Capitolo 1

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                  Ultimo giorno

Oh, che sbadata stavo per iniziare senza presentarmi, piacere sono Arya ho 15 anni e finalmente è finita la scuola è stato un anno molto impegnativo, ho iniziato la prima superiore, è stato abbastanza strano, e molto diverso dalle medie specialmente i professori, quelli sono assatanati mamma mia! Specialmente la professoressa di biologia e la prof di fisica che non si capisce quando spiega, ha una lingua tutta sua. Ho scelto il liceo per la precisione lo scientifico perché è una scuola completa ti apre molte strade, anche se non so ancora per certo cosa voglio fare da grande, ma di sicuro qualcosa con addosso un camice bianco.
I primi giorni di scuola è stato difficile ambientarmi, nuova classe, nuovi professori e nuovi compagni, ho fatto amicizia non direi sin da subito perché è difficile fidarsi dopo brutte esperienze a dir poco traumatiche, ma diciamo che ho, si può dir legato con Lara ed Emma, mi hanno fatto sentire a mio agio credo che dovrei approfondire la conoscenza, di solito quando devo conoscere qualcuno sono sempre un po' troppo timida e fredda... Forse anche troppo, però quando inizio ad entrare in confidenza con la persona mi trasformo se così si può dire, la classe dai sì mi piace, anche se non è molto unita, si sono già formati molti gruppetti, per esperienza delle medie i gruppetti non sono una buona cosa in una classe... La dividono, lo so, non si deve pensare sempre al passato, bisogna guardare al futuro, ma dal passato si impara a non fare gli stessi sbagli. Tutto sommato mi trovo abbastanza bene e ne sono molto felice. Spero che in questi 5 anni vivrò belle esperienze e non come alle medie…
<Bene, ragazzi vi ho assegnato i compiti sul registro elettronico, buone vacanze divertitevi e andate al mare> Disse la professoressa per poi tutti insieme uscire dalla classe al suono dell'amata campanella. 
<Oi ciao ci vediamo, sta per passare il pullman non voglio perderlo> <ah Arya chiediglielo tu a Emma> disse Lara gridando, per poi correre via.  <Va bene> dissi, per poi cercare Emma fra tutti gli studenti della scuola
<Emma eccoti qui, dov’eri finita non ti trovavo più> <lo so mi dispiace tanto, mi sono fermata a parlare con la professoressa e ho fatto tardi non sono riuscita neanche a salutare Lara> riprese Emma dispiaciuta <non ti preoccupare, parlando di cose importanti, Lara mi ha chiesto, di chiederti se domani ti va di scendere a farci un giro?> , < tranquilla per me non ci sono problemi, però devo chiedere ai piani alti se per loro va bene uguale, ma penso di sì > disse per poi ridere insieme < ora devo andare mi sta aspettando mamma, ci vediamo domani forse> disse Emma con molta enfasi per poi allontanarsi andando verso l’autovettura della madre, Sospirando Arya si incamminò pensierosa e tra mille paranoie sotto al sole bollente dell’una e mezza del primo pomeriggio del 8 giugno, sperando di arrivare subito a casa e mettersi al più presto al fresco, l’estate si era bella ma il caldo assolutamente no, Arya lo detestava, lei e il caldo erano due linee parallele che mai si sarebbero incontrate.
<Mamma sono a casa> disse a voce alta appena superato l’uscio della porta <Bentornata com’è andato l'ultimo giorno di scuola?> <Tutto bene> <Che avete fatto?> <Nulla di che, visto film e parlato di cosa fare nelle vacanze, d'altronde è l'ultimo giorno non si fa molto, ah mamma ti posso chiedere una cosa?> <Si dimmi>
<Domani posso uscire? Emma e Lara, mi hanno chiesto di vederci al parchetto, anche se a dir la verità non mi va, capiscimi, meglio stare a casa, ho da fare i compiti>
< Arya, ascoltami non puoi fare ogni volta così fai uno sforzo, ti fa bene fidati della tua mamma e hai tutta un’estate per farti i compiti delle vacanze>
<Ma mammaa, non è giusto però> < Lo so ma devi pur sempre superarlo, su da brava ora non perdere tempo e vatti a cambiare che tra poco è pronto a tavola, Ah me ne stavo dimenticando oggi alle tre e mezza hai una visita dal dentista, vai con papà appena torna dal lavoro va bene?>
<Va bene mamma ora vado, faccio subito>
<Si certo se il subito è come tuo solito ci vediamo domani>
  <Mammaaa> dissi ridacchiando.

