Capitolo 1

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La scena che le si parava di fronte avrebbe dovuto sorprendere un qualsiasi essere umano normale, ma oramai Madelaine aveva qualche dubbio sul fatto se l'aggettivo "normale" le appartenesse.

Era un pomeriggio nuvoloso nella città di Atene, Madelaine era appena uscita da scuola ("che posto monotono" pensava sempre tra sé e sé, ma dopotutto c'era qualche adolescente che non avesse la sua stessa opinione? )

Stava tornando a casa, con addosso il cappuccio della sua felpa preferita, una felpa dei Nirvana appartenuta a sua madre. Aveva appena svoltato a destra per imboccare la stradina angusta che fungeva da scorciatoia, piena di gatti randagi e spazzatura, quando vide a pochi metri di distanza una rissa.

Quest'ultima aveva per protagonisti due ragazzi, uno moro e un ragazzo biondo. Non si capiva ciò per cui stessero discutendo così animatamente da far scappar un gruppetto di gatti randagi che aveva appena trovato il loro pasto, una scatoletta di tonno mezza aperta fuoriuscita da un sacco dell'immondizia. Madelaine si sentì i piedi impalati a terra come pali dei lampioni quando a un tratto sentì fuoriuscire dalle labbra del ragazzo moro una parola che la confuse, "Medusa". Vi starete chiedendo cosa c'entrasse una creatura della mitologia greca in una disputa fra ragazzi, beh, nemmeno Madeleine ne aveva idea. Che per caso stessero discutendo sul fatto di chi fosse la creatura mitologica migliore? Come fanno i ragazzini amanti dei fumetti con i supereroi.

Essendo Madeleine una fanatica della mitologia greca pensò che magari non sarebbe stato male introdursi in quella faida. Ma quando sentì che l'aria si stava riscaldando decise di non aprire bocca e di nascondersi dietro un cassonetto dell'immondizia, l'odore di tonno scaduto le travolse l'olfatto, voleva andare via da lì. Magari per una volta poteva fare la strada più lunga. I suoi pensieri di fuga però furono interrotti dal ragazzo biondo che tirò un pugno in faccia al moro. Quest'ultimo barcollò per qualche secondo e quando rialzò la testa Madeleine notò che il suo naso sanguinava e dalla sua espressione sembrava non poco arrabbiato.

"Te la sei cercata" disse al biondo e la scena successiva fu così stravolgente che Madeleine ci mise qualche secondo a rielaborala nella sua mente. Quello che un tempo era stato un ragazzo in carne ed ossa con capelli biondo paglia ora si trovava immobile, ogni parte del suo corpo era stato trasformato in...pietra...lo sguardo velato dalla paura.

Gli occhi del moro erano diventati di un verde così intenso che non sembravano nemmeno umani, ma Madelaine non se ne accorse, era troppo occupata a fissare la statua di pietra che poco dopo fu ridotta in frantumi quando il moro tirò un calciò così forte da farla spaccare contro il muro.

Madelaine per lo stupore incominciò a indietreggiare con lo sguardo fisso su quella scena, ma, purtroppo, non vide una lattina di birra dietro di lei che rotolò nella direzione del ragazzo facendo rumore. Imprecò nella sua testa e prima che il ragazzo potesse girarsi per capire da dove provenisse la fonte di quel rumore Madelaine corse via mischiandosi tra la gente che passavano per la strada principale.

Dopo un po' smise di correre per riprendere fiato. Tra tutte le stranezze che Madelaine aveva visto in quest'ultimo mese, questa era stata la più terrificante.

Dopo uccelli che somigliavano troppo sospettosamente a cavalli alati e il cane della sua vicina di casa che quando lo guardava con la coda dell'occhio sembrava avere come coda un serpente pensava che niente l'avrebbe più turbata, ma una persona era stata trasformata in pietra e fatta in frantumi davanti ai suoi occhi. Sul collo le scese una goccia gelida di sudore. Magari stava diventando pazza...proprio come sua madre. Decise, tuttavia, di allontanare via quel pensiero ritornando a camminare verso casa.


Tornata a casa Madeleine fu subito travolta da un profumino niente male, di sicuro molto meglio dell'odore di tonno scaduto, si promise che subito dopo pranzo si sarebbe fatta una doccia...e che magari non avrebbe mangiato più tonno per un po'.

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