata per lui.
Quella sera, si abbuffò di energy drink pur di non dormire. Aveva bisogno di rimanere sveglia e di pensare.
Verso l'alba, però, ne subì le conseguenze.
Corse in bagno e vomitò. Si sentiva più stanca di prima.
Nel giro di pochi minuti, svenne.
Dopo due ore, si risvegliò. Camminando lentamente, prese il telefono. Erano le sette! A quell'ora doveva già essere a scuola!
Decise di non andare.
Sapendo di dover portare una giustifica, per passare il tempo, prese il suo quadernino e iniziò a scriverla, con una firma falsificata.
Durante il pomeriggio, dormì, nonostante avesse tutta quella caffeina in corpo.

2 Dicembre 2013

Jade iniziò a socializzare un po' di più nella classe, fin quando non vide una ragazza sola.
"Scusami...tutto ok?"
"Si. Che vuoi?"
"Mi chiamo...Jade. Tu?"
"Sarah."
"Oh...piacere...vuoi venire a fare merenda con me?"
"No."
Sarah si alzò, e se ne andò, sbuffando.
"Che strano..." pensava Jade.
Dopo pranzo, la prof interrogò alcuni in letteratura.
Mentre parlava con gli alunni interrogati, Jade, guardò con la coda dell'occhio la ragazza scontrosa.
Aveva dei lunghi capelli castani, un maglione, dei jeans a zampa, e gioielli di perle. Era veramente bellissima.
Jade non ci fece troppo caso e continuò l'esercizio che aveva chiesto di fare l'insegnante mentre interrogava.
La campanella suonò.
Gli alunni uscirono da scuola, e Jade, rivide il ragazzo che le piaceva.
"Ehi Jade!" urlava da lontano.
Lei non dava segnali. Solo un gesto per salutarlo e poi piccoli passi a testa bassa verso "casa".

Amore e odio Tempat cerita menjadi hidup. Temukan sekarang