Beatrice era seduta sul bordo della finestra della sua stanza, il suo sguardo fisso per le strade deserte fuori. La scuola stava per ricominciare e con essa l'ultimo anno di liceo, l'anno che doveva segnare la fine di un lungo percorso. Le aspettative erano alte, ma dentro di sé, Beatrice sentiva solo una crescente sensazione di ansia. Non era per il voto finale che l'angustiava, ma per quello che stava per affrontare ogni giorno: il segreto che aveva tenuto nascosto per anni.
Era una ragazza di 17 con un sorriso che sapeva mascherare perfettamente le sue paure. Solo tre persone al mondo conoscevano la verità su di lei: sua madre, Alessia e Ginevra, le sue due amiche. E sebbene avesse trovato conforto nelle loro parole e nel loro sostegno, ogni volta che doveva nascondere una parte di sé, sentiva il peso della solitudine crescere.
Il segreto che Beatrice portava dentro non era una scelta personale. Era una necessità. Un bisogno di proteggersi dal mondo che non sempre accoglieva con comprensione le differenze. Beatrice sapeva di essere lesbica da quando aveva 14 anni, ma nessuno lo sapeva. Fino a quel momento, non aveva avuto il coraggio di uscire allo scoperto. In fondo temeva di non essere accettata. E non parlava nemmeno con Alessia e Ginevra di quell'aspetto della sua vita. Era un angolo che non condivideva con nessuno, un rifugio solitario, nel quale poteva finalmente essere se stessa, lontano dagli occhi degli altri.
La sveglia suonò, interrompendo i suoi pensieri. Era arrivato il momento di prepararsi. Indossò il suo solito abbigliamento, pratico e discreto: jeans e una maglietta semplice, giusto per non attirare l'attenzione. Scese in cucina, dove sua madre era già intenta a preparare la colazione.
<Bea, come va?> le chiese sua mamma, con un sorriso che tradiva una certa preoccupazione. <Va tutto bene mamma.> Rispose Beatrice. Sapeva che sua madre avrebbe intuito qualcosa che non andava.
Il giorno iniziò con la solita routine, ma la sua mente era altrove, preoccupata di ciò che l’aspettava a scuola. Quell’anno sarebbe stato diverso. L’incontro con Nicole Morosini, la nuova ragazza che avrebbe frequentato il liceo, la tormentava da settimane. Nicole era diversa dalle altre. Beatrice l’aveva intravista nei corridoi della scuola, eppure non riusciva a capire cosa fosse quel qualcosa di magnetico che la rendeva così speciale ai suoi occhi.
L’incontro avvenne durante la pausa pranzo. Beatrice stava seduta al tavolo con Alessia e Ginevra, quando Nicole si avvicinò al loro gruppo, occhi timidi ma decisi. Non era il tipo di persona che cercava di attirare l’attenzione, ma c’era qualcosa in lei che parlava di una fragilità che Beatrice non riusciva a ignorare. Nicole si sedette accanto a loro, ed è lì che la loro storia iniziò a intrecciarsi, senza che nessuna delle due potesse prevedere dove le avrebbe portato.
“Ciao, posso unirmi a voi?” chiese Nicole, il volto nascosto dietro una ciocca di capelli.
“Certo,” rispose Ginevra, sorridendo. "Abbiamo appena iniziato a mangiare, vieni."
Il silenzio che si creò tra le due ragazze parlava di una tensione invisibile, ma Beatrice lo sentiva. Quel pomeriggio, tra una chiacchiera e l'altra, qualcosa cambiò. Non era solo l'inizio di un’amicizia, ma qualcosa di più profondo, che né Beatrice né Nicole avrebbero potuto fermare. Forse, la ragazza che sognava da tanto tempo non era più una semplice fantasia. Era lì, accanto a lei.
Mentre il campanello della scuola suonava e i ragazzi si alzavano per tornare in aula, Beatrice si sentiva come se stesse per affrontare qualcosa di nuovo, di sconosciuto. Eppure, in quel momento, si rese conto che forse, non era tanto ciò che sarebbe successo adesso, quanto ciò che avrebbe dovuto affrontare dentro di sé, a rendere quel giorno il primo passo verso qualcosa che non poteva più ignorare.
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IN ABITO DA GALA
ChickLitBeatrice Mallia, 17 anni, è una ragazza che sta per iniziare l'ultimo anno di liceo, portando con sé il peso di un segreto che solo sua madre, e due amiche fidate, Alessia e Ginevra, conoscono: Beatrice è lesbica. L'incontro con Nicole Morosini, una...
