Cloe's POV
Da adesso sono ufficialmente Cloe Sainz Norris. Ebbene sì, sono stata adottata da due piloti di Formula Uno, gli stessi che fino a ieri erano i miei idoli, Carlos Sainz e Lando Norris.
In questo momento siamo nella mia città natale e presto prenderemo un volo per Monaco, visto che i due risiedono lì. Sono molto emozionata, ma anche in ansia, la mia famiglia era umile, quindi dovrò abituarmi ad uno stile di vita completamente diverso.
Saluto ed abbraccio forte le mie migliori amiche, Alice e Lucia, visto che non s'ho fra quanto ci rivedremo, ovviamente ci scriveremo ogni giorno, ma vederle dal vivo è un'altra cosa.
Siamo in auto, più precisamente sulla Golf di Carlos, e non s'ho bene cosa dovrei fare, come dovrei comportarmi o quanto meno cosa dire. In questo momento nella mia testa scorrono un sacco di ricordi, le giornate passate con i miei nonni, le giornate a scuola che sembravano interminabili, i miei amici, i miei professori, il mio cane, la mia casa, le giornate passate in palestra, la mia vera prima cotta. Tutto.
Finalmente arriviamo in aeroporto, è abbastanza piccolo, ma era il più vicino. Non essendo mai andata in aeroporto e, non sapendo quindi che cosa fare, sto' letteralmente stringendo la mano di Carlos da circa 20 minuti per paura di perdermi. Approposito di paura, come avete penso già capito non ho mai preso un aereo, e mi sto' letteralmente cagando in mano.
Da quel che ho capito abbiamo i biglietti per la prima classe, quindi forse non sarà poi così traumatico, ma si tratta comunque di un aereo, e il non essere schiacciata fra il mio sedile e quello davanti non mi fa' passare di certo la paura.
Stiamo per decollare. Mi sta' per venire un mezzo attacco di panico e penso che Lando, seduto accanto a me, lo abbia percepito. Mi prende la mano e mi dice di fare dei respiri profondi e di restare calma perche' andrà tutto bene e la situazione è sotto controllo. Le sue parole mi tranquillizzano.
Io volo è breve, ed io lo passo praticamente tutto a guardare fuori dal finestrino. Mamma com'è bello il mondo da quassù.
Metre guardo le nuvole origlio quello che si dicono i miei genitori (non potete capire l'effetto che mi fa' chiamarli così), e riesco a capire veramente quanto si vogliono bene, lo avevo già capito guardando la Formula Uno, ma da dietro lo schermo è tutto diverso. Non penso di aver mai visto due persone che si amassero così tanto quanto loro. Sono con loro solo da poche ore e mi hanno già dato la dimostrazione perfetta di "vero amore".
Sciendiamo dall'aereo e mi sembra di trovarmi in un mondo parellelo.
Lando mi guarda sorridente ed io rimango a bocca aperta. Mi è sempre piaciuto Monaco, ma non pensavo potesse essere così bello.
Finalmente arriviamo davanti a casa. E le uniche parole che riesco a pronunciare sono "Mamma che bella, sembra una reggia".
Carlos e Lando ridono per la frase che ho appena pronunciato e mi fanno strada fino a camera mia. È grandissima.
-Le pareti abbiamo deciso di lasciarle biache, così se le dovessi volere colorate puoi sceglierne tu il colore- dice Lando
Gli sorrido e mi lasciano sola.
Il pomeriggio lo passo mettendo a posto le mie cose ed esporando casa, cercando di non perdermi.
Sono ormai le otto di sera e sento un odorino provenire dalla cucina. Presa dalla curiosità cammino in quella direzione e trovo Carlos che prepara gli hamburger.
-Ti piacciono gli hamburger?- mi chiede.
-Ovvio- rispondo.
-Ti va' di andare ad aiutare Lando ad apparecchiare intanto che io finisco di cucinare?-
-Certo-
Mi dirigo quindi in soggiorno, dove vedo un Lando selvaggio intento a prendere bicchieri e bottiglie con sole due mani. Corro verso di lui per prendere qualcosa prima che finisca tutto in frantumi sul pavimento.
