Chapter Five

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Odio la domenica, odio svegliarmi tardi, odio non avere tutto sotto controllo e questa domenica è così. I miei sono andati fuori città per lavoro, non staranno fuori molto ma non sanno quando tornano, è sempre così vanno via per il loro stupido lavoro e mi lasciano sola con quella peste di mio fratello Adam. Questa domenica è diversa, diversa in senso negativo, mio fratello Brandon è tornato dall'università trascinandosi con se il suo amichetto Nathaniel, che tra l'altro non sopporto, così adesso dovrò badare a tre bambini non più a uno.

Nate, quel ragazzo mi mette a disagio non so, non riesco a guardarlo negli occhi per più di qualche secondo, non lo sopporto, non sopporto che abbia questa specie di potere su di me, non sopporto perdere il controllo di me stessa e quando lui mi è vicino succede proprio quello. Non sopporto il suo tono beffardo e superiore che usa quando parla, non sopporto il suo stupido sorriso tremendamente sexy, non sopporto il ghigno malizioso che gli si dipinge sul viso quando mi vede. Lo conosco solo da un giorno e già lo odio così tanto? Odiare no, non posso odiare qualcuno che non conosco.

Sbuffo contrariata mentre continuo a riordinare i diversi libri che avevo lasciato qualche giorno prima sulla scrivania, mentre lascio gli ultimi libri nella grande libreria vedo cadere da uno dei libri un foglietto piegato a quattro, mi piego leggermente prendendo il foglietto dal pavimento con sguardo confuso. Apro il fogliettino riconoscendone subito: la lista del mio ragazzo perfetto, ecco dov'era finito. Ripiego il fogliettino in quattro posandolo sulla scrivani vicino ad un libro di mio fratello Brandon.

Sono le 11:30 così, dopo aver passato l'intera mattinata sul mio letto a leggere qualche libro e a finire i compiti per il giorno dopo, decido di scendere giù a controllare che sia tutto apposto. Sceso l'ultimo scalino sento delle risate provenire dalla cucina, arrivata sulla soglia della stanza mi appoggio con una spalla allo stipite della porta con un'espressione arrabbiata sul viso.

-Che diavolo state facendo?- urlo contro i tre ragazzi che udendo la mia voce si voltano a guardarmi con sguardo innocente.
-Niente..- dice Adam con tono sereno mentre si porta un dito alla bocca leccando via la nutella rimasta, chiudo gli occhi sperando che una volta riaperti la cucina non sembri un campo da battaglia. Fumo, fumo ovunque e una terribile puzza di bruciato aleggiano nell'aria. Inutile, riapro gli occhi ritrovando la stessa scena di prima, Brandon che butta qualcosa nel cestino della spazzatura, Adam che continua a mangiare la nutella rimasta sulle dita e per ultimo Nate che a differenza degli altri due mi guarda fisso negli occhi cercando però di trattenere un risata visto la situazione.

-Volevamo preparati la colazione, ma qualcosa è andato storto- Brandon si passa una mano tra i capelli cercando di nascondere il nervosismo sapendo che, da li a poco avrei dato di matto.
-Preparare la colazione non vuol dire dare fuoco alla cucina, hai ventidue anni, dovresti sapere come si usa un fornello- tossico lievemente a causa del fumo presente nella stanza, mantenendo però un tono di voce duro, mi avvicino alla finestra aprendola così da far uscire il fumo. Vado davanti alla cucina buttando la pentola bruciacchiata nel lavandino aprendo il rubinetto per poi lasciare scorrere l'acqua senza fiatare.

12:00 ho passato mezz'ora a pulire il disastro che avevano combinato quei tre con i loro sguardi puntati sulla mia schiena. Nessuno ha osato fiatare, a volte Nate tentava di aprire bocca ma Brandon lo bloccava per non peggiorare la situazione. Sento il campanello suonare così poso lo straccio piegato ordinatamente sul marmo della cucina mentre, senza degnare di un sguardo i tre ragazzi, vado ad aprire la porta ritrovandomi davanti Keira con un'enorme sorriso stampato sul viso. Mi faccio da parte lasciandola entrare, chiudendo poi la porta cercando di seguire la ragazza diretta già in cucina.
-Appena ho letto il messaggio mi sono subito precipitata qui. Allora, dov'è l'amico di tuo fratello bello da morire?- mi do dell'idiota mentalmente poiché avrei dovuto prevedere la reazione della mia amica, come suo solito Keira non sta mai zitta e quando parla tende ad urlare, per questo ora ci troviamo difronte a Brandon, Adam e Nate.

