Arrivo sulla grande via, che mi aspettavo di vedere deserta. Rimango sorpreso quando noto che ci sono molti più maghi della sera prima. Probabilmente passano di qui, prima di andare al lavoro. Vedo le bancarelle in fila, una dopo l'altra. Un grosso venditore pelato, sta discutendo con il proprietario di un negozio, perché la bancarella blocca l'entrata.
Poco più in là vedo Weasley che, assonnato, stà mostrando uno dei suoi oggetti a una signorina bionda e bassa, di circa vent'anni.
Mi avvicino, ed aspetto che la donnina se ne vada, per farmi vedere dal rosso.
-Hey, Weasley- saluto, e lui sussulta appena sente la mia voce.
-Scu-scusa è che... Non sono abituato a parlare con te- ride -Ma ora siamo uomini adulti, no?- io annuisco.
-Tutto bene?- chiedo.
-Sì, devo dire... La mia famiglia si è incuriosita, quando ho detto che ti ho incontrato- abbassa lo sguardo. con un mezzo sorriso -E insomma... Beh, come mai ancora qui?-
-Volevo semplicemente chiederti quando mio figlio può incontrare la tua... Sempre che tua moglie voglia- dico.
-Certo, quando vuole venire da noi, ci siamo. Sai dov'è la Tana?- chiede. Annuisco di nuovo.
-Ecco. Lo trovi lì... Puoi passare domani, se vuoi... Domani non lavoro, è domenica, sai- sorride lui.
-Non darei fastidio? Sicuro?-
-Ma no!- esclama -E non fate caso a mio padre, se fa degli strani riti in lingue antiche quando entri in casa- ride -Dice che voi Malfoy portate iella-
Rido anch'io -Probabilmente ha ragione-
-Allora... Domani, verso le quattro, venite alla Tana tu e tuo figlio. Mi trovate sulla porta ad aspettarvi- sorride.
-Grazie mille, Scorpius non vede l'ora di incontrare Rose-
-Anche Rose muore dalla voglia di avere un nuovo amico... Io spero solo che vadano d'accordo-
-Io credo di sì...- sorrido -Allora, a domani!-
-Ci vediamo- mi saluta Weasley.
Mi Smaterializzo di nuovo. La più breve visita a Diagon Alley della mia vita.
Arrivo a casa che sono appena le otto. Il sole è già più caldo, cosa che non potevo aver notato nella grande strada, all'ombra degli edifici.
Mi sono Materializzato davanti all'ingresso, e riesco a sentire Astoria che parla con Scorpius. Entro e vado subito da mio figlio, che quando mi vede mi sorride raggiante.
-Dov'eri, papà?- chiede.
-Dal signor Weasley- rispondo -Ha detto di andare alla Tana, domani alle quattro-
-Non posso aspettare così tanto!- si lamenta, ma con un sorriso.
-Infatti non aspetterai niente- dice Astoria, severa -Perché non ci andrai-
-Scusa?- chiedo io -E perché non dovrebbe?-
-Su, Draco, non fare l'idiota. Fino a pochi giorni fa avresti fatto di tutto pur di uccidere quel Weasley...-
-Beh, siamo cambiati. Ci siamo rivisti, abbiamo parlato da persone mature, ed abbiamo deciso che non ne vale la pena. Che senso ha litigare tutta la vita?-
Astoria non sa cosa rispondere.
-Mamma, io voglio conoscere Rose- dice Scorpius -E tu non puoi impedirmelo, perché se non la incontrerò domani, la incontrerò ad Hogwarts- ha uno sguardo duro e deciso.
-No, Scorpius...- sussurra lei.
-E invece sì- ribatte -Non ho nemmeno un amico della mia età. Non conosco nessuno. Mi dite che devo frequentare solo figli di famiglie Purosangue, ma a quanto pare non esistono, questi figli. Ora che ne trovo una...-
-Scorpius, Rose è mezzosangue- dice Astoria -Sua madre è una Nata Babbana-
-E a chi interessa?- grida lui. Si stà arrabbiando -Sono sempre solo, non ho nemmeno fratelli, non potete vietarmi di fare amicizia!-
Astoria tace, ma sul suo volto si è dipinta un'espressione di disgustato.
-Ebbene?- chiede Scorpius.
-D'accordo. Domani puoi andare- dice lei infine.
-Perfetto- annuisce lui.
Non sembrava più un bambino di sette anni, quello innocente e tenero. No, aveva parlato quasi come un adulto, voleva farsi rispettare. Inoltre, il suo discorso non faceva una piega.
-Ed i Malfoy vincono ancora...- sussurra lui, prima di tornare nella sua stanza per vestirsi. Non riesco a trattenere una risata.
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Dal punto di vista di un Serpeverde
RandomUna storia raccontata in prima persona dal rivale del Prescelto, e da suo figlio...
