Wir haben unsere Inhaltsrichtlinien aktualisiert.
Sieh dir die neuesten Richtlinien an, um weiterhin sicher Geschichten zu teilen.

1.

18 2 0
                                        

trinn trinn trinn.
la sveglia suonò, presi il telefono e la spensi per poi riprendere il mio beato sonno ma qualcosa o meglio qualcuno nella mia stanza me lo impedì, apparì una sagoma davanti la porta...
mia madre "tesoro alzati" disse per poi venirmi a dare un bacio in fronte "sono le tre del mattino, tra poco dovrai prendere l'aereo" aggiunse lei.
"mmm" mugolai "altri cinque minuti" mia madre mi tolse la coperta "dai forza, vado a prepararti la colazione"
appena uscì dalla stanza presi il telefono e vidi una foto che mi aveva mandato javon con tutta la famiglia walton con scritto "ti aspettiamo, non vediamo l'ora di conoscerti" erano veramente una famiglia perfetta, proprio loro hanno deciso di ospitarmi per il mio anno ad atlanta, ancora non ci credevo che tra poche ore sarei stata lì, risposi alla loro foto e mi alzai dal letto.
scesi in cucina e vidi dei pancake con i mirtilli, i miei preferiti, sopra al tavolo, salutai mio padre con il solito bacio mattutino per poi sedermi.
amo mio padre purtroppo a casa non c'è quasi mai per via del suo lavoro, ma cerca sempre di non farmi mai mancare nulla, d'altronde è lui che ha convinto mia madre a farmi fare l'anno all'estero.
"sei pronta per realizzare ciò che hai sempre desiderato?" prese parola lui,  io annuì con la testa sorridendo.
finii di mangiare e mi diressi in camera mia per scegliere un outfit, così da essere comoda durante il viaggio.
aprii l'armadio ed impugnai una tuta bianca, una canottiera coordinata ed infine presi l'intimo.
andai in bagno, mi tolsi il pigiama, entrai in doccia ed aprii il getto, una cascata di acqua calda percorse tutto il mio corpo, presi lo shampoo al gusto  cocco e lo misi tra i capelli massaggiandolo con cura, risciacquai ed applicai una maschera ristrutturante, dopo qualche minuto risciacquai una seconda volta e uscii dalla doccia.
asciugai i miei lunghi capelli castani scuro e feci la mia solita skin care viso, mi infilai i vestiti e presi il telefono per vedere l'orario, erano le 03:52 "cazzo è tardi".
salutai la mia stanza velocemente con molta nostalgia, presi la valigia e mi precipitai per le scale.
"tesoro vuoi un aiuto?" mi chiese mio padre vedendomi in difficoltà con il bagaglio, "no papi ce la faccio tranquillo" come non detto, al penultimo scalino caddi a terra. 
"ash stai bene?" si preoccupò mio padre "sto bene" risposi ridacchiando "dai dammi qua" lui prese la mia valigia per poi portarla in macchina.
dopo venti minuti di viaggio arrivammo all'aeroporto e con molta fortuna direi anche perché si trova vicino casa nostra.
"tesoro ti senti pronta ad affrontare questo viaggio da sola?" chiese mia madre.
"certo mamma, non sono più una bambina di 6 anni, me la posso cavare anche da sola" la rassicurai.
il volo 679 sta per partire
la voce meccanica parlò.
diedi un abbraccio a mia madre che si mise a piangere "mamma stai tranquilla ci sentiremo per telefono, non muoio mica!" la consolai un po' malinconica, dopo aver sciolto la presa di mia madre mi condussi verso mio padre che mi guardò con fierezza, lo abbracciai con tutta la forza che avevo "papà mi mancherai, non voglio lasciarti qui..." stavo per avere una crisi di pianto ma cercai di trattenermi, mi strinse a lui e mi disse "mancherai anche a me piccolina, sono fiero della ragazza che ho cresciuto, mi raccomando divertiti e ricordarti che sarai sempre tra i miei pensieri".
osservai con attenzione una lacrima che cadde sul suo viso.
ripeto, il volo 652 sta per partire.
l'abbraccio si slegò, dopo aver udito la voce metallica salutai i miei genitori "ciao mamma, ciao papà, vi voglio bene" dissi per poi voltare le spalle e dirigermi verso il gate.
mi girai per un instante e li vidi piangere e a quella scena mi commossi.
ormai non li vedevo più, ero lontana ma già sentivo la loro mancanza.
ma dopo poco l'ansia prese il sopravvento, stavo per salire sull'aereo da sola per la prima volta.
tranquilla ash ce la farai.
prima di salire mandai una foto alla mia host family , così da far capire a tutti che stavo per raggiungerli.
dopo aver spento il telefono, alzai lo sguardo e salii le scale per entrare finalmente nell'areo.
cercai il mio sedile ma con scarsi risultati, le mie mani iniziarono a sudare dall'ansia ma una voce maschile mi fece saltare in aria, mi girai e vidi un ragazzo alto.
"hey, non trovi il tuo posto?" mi domandò.
"no non lo trovo affatto, non ci capisco nulla con tutte queste persone" risposi timidamente.
"che numero di sedile hai?" mi chiese il ragazzo accanto a me.
"127A" risposi.
"mi sembra di avere il posto affianco al tuo" disse guardandosi intorno "oh eccolo lì! seguimi" esclamò, trovammo il posto ed erano proprio attaccati i nostri sedili.
ora che potevo guardarlo meglio aveva degli occhi verdi, notai delle leggere lentiggini sparse sul suo naso, ed aveva una chioma bionda come il miele.
prendemmo posto, "scusami se non mi sono presentato, sono george"  mi porse la mano, "oh io sono asheley, piacere di conoscerti" sorrisi.
"che ci fai qui tutta sola?" chiese.
"sto per fare il mio anno all'estero, tu?" replicai.
"io abito ad atlanta, ho i genitori li, sono venuto qui in italia per fare una sorpresa a dei miei amici" rispose sorridente.
"oh bene ci faremo compagnia per tutto il viaggio allora!" esclamai felice.
dopo un paio di ore spese a guardare film, parlare con il mio nuovo amico, mangiare schifezze insieme a lui.. mi addormentai sbadatamente sulla spalla di george.

