~{L'Aldilà}~

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Quel giorno il sole scottava, i suoi raggi erano come fruste di fuoco che illuminavano le fronti sudate dei viaggiatori che si ritrovavano ad attraversare quell'arida landa sabbiosa che è solita mietere vittime, sia per le malattie letali portate dalle mosche o dal caldo, chiamata "deserto del Sinai" dagli umani. Un uomo, nel panico, stava correndo tra quelle sabbie, meditando riguardo ciò che ha appena compiuto...

“Quel maledetto bastardo...”

Quando stava per esultare per l'uccisione appena commessa, il fuorilegge cadde a terra battendo una guancia sulla sabbia e perdendo i sensi, perdendo la vita in seguito a un malore dovuto al caldo atroce, ma ci volle poco prima che si risvegliasse in un posto ancora più bollente: le gabbie di fuoco dell'inferno. A risvegliare l'egiziano fu la voce di un banditore dell'inferno, un diavolo di un viola profondo ma con degli aculei luminosi che attiravano l'attenzione di tutti, con un solo corno al centro della fronte, il resto era poco visibile.

“Anche questo secolo si tiene il mitico, il Grande Torneo del Purgatorio, l'evento più atteso da tutti i peccatori! Le 665 anime che hanno provato meno risentimento nelle loro azioni durante questo secolo e ovviamente tra questi si aggiunge l'ultima anima giunta qui e si tratta proprio di... Mostaf Nabil, ironicamente il suo nome è proprio 'il prescelto'! Ci credete?! Si prospetta un torneo da fuochi d'artificio! Ricordiamo che come ogni anno le figure politiche e storiche più importanti e controverse sono bandite dal partecipare secondo la legge numero 33 dei Patti Extra-Celesti stipulati ad Asgardia con approvazione divina da tutti gli dèi da tutti i credi! Bene, ma qual è lo scopo di questo torneo? I 666 partecipanti combatteranno mettendo in gioco la loro anima in un torneo di carte! Esatto, carte che in genere vengono usate dai ragazzini come passatempo decideranno il vostro destino: il primo classificato avrà accesso al Paradiso o alla reincarnazione con cui la loro anima è più allineata, insieme alle anime pentite che non dovranno partecipare al torneo. Tutti voi verrete scortati dal demone che sorveglia la vostra cella di fiamme e vi accompagnerà fino allo Stadio di Babele! Al centro dell'Inferno! Intanto intervisteremo il Principe Vassago riguardo le sue opinioni sul prossimo torneo!”

Queste sono le parole che sentì appena la sua anima prese coscienza, poi, piano piano, acquisiva la vista e poté vedere il mondo che lo circondava. Intorno a lui c'erano fiamme che divampano, creando una scottante cupola arancione. Sotto i suoi piedi, poi, c'era un pavimento bollente fatto di un metallo grigio e appena ne sentì la temperatua le sue mani e il suo volto, posati a terra, si ustionarono e Mostaf saltò su e si sedette a terra. Passarono dei minuti che sembravano ore e una botola al centro della cella si aprì e da quella si arrampicò quello che sembrava a tutti gli effetti un demone: un altissimo uccello umanoide snello e dal piumaggio dello stesso colore dei diamanti, tranne per le piume sul petto color magenta e sulla pancia color smeraldo. Sulle ali, che erano quasi come braccia, aveva delle mani umane coperte da delle piume bianche e con delle affilate unghie colore rubino, al contrario delle lunghissime gambe da rapace che ricordavano quelle di un airone. Il volto del demone non era visibile, poiché coperto da una maschera d'oro che lasciava visibili solo il becco chiaro e gli occhi neri.

“Lei è molto fortunato ad essere morto proprio in questo momento, ha la possibilità di raggiungere il Paradiso senza petire le torture di noi Arpie della Superbia. Signor Nabil, lei si è macchiato di omicidio in vita pur di proteggere i suoi averi materiali da un povero mendicante... Davvero spregevole, sono sicura che Lord Lucifero vorrebbe stringerle la mano”

La voce dell'arpia era quella di una donna, una voce incantevole e ammaliante, o almeno sarebbe stato così se l'interlocutore non fosse spaventato a morte dalla situazione in cui si è ritrovato, infatti, la risposta di Mostof era tremante e piena di terrore.

“Chi cazzo sei tu? Dove mi trovo, dove vuoi portarmi?!”

“Si calmi, signor Nabil, ora le spiego tutto: lei è morto ed ora è all'inferno perché si è macchiato di superbia in vita, tuttavia, lei è morto proprio in tempo per partecipare al Torneo del Purgatorio e può così evadere le pene dell'inferno se è abbastanza determinato a ricevere la Salvezza divina e vincere questo torneo, ma non si tratta di un torneo sportivo né di lotta, no, parliamo di un gioco che richiede acume, fortuna e furbizia utilizzando delle carte da gioco, sarà tutto più chiaro una volta giunti allo Stadio di Babele. Io sono un demone della superbia, un'Arpia della Superbia per la precisione e non abbiamo un nome, siamo solo serve di Sua Altezza Lucifero e il Grande Orias e ti porterò allo Stadio dove parteciperai al Torneo, seguimi o ti porterò lì con la forza”

Il Grande Torneo del Purgatorio Stories to obsess over. Discover now