01

8 0 0
                                        

"Esmarie,

mia piccola e dolce bambina.
Se stai leggendo questa lettera vuol dire che la chemio non sta funzionando.

Non so come farò a trovare le parole per dirtelo, non voglio dover vedere di nuovo il dolore nei tuoi occhi come quando ti ho detto che ero malata. Ma ciò che temo di più, è il pensiero di saperti sola.
C'è una cosa che non ti ho mai detto Esm... So che sei cresciuta con tante domande, domande a cui non ti ho mai risposto. Ma c'è una persona che può farlo. Tuo zio Héctor, è il fratello di tuo padre.

Qui sotto ti scrivo il suo indirizzo, gli ho già spiegato tutto. Sarà felice di parlarti di tutto se deciderai di andare da lui.

Ti voglio bene, Mamma"

***

«Sai che non devi andare per forza, vero?» Mi girai a guardare Sage, mentre le passavo l'ennesima maglietta così che me la sistemasse nella valigia. Approfittavo della sua mania per l'ordine per mettere i miei vestiti nella valigia, che altrimenti sarebbero stati buttati dentro alla rinfusa costringendomi a sedermici sopra per chiuderla.

«Lo so, ma... È mio zio, probabilmente l'unico modo che ho per sapere qualcosa in più su mio padre. E poi resterò solo per l'estate.» Dissi passandole questa volta un pantaloncino di jeans chiaro.

Conosco Sage da tutta la vita, da quando mia madre era arrivata a Chicago quando era da poco incinta di me. Siamo state nella stessa classe dall'asilo fino al liceo, le nostre case erano vicine quindi oltre che a scuola ci vedevamo sempre. Siamo entrambe figlie uniche quindi siamo cresciute come sorelle, i genitori di Sage sono stati molto vicini a mia madre, anche da madre single non è mai stata sola. I nostri compleanni erano anche vicini, quindi spesso festeggiavamo insieme.

È stato difficile quando ci siamo separate per il college, io sono rimasta qui per restare vicino a mia madre, studiando veterinaria al City College. Sage invece è andata ad Harvard a studiare legge. Quando è partita abbiamo pianto un sacco, anche se ovviamente sapevamo non sarebbe stata l'ultima volta che ci saremmo viste, ma era la prima volta che saremmo state così lontane per tanto tempo. Ovviamente sarebbe stato difficile tornare per Sage, tornava spesso solo per le vacanze quindi capitava che passassero mesi prima che ci vedessimo.
La parte più difficile è stata vederla man mano innamorarsi di Boston e realizzare che questa città non sarebbe più stata casa sua e che anche dopo la laurea non sarebbe tornata a vivere qui.

Senza Sage e senza mia madre non c'era più nulla che mi tenesse legata a questo posto.
Ero libera di andare dove volessi, ma probabilmente se non fosse stato per la lettera non avrei mai trovato il coraggio di andarmene.

«L'unica cosa che mi chiedo è perché mamma non mi abbia mai parlato di lui. Insomma, è strano come sembrasse riluttante a parlare anche di mio padre.» Sospirai ripensando a tutte le volte che avevo provato a fare domande su mio padre quando ero piccola, avevo sempre ricevuto brevi e superficiali risposte. Man mano che crescevo facevo caso alle espressioni sul volto di mia madre ogni volta che facevo una domanda su papà, era sempre triste e malinconica, quindi un giorno ho semplicemente smesso di chiedere e mamma ne sembrò sollevata.

Quindi tutto quello che so di mio padre è che si chiamava Mateo Guerrero, che lui e mia madre si sono conosciuti e innamorati al liceo, che ho il colore abbronzato della sua pelle e i suoi occhi grigi, che era bravo in matematica e sapeva suonare la chitarra... E che è morto a 22 anni in seguito a un tragico incidente stradale.
Mia madre invece si chiamava Cassandra Reyes, io ho preso il suo cognome, aveva 40 anni quando si è ammalata di cancro e 44 quando è morta. Ne aveva 20 quando dal Texas si è trasferita qui a Chicago, qualche mese dopo l'incidente, non mi ha mai detto perché se ne fosse andata. Sicuramente pensava fosse la cosa giusta da fare, forse quella città le ricordava troppo papà e quello che aveva perso.

Fino Alle RadiciStories to obsess over. Discover now