L'Arrivo

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Fedro.


L'aria era calda e carica di polvere mentre la carrozza attraversava il sentiero. La luce del tramonto si rifletteva sulle strade, e l'odore del selciato si mescolava con quello dei pini lungo la collina. Fedro era nella sua carrozza e stava assaporando il silenzio di un posto nuovo. Era arrivato in città da appena due giorni, e già sentiva il solito formicolio sotto pelle. Quel bisogno di fuggire, di cercare un senso in qualcosa. Aveva passato il pomeriggio a sistemare le sue ultime cose, rispondendo con mezze parole ai suoi genitori e ignorare le occhiate curiose dei vicini. O meglio, di uno in particolare. La villa accanto alla sua casa era immensa, tutta colonne bianche e vetri oscurati. Una carrozza nera con rifiniture oro era situata nel vialetto. Fedro aveva incrociato gli occhi di quel ragazzo sulla soglia: alto, biondo, con i capelli perfettamente impomatati e un'aria da "tutti devono farmi strada". Il tipo gli aveva lanciato un'occhiata piena di disprezzo, senza nemmeno curarsi di nasconderla. 'Deve essere il principino del quartiere' aveva sussurrato Fedro a mezza voce, accennando un sorriso storto.


Il giorno dopo andando in accademia aveva scoperto che quello non era un vicino qualunque. Era Leonard Arsen, figlio di Aslan, il Governatore Supremo. "Chi è Aslan?" aveva chiesto Fedro, scettico. Bem, il primo (e forse unico) ragazzo con cui era riuscito a fare amicizia, aveva annuito mentre masticava un pezzo di pane. Era alto e snello, con la pelle scura ei capelli ricci e corti tagliati con precisione. Aveva uno sguardo sveglio, ma sempre un po' ironico, come se si trovava divertente ogni cosa che lo circondava. "Non sai chi è Aslan? Dove hai vissuto fin'ora? E' il tizio che comanda i governatori dei Sette Regni." Fedro si era appoggiato al muretto dietro la scuola, le braccia incrociate. "Spiegati. E parti dall'inizio."Bem aveva alzato un sopracciglio, ridacchiando. "Allora senti: il mondo è diviso in sette regni, ciascuno con un governatore. Ogni regno ha il suo territorio, cultura, e soprattutto... le sue regole. Ma sopra tutti c'è lui, Aslan. Lui non è un re, è l'autorità. Dicono che sia immortale, o che comunque viva da secoli. Nessuno lo ha mai visto di persona. Parla solo tramite i suoi ambasciatori.""E Leonard è suo figlio?""Non solo. È il prescelto. L'erede al comando. Cresciuto come un soldato, educato come un principe. Sa combattere, parlare sei lingue, cucinare... beh, forse quello no "Cioè quelli che credevano di poter comprare tutto. Persone, leggi, alleanze... e sì, anche la simpatia. Ma Leonard non cerca simpatia. Cerca controllo."Fedro aveva ascoltato in silenzio. Dentro di sé sentiva montare quella sensazione di disprezzo, di rifiuto. Odio non era la parola giusta... ma ci si avvicinava. Leonard era tutto ciò che Fedro aveva sempre detestato: arrogante, programmato, potente. E lui, invece, era... beh, Fedro. Un ragazzo alto, magro, con un ciuffo biondo perennemente disordinato, un passato che preferiva dimenticare, e una moto come unico sfogo. "E i sette regni?" chiese dopo un po', Fedro, lasciando scorrere lo sguardo sulle nuvole basse che si addensavano sopra i tetti della scuola.Bem alzò gli occhi al cielo e si sistemò, come se stesse per raccontare una storia molto lunga. della sua gente. Non scienza o politica, ma istinti. Debolezze E potere. "l primo regno si chiama Vhalar , ed è il Regno del Fuoco. Sono guerrieri, testardi, nati con la guerra nel sangue. Ogni famiglia lì ha almeno una spada appesa al muro. Combattono per onore, ma anche per divertimento."Fedro annuì piano,memorizzando il nome. Vhalar. Suonava già come qualcosa di pericoloso."Poi c'è Nysera , il Regno delle Illusioni. Tutti i più grandi manipolatori, incantatori e persuasisori vengono da lì. Non ti accoltellano: ti fanno credere che sia colpa tua. Le corti di Nysera sembrano fiabe, ma sono nidi di vipere.""Mi piace." commentò Fedro, con un sorrisetto."Il terzo è Eirenor, il Regno del Sangue. Il nome fa paura, ma lì la famiglia è tutto. Sono leali, ma chi tradisce viene cancellato. Ogni governatore di Eirenor ha un sigillo inciso sulla pelle. Lì la legge è il vincolo di sangue.""Tipo una specie di mafia?""Tipo legame eterno.""Vai avanti."" Caelis è il quarto. Il Regno del Vento. Vivono sulle scogliere alte, parlano con gli uccelli e costruiscono città che sembrano nuvole. Amano la libertà più di ogni altra cosa. Non chiedergli di seguire le regole: li perderesti.""Scommetto che è il tuo preferito"Bem sorrise annuendo. "Il quinto. Theryn . Il Regno delle Ombre. Nessuno sa bene dove inizia o finisce. Parlano poco. Ma ogni volta che sparisce qualcuno... si dice sia stato portato lì. Nessuno li attacca, perché... nessuno vuole farli arrabbiare."Fedro si sentì stranamente attratto da quel nome. Theryn."Il sesto è Mireval , il Regno della Luce. Sembra un paradosso rispetto a Theryn. Tutto è bianco, ordinato, perfetto. Ma... non farti ingannare. La luce più intensa può bruciare più del buio.""E il settimo?""Il settimo è il più misterioso. Si chiama Alhena . È il Regno delle Stelle. Vivono in alture irraggiungibili, scrivono profezie, leggono i sogni. Nessuno sa davvero cosa vogliano. Ma si dice che Aslan stesso venga da lì."Fedro si fermò. "Aspetta. Quindi Aslan... non è solo il governatore supremo. È uno di loro?" Bem annuì lentamente. "È nato ad Alhena, ma da quando ha preso il comando, nessuno sa dove viva. I sette governatori gli giurano fedeltà, ma è chiaro che... qualcosa si sta incrinando. Leonard è il primo erede ufficiale, ed è cresciuto come un dio in terra. Ma non tutti vogliono un nuovo Aslan." Il vento mosse i capelli disordinati di Fedro. Sentiva quella vecchia fiamma accendersi. La fiamma del rifiuto verso i sistemi imposti, verso i figli perfetti, verso le gabbie d'oro.


