Grace stava convincendosi che il lunedì fosse stato inventato solo per torturare le persone quando il suo caffè preferito le esplose in mano. Non letteralmente, intendiamoci... almeno, non all'inizio. Ma il latte caldo si rovesciò sulla maglietta nuova, creando una macchia che somigliava vagamente a un coniglio zombie. Grace guardò il disastro con occhi spalancati, sospirando: "Perfetto. Esattamente il modo in cui volevo iniziare la settimana."
Mentre cercava disperatamente di tamponare la macchia con un fazzoletto, una voce maschile risuonò accanto a lei: "Ehi, se vuoi, posso mostrarti un trucco per far sembrare quella macchia... un'opera d'arte moderna."
Grace si girò, pronta a rimproverare il tipo per la sua incredibile insolenza, e invece si trovò davanti l'uomo più strano che avesse mai visto. Capelli spettinati che sembravano combattere una battaglia persa con un asciugacapelli, occhiali storti e una camicia con un disegno di un gatto astronauta. E poi c'era quel sorriso... metà malizioso, metà "oh no, ho appena combinato un disastro".
"Chi... sei?" balbettò Grace, mentre cercava di salvare il fazzoletto ormai fradicio.
"Mi chiamo Anderson. Maestro di arte moderna improvvisata e... occasionalmente salvatore di caffè," disse, inchinandosi in modo teatrale. "Vedo che la tua maglietta è... come dire... un'esplosione di creatività?"
Grace lo fissò incredula. "Ma... il caffè!"
"Oh, quello," disse Anderson con un sorriso come se stesse parlando di un piccolo incidente nucleare. "Piccolo dettaglio. Consideralo... la mia firma artistica sul tuo outfit."
Grace strinse i denti, ma non poté fare a meno di ridere. Era irritante, ma in qualche modo... affascinante. O folle. Probabilmente entrambe le cose.
"Vieni qui spesso a rovinare le mattine alle sconosciute?" chiese, cercando di sembrare arrabbiata ma fallendo miseramente.
"Solo quando il destino chiama," rispose Anderson con un inchino ancora più teatrale, facendo cadere accidentalmente un cucchiaino sulla scarpa di Grace. "Ops. Fate conto che fosse parte della performance."
Grace sentì un piccolo brontolio nello stomaco – quello che di solito chiamava "imbarazzo misto a panico", ma che sembrava più vicino a qualcosa di... curioso? No, non poteva essere. Era solo un lunedì disastroso. Niente di romantico qui. Assolutamente niente.
"Bene," disse, cercando di prendere il controllo della situazione. "Io vado. Prima che tu faccia esplodere il locale."
"Ah, ma io non esplodo... di solito," disse Anderson, seguendola quasi come un'ombra ingombrante. "Solo a volte creo... esperimenti sociali involontari. Tipo ora. Con te."
Grace accelerò il passo, ma lui la raggiunse facilmente. E, naturalmente, inciampò sulla sua stessa scarpa e quasi cadde su di lei, salvandosi all'ultimo secondo con un braccio. Grace fece un salto indietro, cercando di non ridere davanti al pubblico immaginario che stava crescendo nella sua testa.
"Ok, scusa, scusa!" disse Anderson, respirando affannosamente. "Ma il mio cuore... niente, niente scuse. Il mio cuore sta bene."
Grace sbatté le mani sulle sue anche, come per dirgli "sei pazzo" ma dentro, inevitabilmente, il cuore le faceva un piccolo salto.
Dopo qualche minuto di tentativi goffi da parte di entrambi di sembrare "normali", Grace si rese conto che il suo caffè era ormai irrimediabilmente perso, la maglietta era un'opera d'arte liquida e Anderson continuava a guardarla con un'espressione che era una miscela tra scusa e divertimento.
"Va bene," disse Grace, cedendo. "Hai vinto. Sei... ridicolo."
"And you love it," rispose lui con un sorriso sornione che la fece arrossire. Ovviamente lei non arrossì. Assolutamente no. Era solo... colpa del latte caldo, sì, sicuramente.
Prima che Grace potesse scappare definitivamente, Anderson fece qualcosa di totalmente imprevedibile: tirò fuori dal taschino un piccolo spray deodorante per scarpe a forma di dinosauro e le disse: "Per la prossima volta. Non sai mai quando la vita... o il caffè... ti attacca."
Grace lo guardò come se fosse impazzito. "Che diavolo?"
"Un piccolo investimento per la tua sicurezza," disse lui. Poi, senza un'altra parola, si voltò e sparì tra la folla, lasciandola lì, con la maglietta rovinata, il cucchiaino sulla scarpa e un piccolo dinosauro deodorante in mano.
Grace si sedette al tavolo più vicino, cercando di capire se quello fosse stato il momento più assurdo della sua vita... o l'inizio di qualcosa di totalmente imprevedibile.
E mentre sorseggiava il suo caffè freddo e guardava il dinosauro-salvavita, Grace non poteva fare a meno di pensare: forse, solo forse, quel tipo pazzo sarebbe ricomparso. E chissà... forse non sarebbe stato del tutto un disastro.
STAI LEGGENDO
Instably Irresistibile
ChickLitdue giovani strambi che nonostante tutto, avranno un lieto fine