sentii una voce chiamarmi, così mi svegliai di colpo "hey ash siamo arrivati" sentì la voce delicata del ragazzo.
"grazie per avermi svegliata" risposi un po' assonnata.
lui mi aiutò a prendere i miei bagagli e scendemmo insieme dall'aereo, appena toccai terra, un'aria pacifica si fiondò all'interno del mio corpo.
non credevo ai miei occhi, ero arrivata in america, il vero posto che posso chiamare casa.
"ash io devo andare, ci sono i miei genitori che mi aspettano, prima mentre dormivi ti ho scritto il mio numero su un fogliettino, contattami mi raccomando, magari un giorno ci incontriamo" gli sorrisi e lo ringraziai e pian piano lo vidi scomparire tra la folla.
cercai la mia host family e ad un tratto intravidi una famiglia con un cartellone con su scritto "benvenuta ashley nella nostra famiglia!" sorrisi talmente tanto nel vederlo, subito dopo mi catapultai verso di loro.
jayla si fiondò su di me, l'avevo conosciuta tramite snapchat un po' di tempo fa.
"jay mi stai schiacciando" scoppiai a ridere.
"amore mio!" esultò jayla "finalmente ti conosco dal vivo, oh dio, sei così bella!" esordì lei.
"anche tu non scherzi" l'abbracciai una seconda volta per poi salutare il resto della famiglia.
"ashley, io sono jessica, la tua mamma ospitante, spero ti troverai bene qui!" esclamò per poi stritolarmi a se.
"io sono dj, l'uomo di casa" scherzò il mio papà ospitate.
"ma per favore papà" ridacchiò il ragazzo affianco a lui alto pochi centimetri più di me "ciao ash io sono javon" si presentò "ciao jav" lo abbracciai.
un bellissimo ragazzo, ci avevo scambiato qualche messaggio ultimamente per conoscerci meglio, è veramente simpatico.
mi voltai e vidi un'altro ragazzo che mi stava porgendo la sua mano "piacere jaden" con lui devo dire ci ho parlato veramente poco su snapchat, è moro, con un colore degli occhi molto particolare dove mi ci incantai, dopo poco mi resi conto di starlo fissando "ciao jaden!".
infine il fratellino più piccolo corse verso di me e mi abbracciò "ciao ashley, io sono daelo" esultò la vocina del piccolo.
"ciao amore" lo presi in braccio e ci scherzai un po.
"come hai passato il viaggio?" mi domandò jessica curiosa.
"abbastanza bene, ho conosciuto un ragazzo di qui che mi ha fatto compagnia per tutto il viaggio" replicai.
"siamo contenti, ora andiamo a casa, immagino che sarai molto stanca" prese parola dj.

un amore inaspettato. / jaden waltonGeschichten, die süchtig machen. Entdecke jetzt