Capitolo 1

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🦋 Benvenuti sul mio profilo, 🦋
ma soprattutto in questa fantastica ventura d'amore in cui vedremo Reyna e Travis ritrovarsi come anime sperdute...
❤️‍🩹spero che la storia vi piaccia❤️‍🩹
Un bacio, Meredith🥥

Tenevo ben salda la mia tazza fumante di latte e miele, la mia preferita da quando ero piccina, amavo inspirare quell'intruglio così stucchevole che mi riempiva il cuore ogni volta che lo annusavo, mi riportava a ricordi felici, quando correvo scalza sull'erba umida lungo
distese di praterie immense.
Mamma mi riportò alla realtà facendomi il suo solito discorso d'incoraggiamento di inizio anno, discorso che entrava da un orecchio e mi usciva dall'altro, ma questo la faceva sembrare una mamma un po' più responsabile, perciò le lasciavo quel suo momento di: "mamma con la testa sulle spalle".
Già, era arrivato quel momento dell'anno, il giorno seguente avrei iniziato il mio 13° lunedì del primo giorno di scuola.
La cosa mi rincuorava da una parte perché sapevo che non ci sarebbe stato mai più il 14°, almeno se non fossi stata bocciata proprio l'ultimo anno, non avevo mai avuto un buon rapporto con la scuola, penso come l'ottanta percento degli studenti, ma io proprio la odiavo, non c'è la facevo a stare lì dentro pensando che la vita intanto stava trascorrendo e io la "sprecavo" studiando: probabilità, autori famosi in America o sapendo che Monaco è uno dei cinque Stati più piccoli al mondo. Insomma io penso che la vita ci è stata regalata, un miracolo, non sono sicuramente una di quelle persone che fa quelle stupide battute, del tipo: "sei uno scherzo della natura!" oppure "sei sicura che i tuoi genitori ti volessero?" Io mi chiedo come fa a venirti in mente di dire una cosa del genere, insomma ognuno ha il diritto di vivere, odio qualunque persona che non lo permette di fare.
Queste erano le due frasi che aveva osato dirmi un compagnetto delle medie, Luke, a cui avevo risposto non proprio quelle esatte parole, forse con un po' più di insulti, anzi avevo pure provato a sferrargli un pugno ma per fortuna la professoressa mi aveva fermata in tempo, ovviamente il tutto si era concluso con una bella sospensione e una punizione da parte di mia madre.
Con Luke ora, inspiegabilmente ci sono migliore amica, già, sembra strano pure a me, siamo passati dall'insultarci al volerci bene.
Secondo me Luke ha una cotta per me proprio dalle medie, anzi, penso proprio da quel giorno che mi ha provato a offendere, alcuni le chiamano: "tattiche di rimorchio", penso che volesse attuare proprio una di quelle, si aspettava di trovare la solita gallinella che non rispondeva o che scappava via a piangere, sarebbe stato comprensibile da parte sua, perché così lui dopo sarebbe andato a consolarla.
Ed invece si è trovato una di quelle che chiamano: "maschiaccio" anche se a me piace più dire "una donna con le palle"che ha cercato di tiragli un pugno.
Comunque ora è tutta acqua passata, per me lui è solo un amico, davvero, se ho bisogno so su chi
contare.
Per fortuna c'è lui che mi sostiene in questi giorni di vero incubo.
Tutto ricominciava, erano 10 mesi infernali, dieci mesi in cui soffrivo di attacchi di ansia, forse tutto a causa sua...

Ogni Settembre lascio il mio piccolo mondo immerso nella natura selvaggia, pieno di animali e piante di specie rare che io e mia madre
costudiamo nella riserva naturale di Lagon Keister.
Amo l'estate, soprattutto perché passo intere giornate nel mio mondo verde, fatto di delicatezza, spensieratezza e la cosa che ritengo più importante: la libertà, la libertà ma cosa significa realmente questa parola?
Penso che sia la cosa più preziosa che possa avere un essere umano, privare una persona della propria indipendenza è come spezzare le ali ad un'aquila.

Una voce mi riporto alla realtà: "Ah e signorina Reyna Jones Miller vedi di non portarmi a casa brutti voti quest'anno" ringhiò mia madre,
odiavo quando mi chiamava per nome e cognome, insomma ero pur sempre sua figlia non ero mica una sconosciuta con cui hai appena
fatto conoscenza, inoltre mi faceva ricordare l'appartenenza ad un essere a me sgradevole, mio padre. 
Anche quest'anno per la 13° volta, come di consuetudine aveva ripetuto quella maledettissima frase, anche se ormai a dirla tutta non mi faceva più effetto perché sapevo già che dopo neanche due mesi l'avrei già infranta.
Ne avevo abbastanza, così con una semplice scusa mi allontanai da quell'ambiente pieno di tensione e mi dileguai verso il sentiero che portava nel Parco.
Poco dopo arrivai alla piccola radura dove si trovava una tettoia che avevamo costruito io e mia madre per Maximus.
Maximus è un puro sangue Americano, lo avevamo ritrovato in condizioni terribili molti anni fa, lungo lo sterrato che porta verso casa nostra.
Era indomabile, impazzito, gli occhi erano impauriti, cercava di dimenarsi quando avevamo cercato di caricarlo nel rimorchio per cavalli.
Lo avevamo fatto addormentare per poterlo visitare meglio e avevamo scoperto che aveva gli zoccoli posteriori slogati, quattro costole rotte e una moltitudine di graffi lungo tutto il manto.
Agli occhi miei e di mia madre sembrava essere scappato da uno di quei maneggi non molto distanti da casa nostra.
In seguito avevamo scoperto che era un cavallo da fantino e negli anni era stato maltrattato, dopo qualche mese avevamo fatto causa. Ovviamente hanno pensato bene di farcelo tenere a coloro che gli hanno salvato la vita.

