Il battito che non è umano

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L’odore del disinfettante era l’unica cosa che riusciva a nascondere, almeno in parte, il profumo del sangue. Non per lui, però. Niente ingannava i suoi sensi.

Il Dr. Adrian Vesper avanzava lungo il corridoio principale del San Lyth con il passo calmo di chi domina ogni cosa che lo circonda. La sua figura alta, imponente, attirava l’attenzione dei pazienti e delle infermiere, ma nessuno riusciva mai a capire cosa lo rendesse così… diverso.
Il mistero era la sua seconda pelle.

«Dottor Vesper? È arrivato un nuovo caso in pronto soccorso, sembra grave.»
La voce affannata dell’infermiera Clara gli giunse alle spalle.

Adrian si voltò lentamente. Gli bastò un istante per leggere nei suoi pensieri: non paura, non timore reverenziale… ma qualcosa di più sottile, un misto di rispetto e curiosità per quell’uomo che sembrava troppo perfetto per essere reale.

«Preparate la sala tre,» disse con voce profonda, vellutata. «Arrivo subito.»

Clara annuì e corse via.
Adrian rimase immobile per un secondo. C’era qualcosa nell’aria che lo inquietava. Un battito. Un ritmo diverso. Non umano.

Lo seguì.

Quando entrò nel pronto soccorso, lo colpì subito l’odore. Ferro, terra… e luna piena.
Un ragazzo era steso sulla barella, sudato fradicio, gli occhi gialli intermittenti come lampi. Il suo respiro era un ringhio soffocato.

Un licantropo. Giovane. Troppo giovane per essere qui.

«Chi lo ha portato?» chiese Adrian, senza togliere gli occhi dal corpo tremante.

«Lo hanno trovato ai margini del Boschetto Nord,» rispose un paramedico. «Dicono che stesse scappando da qualcuno.»

Adrian rabbrividì. Non per paura, ma per consapevolezza.

Il Boschetto Nord apparteneva ai vampiri.
Silenzioso e letale come la notte, si chinò sul ragazzo. Sentì il lupo dentro di lui ribellarsi, come se quella creatura stesse portando un messaggio non detto.

«Non… ci volevo entrare…» ansimò il giovane, gli occhi che cambiavano colore a scatti. «Loro… stanno venendo.»

Adrian lo fissò, immobile, mentre una voce antica riecheggiava dentro di lui:
Hanno violato il patto. Senza permesso. Senza paura.

L’aria del pronto soccorso tremò improvvisamente. Le luci sfarfallarono. Le ombre sembrarono allungarsi lungo le pareti, attirate da lui.

Clara fece un passo indietro. «Dottore… tutto bene?»

Adrian inspirò lentamente, cercando di trattenere quella fame che non provava da decenni.

«Chiudete l’area. Nessuno entra. Nessuno esce.»
La sua voce divenne più profonda, più oscura.

Per la prima volta in cinquecento anni, sentì il richiamo della guerra scorrergli nelle arterie.

E poi lo percepì: un ululato lontano, appena un sussurro… ma abbastanza per gelare l’ospedale intero.

I licantropi erano dentro i suoi territori.
E stavano arrivando.

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⏰ Last updated: Dec 12, 2025 ⏰

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