A volte penso che il destino abbia un senso dell'umorismo crudele.
Atterro a Torino per il festival del cinema europeo, pronta a parlare del mio primo film internazionale, e invece mi ritrovo catapultata in un mondo che non c'entra nulla con me: quello del calcio.
Un giornalista mi aveva avvertita: «La Juventus sarà presente con alcuni giocatori, sai... immagine, sponsor, pubblicità». Io avevo fatto spallucce. Calcio o non calcio, non mi interessava.
Ma adesso che sono qui, con i riflettori puntati addosso e i flash che mi accecano, capisco che ho sottovalutato il problema.
Perché in mezzo alla sala, circondato da manager e tifosi, c'è lui.
Kenan Yildiz.
Sorriso strafottente, sguardo sicuro e l'atteggiamento di chi crede che il mondo intero sia il suo stadio personale. Tutti lo guardano, tutti lo cercano. Io, invece, vorrei solo evitarlo.
Ovviamente, non succede.
«Inés Wallace, giusto?»
Alzo lo sguardo e me lo ritrovo davanti. È persino più alto di quanto immaginassi, e i suoi occhi hanno quella luce fastidiosa che ti fa sentire già giudicata.
«Esatto» rispondo, mantenendo il tono professionale.
Lui inclina la testa, come se fosse incuriosito. «Ah, sì. La sorellina di Nicole Wallace. Quella di Culpa Mía, no?»
Stringo i denti. Non è la prima volta che mi presentano così, ma ogni volta è una pugnalata.
«No» ribatto fredda. «Io sono Inés Wallace, attrice. Nicole è mia sorella, ma non è il mio curriculum.»
Kenan ride piano, quel tipo di risata che ti fa venire voglia di lanciargli un bicchiere d'acqua in faccia.
«Touché. Mi piace. Hai carattere.»
«E io pensavo che i calciatori fossero solo palloni gonfiati» rispondo, alzando un sopracciglio.
«E tu pensi male.» Sorride ancora, sicuro di sé. «Noi siamo molto peggio.»
Lo guardo incredula. «Complimenti per la modestia.»
Lui si stringe nelle spalle. «La modestia non fa goal.»
Mi esce una risata sarcastica. «Forse, ma un po' di educazione non ti farebbe male.»
Kenan si avvicina di un passo, troppo vicino, tanto che sento il suo profumo. Speziato, maschile, irritante.
«Educazione? Non credo sia la parola giusta per una che mi ha appena dato del pallone gonfiato.»
«L'ho detto perché è vero.»
Lui mi guarda dritto negli occhi, e per un secondo ho la sensazione che stia cercando di leggermi dentro. Poi sorride di nuovo, e in quell'istante decido ufficialmente che lo odio.
«Sai qual è il problema?» dice con tono calmo.
«Illuminami» ribatto, incrociando le braccia.
«Che più mi dici che mi odi, più sembri... interessata.»
Sento il sangue ribollire.
«Sei delirante.»
Kenan ride, divertito dal mio fastidio. «Può darsi. Ma a giudicare da come mi guardi, non direi proprio.»
Gli occhi mi si spalancano. «Io non ti sto guardando.»
«Ah no?» piega il capo. «Allora perché arrossisci?»
«Non sto arrossendo!»
«Certo, certo.»
Quel suo tono ironico mi fa venire voglia di urlare.
Prendo fiato, pronta a rispondergli male, quando arriva un fotografo a interromperci: «Inés, Kenan! Una foto insieme, per favore!»
Mi volto di scatto: «Assolutamente no—»
Ma Kenan mi afferra la vita con un gesto naturale, come se fosse la cosa più normale del mondo, e sorride al fotografo.
Io rimango rigida, con il cuore che batte troppo forte.
«Perfetta» mormora a bassa voce, abbastanza vicino da farmi sussultare.
«Lasciami subito» sibilo tra i denti.
«Tranquilla, Wallace» sorride ancora, stringendomi appena. «È solo una foto. Non mordere.»
«Peccato. Perché io mordo eccome.»
Lui ride, e la macchina fotografica scatta.
Io non so se voglio scappare via o restare lì solo per dimostrargli che non mi piegherò mai al suo gioco.
Una cosa però è chiara: Kenan Yildiz è entrato nella mia vita come il peggior imprevisto possibile.
E so già che non sarà facile liberarmene.
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Hate Me, Love Me || Kenan Yildiz
RomanceInés Wallace, attrice spagnola in ascesa, vuole dimostrare di poter brillare con il proprio talento e non solo come "la sorella di Nicole Wallace". Convinta, determinata e con il cuore blindato, ha un'unica regola: niente distrazioni. Kenan Yildiz...
