Capitolo uno

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INIZIO PRIMA PARTE



I knew you were trouble when you walked in.
-Taylor Swift

Il suono della sveglia impostata sul mio telefono mi sveglia di soprassalto e mi costringe ad alzarmi dal letto.
Sono solo le sette, gli altri stanno ancora dormendo. Ho deciso di andare in università qualche ora prima, per studiare un pó in tranquillità in biblioteca.
Nell'ultimo periodo non sono riuscita a concentrarmi quanto avrei voluto, quindi ho pensato che mi avrebbe fatto bene studiare qualcosa in un luogo tranquillo.

Appena finisco di prepararmi, scendo le scale senza fare troppo casino per non svegliare i miei coinquilini.
Con mia grande sorpresa trovo Thomas seduto al bancone della cucina, con una tazza di caffè tra le mani. È talmente assorto nei suoi pensieri che quasi non si accorge del mio arrivo.
Gli appoggio una mano sulla spalla per scuoterlo dal suo stato di trance.
"Buongiorno. Come mai già sveglio?"
"Non riuscivo a dormire. Ero troppo immerso nei miei pensieri. A un certo punto mi sono rotto e ho deciso di bermi un caffè. Tu invece? Perché già pronta a quest'ora?"
Preparo la mia solita borraccia e la infilo nello zaino.
"Voglio andare un po' prima per studiare in biblioteca."

Amo vivere con i miei migliori amici, ma ogni tanto ho bisogno dei miei momenti di solitudine.

"Se vuoi ti accompagno io" dice all'improvviso. "Tanto stavo comunque per uscire."
Inarco un sopracciglio. "Tu che esci all'alba? Da quando in qua vai a lezione?"

Thomas studia infermieristica, mentre io sono iscritta a scienze politiche.
"Che sei, la mia piccola stalker? Devo aprire a un fornitore al posto di Billy. Ha fatto tardi ieri sera e non se la sentiva di alzarsi."

Mi stranisco. Due minuti fa sembrava che fosse sveglio per caso, adesso dice che era tutto programmato. Ma non indago oltre.

Dieci minuti dopo sono in macchina con lui.
Parliamo del più e del meno, cantiamo qualche canzone che passa alla radio, ma noto che Thomas è distante, immerso nei suoi pensieri.
Faccio finta di niente. Non gli chiedo cosa lo tormenta, non voglio essere invadente. Magari stasera, al pub, provo a tirare fuori il discorso con delicatezza.

Thomas è uno di quelli che si confida solo quando sente il bisogno di farlo. E anche se glielo chiedessi, probabilmente si limiterebbe a scrollare le spalle.
A volte bisogna solo aspettare che gli altri si fidino abbastanza da aprirsi. Bisogna rispettare i loro tempi.

Dopo un quarto d'ora arriviamo davanti all'università.
Lo saluto, lo ringrazio e ci diamo appuntamento per stasera. Probabilmente a casa non ci incroceremo: dopo le lezioni passo da Diana,per la nostra classica sessione di pettegolezzi.

Entro in biblioteca e con piacere noto che non sono l'unica pazza a essersi presentata qui alle otto.
Scelgo un punto abbastanza isolato, apro gli appunti di relazioni pubbliche e comincio a integrare qualcosa anche dal libro.

Dopo circa mezz'ora sento un gruppo di ragazze ridacchiare e strillare alle mie spalle.
Sto per lanciare loro un'occhiata assassina, quando capisco a chi sono diretti quegli sguardi e quel casino.

Ovviamente.
Dean Carter.

Che coglione.
Non sopporto lui né la sua cricca di amici ubriaconi.

Il suo migliore amico, Tucker, ha un locale. Proprio come Morris  e Billy, i miei di amici.
I due locali sono vicini, e visto che qui nel South Side non ci sono molti posti dove andare, la rivalità è inevitabile.
Ma diciamo che Tucker e la sua cricca ci vanno giù pesante.

Una sera hanno chiamato la polizia, dicendo che nel locale di Morris e Billy c'era un giro di prostituzione.
C'è voluto quasi un mese per far cadere quelle accuse.

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