Mi porto una mano sulla fronte scuotendo la testa mentre passo velocemente lo sguardo dalla mia amica che è rimasta bloccata sul posto, a mio fratello Adam del tutto estraneo alla situazione, Brandon che mi guarda con un'espressione scioccata e infine Nate che guarda Keira con quel suo dannato sorriso sexy.
-Sicuramente parlavi di me, piacere Nate- si alza avvicinandosi alla mia amica, ancora immobile, prendendole una mano e baciandone il dorso. Perché a me non l'ha fatto? Mi ritrovo a pensare fissando quella scena con occhi spalancati immaginandomi al posto di Keira. Stop.

-Si ok, lei è Keira e noi andiamo fuori in giardino- prendo la mia amica per il polso trascinandola lungo il corridoio attraversando il soggiorno per poi uscire da una grande porta in vetro.
-Perché siamo andate via? Non mi hai fatto neanche presentare anzi, l'hai fatto tu al posto mio- Keira con un'espressione scioccata sul volto si libera della mia presa portando entrambe le mani sui fianchi facendomi voltare verso di lei.

-Oh andiamo, è solo uno stupido ragazzo key e poi tu non avevo occhi solo per Caleb?- alzo un sopracciglio andandomi a sedere su una sedia in vimini posta sulla veranda.
-Cosa c'entra adesso Cal..aspetta tu sei gelosa- Keira si volta verso di me puntandomi un dito contro distendendo le labbra rosee in un sorriso malizioso. Al sentire quelle parole quasi mi soffoco con la saliva, tanto che la mia mica deve darmi qualche pacca sulla schiena per farmi riprendere qualche secondo dopo.

-Non sono gelosa di quell'idiota- alzo gli occhi al cielo leggermente infastidita dall'affermazione di key, incrocio le braccia sotto al seno lasciandomi scappare un piccolo sbuffo già stanca di quelle conversazione.
-Ah no? Mi sono sbagliata allora scusami- dal tono della sua voce ,completamente ironico, capisco che non è davvero dispiaciuta e che pensa davvero quella stupidata -eh se fosse lui il ragazzo dei tuoi sogni?- i suoi occhi si illuminarono nel dire quelle parole mentre la sua mente ricorda il rituale di qualche giorno prima.

-Oddio Keira, quel ragazzo non potrebbe mai piacermi, non è il mio ragazzo ideale, è sbruffone e saccente, ha quel fastidioso sorriso che mi irrita, sembra sapere sempre tutto e questa cosa mi fa innervosire, poi fisicamente non è il mio tipo, quindi smettila di dire il contrario- sbotto alzando lo sguardo puntandolo negli occhi della mia amica che mi guarda a metà tra lo sconvolto e il divertito. Mi rendo conto solo adesso di avere trattenuto il fiato per tutto il tempo e di aver stretto le mani a pugno tanto da far diventare le nocche bianche.

-Oh certo, ti credo eh- mi rivolge un piccolo occhiolino senza riuscire a trattenere la sua inconfondibile risata rumorosa tanto da spaventare il cane della signora Parker, la mia ultra ottantenne vicina.
Non so se è una sensazione o altro, ma quel ragazzo non avrebbe portato niente di buono.

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ANGOLO AUTRICE
Ci ho messo bene tre giorni per scrivere questo capitolo che tra l'altro non mi piace.
Mh è solo un capito di passeggia il prossimo sarà più movimentato.
Beh non ho più niente da dirvi se non di votare o commentare giusto per farmi sapere il vostro parere.

Al prossimo capitolo.

Ciao baci😘

Black Magic ✨Where stories live. Discover now