La ragazza bionda disegnava i suoi pensieri sulle stelle.
Erano li appesi a flebili luci che brillavano nel buio silenziosi, perché solo chi alza la testa all'insù potevano vederli.
Per ogni emozione e sentimento c'era un fragile lume lassù.
Per gioie, dolori, certezze e paure a formare costellazioni appoggiate sulla calotta celeste.
Prendevano forma e quando la notte scendeva, loro brillavano.
Ma pochi alzano gli occhi verso il cielo, pochi osservano con il cuore le stelle.
Pochi sanno leggere i disegni degli astri.
Pochi possono cogliere quello che non è fatto di parole.
Parole.
Parole.
Quante parole per non parlare davvero.
Le stelle nella loro immutabilità ogni sera parlano in silenzio.
Lei guardava le sue stelle, accarezzandole con lo sguardo, lasciando correre un sorriso o cadere una lacrima.
Nella speranza che il tempo le regalasse la forza per raccogliere sorrisi e dimenticare il sapore delle lacrime.
Chissà quante stelle ci vogliono per curare un anima?
Lei si sentiva come quando, dopo un lungo inverno si esce fuori e si sente il profumo della primavera. Guardandosi intorno i colori sono diversi, più luminosi più nitidi.
Ecco lei guardava le stelle e voleva sentirsi cosi.
Come quando si raggiunge una decisione e tutto è più definito.
Devi sentirla, deve illuminarti ed essere nitida.
La bimba bionda decise di scrivere la sua storia.
Guardò le stelle le salutò e prese un foglio ed una penna ed iniziò a scrivere.
ESTÁS LEYENDO
La bambina bionda
EspiritualLa ragazza bionda disegnava i suoi pensieri sulle stelle. Erano li appesi a flebili luci che brillavano nel buio silenziosi, perché pochi potessero vederli. Per ogni emozione e sentimento c'era un fragile lume lassù. Per gioie, dolori, certezze e p...
