Il Fiume dei segreti dimenticati

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Universo 1. Primo Caso.

"Abbiamo tutti storie di cui non faremo mai parola,ma quelle qui dentro..sono tutt'altro livello. Tutto questo non dovrei saperlo. è stato un errore,un grandissimo errore."

Che si possa viaggiare di universo in universo,non è chissà cosa di nuovo,non che io possa dire sia una cosa comune. Ovviamente è una cosa da ricchi viaggiare nel multi-verso,ma non vuol dire che io non ci abbia mai sperato,anche se è una realtà lontana anni luce.

Tempo fa in questo universo c'era un fiume talmente importante che ogni volta che gli adulti lo sentivano nominare sbiancavano come cadaveri in preda al panico.

Mai sia venisse nominato.                                                                                                                                                

Si chiamava Fiume Isvanor, anche se senza un preciso motivo. Era un nome elegante,scelto a tavolino dai capi politici della Shamrha,la mia patria. 

Ovviamente il fiume è esistito davvero (A quanto pare),ma c'era la rigida credenza che attraesse le anime degli sventurati,per cui,fino a pochi decenni fa la Shamrha era inabitata,tranne per quelle poche persone che facevano le coraggiose di turno,e che poi finivano non diversamente dagli altri. 

Col tempo pare l'Isvanor si sia prosciugato,o almeno è questa l'ennesima frottola che si è inventata il governo,perché non ci sono mai state prove materiali.

Fatto sta, che la gente però ci ha creduto pure, e quindi si è iniziata ad insediare senza pensarci due volte, occupando nel giro di qualche anno quasi metà della nazione, che da essere abitata da qualche persona qua e là, da un giorno all'altro ha iniziato a brulicare di vita,gente,animali,e tanto di mercatini con collanine,bracciali e simpatici giocattoli per bambini.

Venne creata una moneta, la Veyra, ispirata a Veyranista, la dea della dovizia; Sono nate molteplici religioni, tradizioni, forme di arte, balli.

Ed infine la lingua tradizionale, Lo Shamrhano,dove le parole "Fiume Isvanor" non esistevano nemmeno,tanto fosse detestato.

La gente temeva il nome di quel fiume,ma nessuno di ancora vivo lo aveva mai visto,e nessuno era a conoscenza della vera storia che si portava dietro da generazioni,che però non fù tramandata.

Tuttavia una leggenda c'era: Qualcuno diceva che la nostra anima stessa,in punto di morte, venisse attratta dall'Isvanor, e se ne scopriva la strada in modo naturale, ma nessuno davvero andava a controllare,neanche in fin di morte, perché davvero nessuno tornava vivo,quindi si bruciavano la possibilità di sopravvivere più di quanto il fato avesse deciso,anche se non c'è nessuno là sopra a tracciare il nostro destino in modo certo.

Sul velo del fiume si dicano siano tracciate parole, frasi che rappresentano i segreti più buii dell'essere umano, che la gente confessa al fiume in fin di vita,sperando di liberarsi dal pesante fardello della vergogna e dal timore.

"Oi. Niven,di quà"

Quel giorno ero con Niven,il mio amico più caro, ovvero l'unico che assecondava le mie marachelle giornaliere e che mi salvava il didietro da mia madre, inventandosi le scuse più fastidiosamente credibili sul momento, con una certa maestria.

"Cael,ma dov'è che stiamo andando alla fine?"

"All'Isvanor,no?"

"Ma ne sei proprio sicuro? Non è che per davvero ci lasciamo la penne a quel coso?"

"Che c'è,ci stai già ripensando te?" risi.

"No,no. Mai sia."

Mi feci quattro risate e continuammo a camminare. Io inciampavo nei rami, Niven urlava ogni volta che vedeva un'insetto,e tra una perdita di tempo e l'altra erano passate ore e ore senza trovare nulla di vicino ad un Fiume o ad un ruscello,eccetto uccelli,insetti e piante dall'aspetto trascurato.

Il fiume dei segreti dimeticatiStories to obsess over. Discover now