Era un giorno di pioggia come tanti, seduta sul divano a leggere una delle tante storie d'amore che ogni donna sogna ad occhi aperti.
Mi fermo, inizio a riflettere e a contare il tempo passato dall'ultima volta che ho deciso di mettere in gioco il mio cuore.
<<Accidenti!>>, penso tra me e me <<saranno almeno tre anni>>
beh, un po' troppi per una ragazza di ventitré anni che ha tutta la vita davanti. Decido allora di scaricare una app di incontri a cui mi ero iscritta un po' di tempo fa ma senza successo.
Scorro tra i vari profili, metto qualche mi piace e inizio a parlare con qualche ragazzo ma nessuno che attiri particolarmente la mia attenzione.
Passano i giorni, continuo con la mia solita routine, tra studio e lavoro, quando ad un certo punto mi arriva la notifica di un messaggio
<<niente male!>> mi dico, premetto che non ho un stereotipo di ragazzo, ma dalle foto poteva essere qualcuno che si avvicinava molto ai miei gusti.
Iniziammo così a parlare del più e del meno, sembrerà strano ma sentivo che c'era qualcosa di diverso in quelle semplici e banali parole, cerco comunque di non darci troppo peso.
Con il passare dei giorni mi convinco sempre di più, le conversazioni scorrono in modo molto piacevole e leggero, ad un certo punto mi invita a prendere un caffè per conoscerci di persona, io accetto.
Arrivati a quel giorno, stranamente ero molto tranquilla, e con una grandissima nonchalance ho tardato di ben trenta minuti.
<<Ormai partita persa>>, pensai tra me e me nel tragitto, perché diciamocelo va bene farsi desiderare ma forse avevo un po' esagerato.
Arrivata al parcheggio del bar ci ho messo pochissimi secondi per trovarlo con lo sguardo, come se sapessi già chi stavo cercando.
Quella sensazione mi fece salire un nodo in gola, ma decisi di ignorare quella sensazione e con tutta la disinvoltura di questo mondo, e anche in modo un po impacciato scendo dalla macchina e mi avvicino a lui per salutarlo.
Beh che dire, alto, biondo, vestito tutto d'un pezzo, se non fosse per la sensazione, sarebbe comunque difficile non notarlo.
Non mi chiedete degli occhi, in quel momento, nella mia testa c'era il vuoto più totale.
Inizialmente in modo del tutto involontario, ho evitato qualsiasi contatto soprattutto quello visivo, essendo passato un sacco di tempo dall'ultima relazione era quasi come se non ricordassi più come si fa.
Tra l'imbarazzo e tanta soggezione ho optato però per la strada più semplice : essere me stessa.
Passammo più o meno tre ore a parlare e a camminare.
Sinceramente non mi ero mai sentita così tranquilla e a mio agio.
In quel poco tempo, ho iniziato a notare dei piccoli, ma ai miei occhi grandi gesti, che in modo inspiegabile dentro di me mi davano la sicurezza che tutto questo sarebbe stato l'inizio di qualcosa che non stavo nemmeno cercando, ma in qualche modo, all'improvviso, riuscendo a guardarlo veramente negli occhi per la prima volta, ho capito che era proprio quello di cui avevo bisogno.
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Respiro
ChickLitE c'era lui, con quegli occhi sovrani, quell'eleganza esplosiva. E c'ero anche io, che non chiedevo più nulla.