"E noi in quale regno siamo, esattamente?" chiese Fedro, inclinandosi leggermente verso Bem, le sopracciglia aggrottate in una piega di genuina curiosità.Bem si fermò, la bocca semiaperta mentre continuava a masticare il pezzo di pane. Lo fissò. "Aspetta, stai scherzando?"Fedro scosse la testa, serio. "No, non sto scherzando." "Fedro... siamo a Velmora , nel Regno di Aerath , l'Ottavo Regno, il più importante, quello dove si trova anche la Capitale Reale, Aurethia . È tipo... la prima cosa che impari da bambino. Leonard vive qui, a Velmora, proprio come noi- è il tuo vicino, ricordalo, mentre suo padre, Aslan, governa da Aurethia, la città più potente e sorvegliata di tutto il continente." Bem lo guardava ora con un'espressione tra il perplesso e l'incredulo. "Ma... com'è possibile che non lo sai? Cioè, non ti hanno mai spiegato niente i tuoi genitori?"Fedro abbassò lo sguardo sulle proprie mani intrecciate. "Non lo so", mormorò. "Non mi ricordo niente da quando mi sono trasferito qui, cioè due giorni fa, non ricordo della mia infanzia, o quasi. Ho come dei buchi. Ricordo qualche scena sfuocata... ma niente di utile. I miei genitori in questi giorni non mi hanno parlato. Mai accennato a regni, né a governatori, né Aslan."Il silenzio si fece pesante."E tu non hai mai chiesto il perché di questi vuoti?" domandò Bem con tono più morbido."Ho provato. Ma loro cambiavano discorso. Sempre." Fedro strinse le labbra. "E ora che ci penso... forse lo facevano apposta. Forse c'è qualcosa che non volevano farmi sapere."


Il silenzio tornò, stavolta più denso. Ma qualcosa, nel cuore di Fedro, iniziava a ribollire: la sensazione che la sua vita, quella vera, fosse appena cominciata.E fuori, sulle torri dorate di Velmora, il sole cominciava a calare, tingendo di sangue e fuoco i tetti del cuore dell'Impero.

L'Erede e il RibelleNhững tác phẩm khiến độc giả say mê. Hãy khám phá bây giờ