Carlos arriva in salotto con tre hamburger davvero invitanti.
Iniziamo a mangiare e a chiacchierare, il ché per me è strano, visto che con la mia "vecchia famiglia" questo non succedeva spesso.
Finito di mangiare mi giro verso Lando e lui si gira verso di me e scoppiamo a ridere perche' le nostre dita e la nostre bocche sono completamente ricoperte da ketchup e salse varie.
Carlos alza gli occhi al cielo.
-Sembrate due bambini- dice lui poco dopo.
-Che ne dite di guardare un film?- propone Lando
-Per me va' bene- rispondo
Sparecchiamo velocemente e ci buttiamo sul divano, io resto a debita distanza, non perche' non voglia stare vicino a loro, anzi, però sono un po' timida. Carlos accende la TV.
-Cosa volete vedere?-
-Un horror?- propongo
-Mi sembra un'ottima idea- dice Lando
-Se vuoi puoi venire qui vicino a noi- mi dice in tono dolce l'inglese, e così faccio.
In questo momento siamo tutti e tre abbracciati l'uno all'altro, mentre io e Lando ci nascondiamo dietro ad un cuscino per non vedere il film forse un po' troppo spaventoso.
Il film finisce ed ognuno va' nel proprio bagno per prepararsi per andare a dormire.
Esco dal bagno e vado a dare la buonanotte ai miei genitori. Loro fanno lo stesso e mi danno un bacio sulla fronte.
Mi dirigo verso camera mia, mi metto nel letto e provo ad addormentarmi, ma sarà per il film horror, i pensieri che mi frullano in testa o il fatto di essere in un nuovo ambiente ma viene molto difficile, anzi, impossibile.
La mattina vado in soggiorno per vedere un po' di televisione, ma trovo Lando spiaggiato su quell'enorme divano mentre mangia patatine.
Pensavo a una colazione più salutare dato il suo lavoro, ma evidentemente mi sbagliavo.
Mi avvicino a lui.
-C'è qualcosa che non va' amore?-
Mi ha veramente chiamata "Amore"? Non ricordo se qualcuno mi abbia mai chiamata così.
-Ho dormi poco- rispondo
-Per il film?- chiede
-Per tante cose-
-Se non riesci a dormire puoi venire in camera nostra-
-Va bene, grazie - rispondo
-Non devi ringraziare, penso sia normale che un genitore lo faccia per il proprio figlio- dice il riccio mentre gli sorrido.
-Mia madre non lo ha mai fatto- dico, cercando di non piangere.
Si alza dal divano e mi abbraccia, mi abbraccia come nessuno ha mai fatto. Un abbraccio che parla.
-Se hai bisogno di parlare di qualsiasi cosa sappi che noi ci siamo- sussurra.
-Neanche questo ha mai fatto mia madre- rispondo contro il suo petto.
Lando mi abbraccia ancora più forte.
Dopo poco entra Carlos dalla porta d'ingresso sudato fradicio, probabilmente perche' tornato dalla sua corsetta mattutina.
-Io vado a farmi una doccia- dice lo spagnolo dirigendosi in bagno
-Cosa vuoi per colazione?- mi chiede Lando
-Latte e biscotti, se ci sono- rispondo
-Ovvio che c'è, c'è tutto quello che vuoi piccola-
Sorrido sentendo questo nomignolo.
Lando mi prepara la colazione, e decide di restare qui a farmi compagnia. Non sapete quanto lo apprezzi. Non è neanche un giorno che ci conosciamo e già mi sento essere parte di una famiglia, una famiglia degna di essere chiamata "famiglia", cosa che prima, con la mia "vecchia famiglia" non era mai successo.
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The Last Hug
Romance*Storia totalmente inventata* *Capitoli corti* Cloe viene adottata da due piloti di Formula Uno dopo la morte del padre e della madre. Si innamora e finalmente tutto sembra andare per il verso giusto, fino a quando, una sera, tornando dal sushi, si...
