Il primo anno di università a Simone era servito come trampolino di lancio per la persona che aveva sempre voluto essere, seppur inconsapevolmente.
Negli anni della prima adolescenza infatti era stato per lui naturale rifugiarsi in un immagine di sé il più sbiadita possibile, così da risultare semplice contorno della vita che gli scorreva accanto. Non che non avesse mai sentito, nel profondo della propria anima, una piccola fiammella di speranza nel poter diventare il punto centrale della propria esistenza, ma ha sempre vissuto seppellendo questo minuscolo punto di luce sotto cumuli di rassegnazione e trasparenza della propria persona.
La sua normalità era fatta di monocromaticità assoluta e lui si era ormai abituato a questa sua condizione.
Poi però tutto il suo intricato pensiero di sé aveva improvvisamente preso a vacillare quando a passargli accanto era stato Manuel, la cui vita andava invece troppo veloce per riuscire a stare al passo con quella degli altri ma che, in maniera del tutto spontanea e per qualche strana legge della fisica o chissà che altro, si era trovata perfettamente a ritmo di quella di Simone.
Da un piccolo traballamento iniziale si era quindi passati presto ad un rovesciamento totale di ogni concetto assimilato negli anni precedenti da entrambi, arrivando ad un passo unico tutto loro nel quale riuscivano ad adattare i propri bisogni, alternando velocità folli a passi d'uomo.
Salvifico, per entrambi.
Ma se Manuel era sempre stato propenso all'entrare in contatto con altre realtà, lo stesso non poteva essere detto di Simone, che invece aveva continuato ad evitare ulteriori cambi di rotta durante gli ultimi anni di liceo.
Arrivando, però, al primo anno d'università, lo switch nella sua persona era avvenuto in maniera istintiva, senza un fattore unico preciso ma più per una concatenazione di eventi che insieme erano riusciti ad unirsi in una combo scatenante: il percorso di terapia iniziato l'anno precedente ed il cambio d'ambiente e d'abitudini.
Per questo in quel momento si trovava nella fase della propria vita più libera di tutte, pronto ad uscire dai propri binari per provare a seguire nuovi percorsi ed assecondare il suo bisogno di nuove esperienze, pur tenendo sempre il proprio punto di riferimento saldo in Manuel.
Manuel che, fin dal primo momento, s'era reso argine per lui che s'era fatto acqua corrente.
Anche se.
Anche se a Manuel, che Simone si fosse messo ad incontrare così tanti nuovi ragazzi e che si divertisse a cercare l'amore senza escludere nulla di quello che nel mentre si presentava sul suo passaggio, non è che proprio andasse così a genio. Vero è, sì, che nessuno al mondo meritava la serenità tanto quanto Simone, ma era anche vero che sperava tanto nel fondo del proprio cuore che quella strada infinita di prove e riprove che l'altro stava intraprendendo avesse proprio lui come capolinea finale.
Ci aveva messo così tanto tempo a comprendere la portata dei propri sentimenti per il più piccolo che ora gli sembrava quasi egoista frenarlo nella sua scoperta di sé, perciò aveva iniziato a bruciare internamente ogni volta che vedeva Simone pronto per uno dei tanti appuntamenti che concedeva ed esternare finti sorrisi e pacche d'incoraggiamento sulle spalle. Ci si impegnava veramente a dare il meglio di sé pur di non far trasparire nulla e la sua forza di volontà era sempre stata portata al limite senza però mai sforare dai margini che si era autoimposto.
Quella sera però si sentì allo stremo di ogni sua forza quando vide l'altro dirigersi verso di lui in veranda vestito di tutto punto.
E che punto.
Quella camicia bianca più corta del solito che lasciava leggermente scoperto quel suo punto vita stretto in un paio di jeans chiari gli rendevano ogni pensiero coerente completamente nullo, tutto sostituito da versi d'apprezzamento e tanta, ma tanta, gelosia.
Ma non c'è mai limite al peggio, ed ecco perché fu alzare gli occhi sul viso davanti al suo che realmente fece perdere di senso ad ogni cosa, che quegli occhi così grandi erano ora contornati da un velo di brillantini, e dio poi non voglia parlare di quelle labbra coperte da uno strato di burrocacao alla ciliegia a colorarle leggermente di rosso.
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Stupido classico
FanfictionSolo Manuel che non riesce più a trattenersi e azzarda un bacio con una scusa molto stupidina.