Appena entrò in camera scrisse a Emma, 
e gli comunicò che sarebbe potuta uscire, e si diedero ora e luogo dell'incontro "16:30 al parchetto in centro città, alla panchina vicino al bar".
<Arya vieni è tutto pronto> urlò la madre.
<Arrivo, il tempo che finisco di cambiarmi >
<Arrivata> disse Arya sedendosi a tavola.
Finito di mangiare, si preparò per andare dal dentista, opto una delle sue maglie preferite oversize e dei jeans classici, sciolse I suoi lunghi capelli neri che caddero dolcemente sulle spalle, mentre li stava spazzolando, senti che padre era tornato da lavoro.
< Ciaoo papà com'è andata al lavoro?>
< Come al solito, a te a scuola?>
<Finalmente è finita> disse ridacchiando, <sei pronta?><si, un momento, poso la spazzola e mi metto le scarpe><sbrigati, che fai sempre tardi><ho fatto,ho fatto> disse raggiungendo il padre
Una volta arrivati in struttura ed entrati nella sala d’attesa e sistemati comodamente sulle poltrone ad aspettare. Arya aveva un brutto presentimento che non riusciva a spiegarsi, ne la causa, ne da cosa derivava, ignoro la cosa con un po’  di riluttanza.
<Uffa è passata mezz'ora e ancora non ci hanno chiamato>dico in preda alla noia.
< prima o poi ci chiameranno, abbi pazienza>disse mio padre, <si ma le altre volte ci chiamavano subito><Saranno un po’ occupati oggi>.
Mi stavo annoiando, e per passare il tempo iniziai un libro Su un
e-book, anche se preferisco di gran lunga libri cartacei, sentire il libro vero, l’odore della carta e la ruvidezza dei fogli ecstasy pura. Mi immersi nella lettura. La lettura per me è come un modo per isolarmi da tutto, quando leggo vengo trasportata in un'altra dimensione, mi dimentico cosa accade attorno a me, divento io la protagonista del libro, vivo tutto in prima persona, viaggio con la fantasia attraverso tanti mondi, facendo avventure. Leggere mi fa dimenticare i miei problemi, le mie preoccupazioni, mi fa conoscere persone che non esisteranno mai, ma che sono vivi in quell'ammasso di pagine, parole e carta stampata.
L'infermiera mi chiamò e mi distolse dai miei pensieri.
Entro nella stanza numero tre e mi accomodo sulla maestosa sedia al centro della stanza, che se non fosse per la luce sparata negli occhi mi ci addormenterei facilmente, nonostante ci fossi stata un mare di volte, mi guardo sempre attorno cercando anche un solo particolare, mi piace vedere anche i più piccoli dettagli, la voce del dottore che entra nella stanza richiama la mia attenzione. 
Finita la visita raggiungo papà e usciamo dal palazzo e incontro le ultime persone che mai avrei voluto vedere, la quale "grazie" a loro sono in cura da più di un anno dallo psichiatra, "grazie" a questi che non dormo sogni tranquilli in preda agli incubi e ai frequenti attacchi di panico, “grazie” a questi che mi è stata diagnosticata la depressione maggiore, il disturbo d’ansia sociale e disturbo ansia generalizzata, per un periodo smisi di mangiare regolarmente per via del troppo stress causato da tutta questa situazione, non mi voglio arrendere, vorrei riuscire a superare in qualche modo i traumi che mi hanno provocato o riuscire ad uscire senza soffrire d’ansia o imbottirmi di ansiolitici, non dico riuscire a fidarmi ma in qual modo cercare di legare di più, riuscire a dormire la notte, e riuscire ad amarmi.

Sogno EternoWhere stories live. Discover now