Manuel espira una boccata di fumo nel buio fresco della sera. "Allora, ti sta piacendo la festa?"
Simone si volta per guardarlo, gli rivolge un'occhiata torva e si riporta la canna alle labbra. "Sì. Però se Matteo non avesse fatto esplodere i miniciccioli sul tappeto di nonna, forse mi starebbe piacendo un po' di più, pensa."
È il compleanno di Simone e per l'occasione hanno organizzato una festa a villa Balestra, sotto l'attenta supervisione di Manuel e Mimmo. Si sono proprio superati, Manuel deve ammetterlo: la musica, i palloncini, le luci, il cibo, l'alcol, gli amici. Dopo il fiasco dell'anno scorso hanno deciso di comune accordo di optare per qualcosa di più intimo, più tranquillo.
Simone è stato bene fino ad ora, o almeno così gli sembra. Non l'ha ancora visto rabbuiarsi per loro sanno chi, non durante la festa; non può dire la stessa cosa di quella mattina, invece. È stata dura come al solito.
"Vabbè ma io che c'entro, scusa? Che ne sapevo che quel coglione portava i miniciccioli e li faceva esplodere in casa. Non è colpa mia." Incassa le spalle e si porta la mano libera al petto.
"Ah sì? E di chi è, di Mimmo?"
"Ma te pare, lui c'entra meno de zero." Il modo in cui si butta a capofitto per difendere Mimmo tuttora lo lascia spiazzato; se ci pensa troppo gli sembra ancora un po' strano, eppure ormai gli viene naturale. Come se dovesse difenderlo da Simone, tra l'altro, il quale probabilmente si ucciderebbe prima di prendersela con Mimmo. "Mi sembra ovvio che l'unico colpevole in 'sta faccenda sia Matteo sé medesimo. Spacca la faccia a lui se proprio vuoi mena' qualcuno."
"Sarà direttamente mia nonna a farlo. Non lo diresti mai, ma quella donna ha una forza nelle braccia che se te molla 'na pizza, te ritrovi con la faccia rivoltata di centottanta gradi e il collo spezzato. Se ci vado di mezzo io, te meno sul serio, Manuel."
Il suddetto sghignazza e si passa la lingua sul labbro inferiore, tornando a guardare oltre il porticato. È sera inoltrata e l'oscurità ha completamente inghiottito il casolare, salvo per qualche luce da esterni sparsa qua e là nell'erba, il bagliore proveniente da dentro casa che filtra attraverso le finestre e la volta stellata sopra di loro. Se si addentrasse nel verde davanti a sé, probabilmente scomparirebbe nel nulla; chissà che effetto farebbe vedere la villa da lontano, immersa in quel nero sconfinato. Una barca in balìa del mare notturno.
L'unico rumore udibile è quello ovattato della musica e delle risate, per il resto tutto tace. In estate i grilli si dilettano in mille concerti, ma questa non è la loro stagione.
"Vabbè, comunque tua nonna mi ama. Se le dico che tu non c'entri niente, vedi che te ne esci pulito."
"Seh, certo. Mia nonna ama Mimmo, te ti tollera appena."
"Nun te credo, te lo sei inventato." Si avvicina a Simone facendo perno coi gomiti sulla balaustra in legno a cui sono appoggiati, sfoggiando un sorrisetto arrogante. "Tollera. Ma nun puoi di' sopporta come 'n cristiano normale?"
"Scusa hai ragione, mi ero dimenticato che l'italiano non è la tua lingua madre."
Questa era carina, glielo deve concedere. "E tu invece? Tu mi tolleri?"
Gli angoli della bocca di Simone minacciano di piegarsi all'insù. "No. Non ti tollero affatto, neanche un po'."
"Strano." Manuel piega la testa di lato, guardandolo di sbieco. "Nun me risulta." Lo bacia piano, senza fretta.
Quando si staccano, Simone gli sussurra sulle labbra: "Beh, ti sbagli."
Lo stridio della porta-finestra che scorre lungo i solchi gommati dei serramenti fa voltare entrambi, e la vista che gli si palesa davanti innesca in Simone e Manuel una reazione per loro divenuta automatica, quasi condizionata: la nascita di un tenero sorriso sul viso del primo, e di un ghigno compiaciuto a dir poco diabolico su quello del secondo.
La figura di Mimmo è slanciata da una semplice camicia bianca portata fuori da un paio di pantaloni neri semi eleganti.
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ti porterei ogni tanto via
FanfictionManuel, Mimmo e Simone festeggiano il compleanno di quest'ultimo a villa Balestra insieme ai loro amici. Come fidanzatini. Tanto è solo una follia. #makelovenotwar "Il calore dei loro corpi gli sta sciogliendo i muscoli. I loro respiri lenti e caden...