Sono passati molti anni, con Maximus o come lo chiamo io "Max" ho un legame indissolubile, sono riuscita a domarlo con il tempo, e è da
un po' di mesi che riesco pure a montarlo.
Ovviamente al mio richiamo mi corre incontro, lo guardo, è bellissimo, questa è l'unica parola che mi viene in mente pensando a lui.
Ha il corpo slanciato e muscoloso, la sua criniera è un fiume d'oro sotto i raggi del sole, mentre gli occhi sono come due stelle di saggezza, brillano nell'oscurità della notte svelando segreti custoditi nel silenzio.
Ogni passo è un battito di cuore della terra, sussurra storie di velocità e libertà.
Il manto lucente come la seta. Per me lui è simbolico di grazia e di potere.
Non voglio neanche sapere che cosa gli avessero fatto in quel maneggio, accrescerebbe ancora di più la rabbia nei loro confronti e il pensiero che gli abbiano fatto del male mi fa venire da piangere ogni volta.

Una volta sistemati tutti e due insieme sotto la tettoia lo accarezzo e, piano piano si sdraia lasciando tutto il suo peso sulla paglia
schiacciandola, infine, con delicatezza lascia andare anche la sua testa sulle mie gambe, mamma mia quanto è pesante, non si accorge che
lui è un animale di 600 kg ed io un moscerino in confronto a lui.
Cerco di sistemarmi al meglio pronta a passare la notte insieme a lui.
Prima di addormentarmi del tutto do un rapido check a Instagram e a Whatsapp, devo ammetterlo non sono quel prototipo di ragazza che
non usa mai il cellulare, oppure ha un Nokia 3310 che usa solamente per chiamare, assolutamente no, mi piace essere aggiornata su ciò che
sta accedendo nel mondo, essendo che vivo in un buco sperduto nel Louisiana.
E poi devo ammetterlo sono anche influenzata da quelli della mia età insomma, chi è che non ha Instagram, whatsapp o TikTok... non mi piace riconoscere questo tipo di affermazioni ma al giorno d'oggi se non hai i social, non sei nessuno.
È molto brutto, forse mi sarebbe piaciuto vivere in un'epoca diversa, ma il destino ha deciso così e una spiegazione ci sarà.

Appena clicco su una delle milionesime storie caricate da Jenny e del suo gruppetto di amichette false, devo abbassare immediatamente la
luminosità dello schermo perché davanti ai miei occhi appare una scritta enorme fosforescente rosa: CI SARAI ANCHE TU ALLA FESTA DI
INIZIO ANNO DELLA HIGH LAGON SCHOOL?.
Dalla mia bocca esce subito una smorfia e scrollo subito su un'altra storia, non mi piacciono le feste, sono un accumulo seriale di gente piena di pregiudizi, alcol e poi sono tutti attaccaticci.
Penso sempre di avere gli occhi puntati addosso, li pronti per giudicarmi su come mi vesto, sui miei stili di vita insomma penso di avere un po' di ansia sociale.
A distogliermi dai miei pensieri, arriva un messaggio da parte di Wendy, Wendy e l'altra mia migliore amica dopo Luke, loro due mi
completano, sono le persone di cui mi fido di più. Lei al contrario di Luke l'ho conosciuta ancora prima delle medie, precisamente all'asilo,
si insomma totalmente in un'altro contesto rispetto a Luke, non le stavo per tirare un pugno.
Molto semplicemente abbiamo iniziato a parlare e da lì in poi non c'è stato nessun litigio che potesse separarci.
Wendy è una ragazza bellissima, occhi azzurro mare che sprigionano speranza e innocenza, capelli color grano lunghi e setosi, il viso angelico e il fisico slanciato.
È una ragazza a parer mio molto fragile, è molto insicura di sé stessa soprattutto del suo fisico, ne ha passate tante nella vita, specialmente con sua madre affetta da Alzheimer.

W🪽: "non sei pronta per quello che ti sto per dire"

R🥥:" che cosa sarà mai per svegliarmi a quest'ora della notte"

Mento, anche se in realtà tra una cosa e l'altra si era già fatta mezzanotte

W🪽: "Preparati amica mia perché domani arriverà un nuovo compagno di classe, credimi non sei pronta"

Eccoci qui alla fine di questo primo capitolo (riconosco che è un po' cortino) ma cercherò di migliorarmi con il tempo,
Pronti di scoprire chi arriverà in città? Io vi dico solo questo: neanche voi siete pronti
Kiss Kiss Meredith🥥

EAGLESWhere stories live. Discover now