Capitolo 1

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Ciao, mi chiamo Stella Trevisan.
Sono nata a Venezia, ho venticinque anni e fino a oggi ho vissuto con i miei genitori e i miei due fratelli. Una vita semplice, fatta di abitudini, affetti e sogni tenuti nel cassetto.

Ma ora... la mia vita sta per cambiare.

Qualche giorno fa ho ricevuto una proposta che non avrei mai osato immaginare:
diventare l'assistente personale di Isabella Marin, una delle conduttrici più famose della televisione spagnola, nel programma Amigos.
Un sogno. Un salto nel vuoto. Una nuova me che sta per nascere.

Con le valigie accanto alla porta, saluto la mia famiglia. Gli abbracci sono stretti, gli occhi lucidi, le parole poche ma piene di orgoglio.
Poi l'aeroporto.
Poi l'aereo.

Quando finalmente decolla, sento il cuore battere più forte del rumore dei motori.
Sto davvero andando a Madrid. Da sola. Verso una vita che non conosco.

Guardo fuori dal finestrino, poi intorno a me, sorpresa da tutto: le persone, le voci, le lingue diverse.
E sussurro appena:

— Wow...

In quel momento mi rendo conto di me stessa, come se mi vedessi per la prima volta davvero.
Ho capelli di un colore particolare e raro, un biondo scuro con riflessi biondi e ramati.
Gli occhi castani chiari, attenti, curiosi.
Un viso che molti definiscono perfetto, ma che io so essere segnato da sogni, paure e determinazione.

Sembro furba, forse un po' acida a prima vista.
Ma chi mi conosce davvero sa che ho un carattere buono, dolce, sensibile.
E ora quella sensibilità sta per essere messa alla prova.

Non so ancora che, insieme a questo lavoro, il mio passato sta per tornare.
E che Madrid non mi offrirà solo un sogno...
ma anche una ferita che non si è mai davvero chiusa.

Stella suonò il campanello del palazzo e attese, il cuore che batteva un po' più forte.
Quando la porta si aprì, davanti a lei c'era un uomo elegante, vestito con cura, e un sorriso caldo che illuminava il viso.

«¡Bienvenida, chica!» disse in spagnolo. (Benvenuta, ragazza!)

Stella si fece coraggio, con un sorriso incerto, e rispose:
«Ehm... ti dico subito, sono italiana... ma capisco abbastanza lo spagnolo».

L'uomo rise leggermente, con gentilezza, come se apprezzasse la sua sincerità.
«Perfecto, no te preocupes» disse, facendo un passo indietro per farla entrare. (Perfetto, non ti preoccupare)

Stella respirò a fondo e varcò la soglia.
Madrid era davvero reale, e la sua nuova vita stava iniziando.

Salirono nell'ascensore e dopo pochi istanti arrivarono all'appartamento.

«Ecco qua, spero che ti piaccia», disse l'uomo, aprendo la porta.

Stella entrò, gli occhi che correvano da un angolo all'altro. L'arredamento era curato, luminoso, con dettagli che tradivano gusto e personalità.

«Ha fatto tutto mio padre e mi fido... devo dire che è una bella casa», disse Stella, guardandosi intorno mentre appoggiava le valigie.

Un leggero sorriso le attraversò il volto. Madrid, pensò, poteva davvero diventare casa sua.

«Perfetto. Per qualsiasi cosa chiamami... Per ora il pagamento dell'affitto è tutto a posto. Ci vediamo fra quattro mesi», disse l'uomo.

«Ok, grazie», rispose Stella, mentre lui annuiva e chiudeva la porta alle sue spalle.

Stella sospirò, lasciandosi cadere leggermente sul divano.
«Devo dare qualche sistemata», mormorò tra sé, iniziando a aprire le valigie e a organizzare le cose.

Persiguiendo EstrellasWhere stories live. Discover now