Una vita dura.

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Alice è sempre stata una ragazza solare, ma i problemi in famiglia tra i suoi genitori, l'hanno instabilizzata. Quando aveva 14 anni, suo padre sé ne andò di casa.
Era stufo dei continui tradimenti di sua moglie.
Alice ne risentì molto, e alternava digiuni prolungati con abbuffate esagerate.
Serena, sua mamma, decise di andare a stare col nuovo compagno. Alice non era per niente entusiasta. Ma essendo minorenne, non poteva rimanere da sola.
Suo papà era sparito e non si ebbero più notizie.
Davide, il nuovo compagno di sua mamma, provò a farsi accettare da Alice, ma ogni suo sforzo è vano.
Tutto questa rabbia, questo rancore, stavano rovinando la vita alla ragazza. Durante uno dei digiuni, che durava da tre giorni, Alice svenne.
Si risvegliò in un letto d'ospedale, con delle flebo al braccio. Fortunatamente, è stato solo un calo dovuto un po' al caldo e alla mancanza di forze.
Non si allarmi signora, sono cose che possono capitare, stia tranquilla.
Sorridendo, il medico rimproverò Alice: basta digiuni, e vivi la tua vita. Sei così giovane. Alice il giorno successivo, venne dimessa.
Si avvicinava la fine della scuola, e chiese se poteva andare a passare le vacanze dai nonni.
Sua madre all'inizio era titubante, e dopo qualche giorno, anche grazie alle telefonate insistenti da parte della nonna accettò.
Ti farà bene un po' di aria pulita, e magari ti schiarisci le idee.
Alice non vedeva l'ora, contava i giorni come una bambina quando aspetta il Natale.
Come Dio volle, arrivò il giorno della partenza.
Prese il Pullman che da Bologna l'avrebbe portata dai nonni a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.
Il viaggio era stato lungo ed estenuante, alla stazione dei Pullman la attendevano i nonni Pietro e Imma, assieme ai cugini Gennaro e Annalisa. Ciao, esordì Alice, abbracciando tutti  uno a uno.
Maronna, figlia mia, esordì la nonna. Ma come ti sei combinata? Sembri uno straccio. Pelle e ossa.
A casa ti racconterò tutto. Piuttosto, voi come state??
La strada per la casa in campagna era breve, circa una 20 di chilometri. Ma abbastanza per cominciare a sfogarsi, per liberarsi di una parte di rabbia. Arrivati al cascinale, corse a fare il solito giro esplorativi, mentre i suoi cugini gli davano una mano coi bagagli. il nonno ripose l'auto in garage mentre la nonna finì di preparare la cena. Il nonno era un uomo buono, anche se molto taciturno, oltre che all'antica:  anche a tavola, non voleva sentir parlare, per ascoltare il notiziario. La cena era stata molto frugale, un minestrone, delle uova strapazzate e un po' di verdura. Tutti prodotti dell'orto del nonno. Eccezionalmente, per l'arrivo di Alice, nonna Imma preparò anche una crostata di frutta. Dopo cena, mentre il nonno fumava la sua pipa mentre seguiva l'ennesimo notiziario, Alice confidò i suoi segreti alla nonna.
Era stufa di sua mamma, della vita che conduceva, avrebbe voluto rivedere suo padre. Tutte queste emozioni e problemi, fecero intristire e preoccupare non poco Imma.
Sapeva di avere una figlia, diciamo, libertina e particolare, ma mai pensava vivesse così.
Stai serena, Alice, replicò. Adesso sei qui, pensa a svagarti e stare tranquilla. Dalla scala, scesero  Gennaro e Annalisa.
Nonna, noi andiamo a fare un giro in Paese. Non torniamo tardi. D'accordo, ma mi raccomando. Ma dove andate di bello?
Ma niente, andiamo a fare un giro alla marina. Stasera fanno anche lo spettacolo pirotecnico. E poi, è sabato sera...
Dalla poltrona, si sentì il brontolio del nonno: quando avevo la vostra età, non c'era il sabato sera...
Ma lasciali stare, non fanno niente di male, replicò la nonna.
Anzi, già che andate in paese, portate anche Alice, alla quale stava dando 50 euro di nascosto dal nonno.
Fategli fare un giro, ma mi raccomando. Prima di mezzanotte, a casa.
Iamme, Alì, disse Gennaro. Che non abbiamo molto tempo. In effetti, tra andata e ritorno, ci volevano circa tre quarti d'ora. Erano già le 21:30... mezzanotte era dietro l'angolo.
Arrivati in centro, tra una bancarella di giochi, di madonnari, spettacoli vari, Alice vede che i negozi erano tutti aperti. Dal fruttivendolo al macellaio, dal calzolaio alla panetteria...
Ca' è sempre 'na festa esagerata, disse Gennaro in dialetto stretto, mentre Annalisa, continuò  un po' meno verace, e in italiano, aggiunse: da giugno a settembre, ogni settimana, un evento. Non ci si annoia mai;
Vedo, rispose Alice, rimasta ammaliata da tutte quelle luci, quelle persone...
E poi, aggiunse Gennaro, Tenimm 'na pizza ca fa 'o fine 'o munno.
Nonna farà buon 'o minestrone, ma io tengo na famme esaggerata. Annalisa annuì, in effetti, una pizza... Sai, la nonna di sera vuole che rimaniamo leggeri.
Alice, candidamente aggiunse, io ho una fame da lupo. E poi se e vero che è la fine del mondo...  Risero tutti e tre, e Gennaro, chiamò il suo amico pizzaiolo: guagliò, Teneme 'nu tavule pe tre: pe'mme, Annalì e Nennè Alì, 'a sorecucìna. Buono, buono, rispose Carmìnie. Un quarto d'ora e pe' pronti, te attènd n'appè.

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⏰ Last updated: Jun 13, 2025 ⏰

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