Capitolo 1- Un nuovo inizio -

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"Roberta, sei sicura di volerlo fare?"
La voce di Andrea, calma ma carica di preoccupazione, spezzò il silenzio della stanza. Ero seduta sul divano con la mia chitarra in grembo, le dita che giocherellavano nervosamente con le corde. Il rumore leggero di un plettro contro il legno mi aiutava a distogliere la mente dal turbinio di emozioni che sentivo dentro.

Era una domanda semplice, ma portava con sé tutto il peso della nostra storia. Avevo incontrato Andrea Grassi, alias Camper, quando avevo solo sette anni. Non sapevo nulla del mondo in cui lui e Giovanni Leveghi, l'altro membro degli iNoob, vivevano. Loro erano delle celebrità, star del mondo dei videogiochi e della comicità, ma io li avevo incontrati per caso, durante un evento scolastico di beneficenza organizzato dal mio orfanotrofio.

Ricordo ancora quel giorno come se fosse ieri. L'energia nella sala era travolgente, le risate che si diffondevano a ogni battuta che Andrea e Giovanni facevano mentre giocavano in diretta davanti a un pubblico impazzito. Ma per qualche strano motivo, fu proprio Andrea a notarmi tra la folla. Fu gentile, si avvicinò e mi chiese se volevo provare anche io. Iniziammo a parlare e in breve diventai parte di quella serata. Nessuno sapeva, in quel momento, che quello sarebbe stato l'inizio di qualcosa di molto più grande.

E ora, undici anni dopo, ero sua figlia. Non biologicamente, certo, ma quel dettaglio non importava. Due anni fa, Andrea mi aveva adottata ufficialmente. Ero entrata nella sua vita prima come fan, poi come amica, e infine come famiglia. Quel passaggio dall'essere una spettatrice a far parte del loro mondo era stato incredibilmente naturale. Andrea mi aveva sempre trattata come una figlia, anche quando ero solo una ragazzina che passava i pomeriggi a guardare i loro video su YouTube.

"Sono sicura, papà," risposi finalmente, sollevando lo sguardo verso di lui. Il sorriso che gli rivolsi era sincero, ma nascondeva una punta di ansia. Stavo per suonare dal vivo davanti a milioni di persone, qualcosa che mi avrebbe terrorizzata qualche anno prima, ma con Andrea e Giovanni accanto a me, sapevo di poter farcela.

Lui annuì, i suoi occhi brillanti dietro gli occhiali. "Sai che ti proteggeremo sempre, vero?" disse con quel tono rassicurante che usava spesso, specialmente quando percepiva che ero agitata. "Qualunque cosa accada, siamo una squadra."

Le sue parole mi toccarono nel profondo. Non era solo una frase fatta; era la nostra realtà. Da quando Andrea mi aveva accolto nella sua vita, mi ero sentita parte di una vera famiglia, nonostante tutte le difficoltà che avevamo affrontato. Nei due anni dall'adozione, ero cresciuta come persona, sviluppando abilità che non avrei mai pensato di possedere. Oltre a essere diventata un'esperta di cucina e cucito, mi ero immersa nel mondo della fotografia e del design grafico, gestendo molti degli aspetti creativi dei loro progetti. Il mondo digitale, che una volta osservavo da lontano, ora era il mio lavoro e la mia passione.

In quel momento, Giovanni irruppe nella stanza con la solita vivacità che lo caratterizzava. "Allora, la nostra piccola Roby è pronta per la sfida?" chiese con un sorriso furbo, lanciandomi un controller come faceva sempre prima di ogni live streaming.

"Non sono più così piccola, sai?" risposi ridendo, afferrando il controller al volo. "E sì, sono pronta."

Giovanni era sempre stato come un fratello per me. La sua energia esplosiva e il suo spirito competitivo mi avevano ispirata a spingermi oltre i miei limiti, a non avere paura delle sfide, che fossero nei videogiochi o nella vita reale. Anche se mi prendeva in giro senza sosta, sapevo che potevo contare su di lui in ogni momento. La nostra dinamica era quella di due fratelli che si punzecchiavano continuamente, ma che si sostenevano senza riserve.

"Giovanni, non farla agitare prima della diretta," disse Andrea, lanciandogli un'occhiata di rimprovero, anche se con un sorriso divertito.

"Sì, sì, va bene," rispose lui, sollevando le mani in segno di resa. "Ma scommetto che oggi la nostra Roby batterà tutti, me compreso."

Ero abituata a quelle sfide. La nostra routine era ormai consolidata: Andrea e Giovanni giocavano, io mi occupavo della grafica e, di tanto in tanto, mi univo a loro in diretta. Ma oggi era diverso. Oggi ero io la protagonista, quella che avrebbe suonato dal vivo per i milioni di fan che ci seguivano.

Mentre preparavamo la postazione per la diretta, sentii una leggera stretta allo stomaco. Ero pronta, sì, ma c'era sempre quell'adrenalina che correva prima di un grande evento.  Gli altri della Banda del Trentino erano già in arrivo per partecipare alla serata speciale, un evento che avrebbe visto la nostra crew al completo sfidarsi e collaborare come non mai. Era la prima volta che univamo tutte queste forze per un'unica causa, e io ne facevo parte a tutti gli effetti.

La stanza si riempì presto di rumori e risate, con Giovanni che faceva battute su chi avrebbe vinto la sfida della serata, mentre Andrea cercava di mantenere tutti concentrati. La tensione si allentò, e mentre prendevo la mia chitarra e sistemavo il microfono, sentii un'ondata di gratitudine. Questa era la mia famiglia. E in quel momento, non avrei cambiato nulla.


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hey! Forse so a cosa stai pensando "Oh no un'altra ff sugli inoob, che palle.." anche se non si direbbe l'avrei detto anche io. Di solito ero io quella che si rifugiava in questi racconti ma credo che dopo 5 anni passati sia arrivato il momento di ricambiare. Spero vi piaccia!!



-by Kii-chan 

una figlia adottiva per camperHistórias para pegar e não largar. Descubra agora