Il primo incontro

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Chloe stava già preparando la sua mente per il primo giorno del nuovo anno scolastico.Aveva tutto sotto controllo,come sempre.Le scarpe nere lucide,i jeans strappati con quel tocco di ribellione che non riusciva a evitare,la giacca un po' troppo grande che le dava l'aria di essere più grande di quello che era.Era una ragazza indipendente,in grado di gestire ogni situazione con calma e lucidità,almeno fino a quando non si trattava di Axel.

Axel.Il suo nome da solo era già una provocazione.Un ragazzo che sembrava uscito da uno dei tanti film dove il protagonista indossa sempre una giacca di pelle,ha il sorriso da spaccone e fa finta di non curarsi di niente,ma in realtà era sempre pronto a sfidare chiunque lo guardasse nel modo sbagliato.
E Chloe lo conosceva fin troppo bene.
Non che avesse mai avuto la necessità di parlarci,ma il fatto che fosse sempre al centro dell'attenzione per i suoi comportamenti da bad boy non faceva altro che infastidirla.
Non aveva tempo per lui. Non aveva bisogno di qualcun altro che si sentisse in diritto di giudicare la sua vita o peggio ancora,di metterla in difficoltà.

Quando entrò nell'aula del primo giorno,il suo sguardo incrociò immediatamente quello di Axel.Non che ci fosse bisogno di guardarsi,ma quel ragazzo sembrava quasi sempre esistere in funzione della sua irritazione.
Il banco accanto al suo,libero come sempre, fu occupato proprio da lui.
In un batter d'occhio, Axel si sedette con quell'aria sicura di chi sa di dominare ogni spazio che entra a far parte della sua vita.

"Ehi,spostati,"disse Chloe,scuotendo la testa.
Axel non si scompose,alzando un sopracciglio.
"Non sono venuto per farti un favore.Se ti dà fastidio,prendi un altro posto."
Chloe sbuffò,spingendo un capello dietro l'orecchio.
"Perché non provi a cambiare posto tu,visto che sei così tanto il re della classe?"rispose sarcastica.
Il ragazzo sorrise,un sorriso che lei odiava tanto quanto il suo atteggiamento.
Non si trattava solo di disprezzo:era un'avversione istintiva che l'accompagnava da quando lo aveva conosciuto.Non lo aveva mai sopportato, non lo avrebbe mai sopportato.

La mattinata passò tra lezioni noiose e compiti assegnati.Chloe cercò di concentrarsi,ma ogni volta che il suo sguardo si posava su Axel,la frustrazione cresceva,non poteva ignorarlo e non lo voleva fare.
Doveva dimostrargli che lei non si sarebbe fatta mettere i piedi in testa da un ragazzo come lui.
Era la sua battaglia quotidiana:non lasciarsi intimidire.
Eppure Axel aveva una capacità di disturbarla che superava ogni limite.Ogni parola che usciva dalla sua bocca sembrava un attacco,ogni sguardo una sfida.

La campanella suonò per la pausa pranzo e Chloe si alzò velocemente pronta a scappare dal caos della sua classe.
Ma mentre cercava di avviarsi verso l'uscita, la sua borsa venne accidentalmente urtata da qualcuno.
"Stai attenta dove metti i piedi," disse una voce ruvida.Non c'era bisogno di girarsi per sapere chi fosse.
"Tu stai attento dove metti le mani,"rispose lei,senza nemmeno voltarsi,cercando di mantenere la calma.
Axel rise di gusto."Sei proprio una dura, eh? Non ti fa paura nessuno?"
Chloe lo guardò finalmente negli occhi.
Il suo sorriso arrogante era impossibile da ignorare,e per un momento si chiese se fosse solo un maschio che cercava di farsi notare o se fosse davvero il tipo da rovinarti la giornata con un semplice sguardo.Ma non sarebbe stato lui a vincere,non quella volta.No mai.
"Non mi fai paura Axel" continuò "e se vuoi la verità,non mi interessa nemmeno cosa pensi di me" disse con tono deciso,quasi a volerlo sfidare a continuare.
Axel fece un passo indietro, sorprendentemente silenzioso.Ma poi, senza perdere quell'aria di superiorità,si allontanò con un "Vediamo quanto durerà la tua arroganza,Chloe."
E così,ancora una volta,il cerchio di tensione tra loro si era chiuso.
Si separano,ognuno convinto che l'altro fosse solo una persona da evitare,una fonte di distrazione.
Ma Chloe sapeva che sarebbe stato impossibile restare lontani,perché prima o poi, avrebbero dovuto affrontarsi di nuovo.

Non sapeva che sarebbe successo molto più presto di quanto immaginasse.

Odio e PassioneWhere stories live. Discover now