PROLOGO

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Nel regno etereo di Venere, dove i cieli notturni si dipingevano di stelle come pennellate d'argento, un richiamo ancestrale risuonava nell'aria. Il Giardino degli Specchi, una meraviglia mitica nota solo agli dèi, aveva risvegliato la curiosità della dea dell'amore e della bellezza.

Attraverso le distese dei suoi campi di rose d'oro e le fontane scintillanti, Venere intraprese un viaggio verso il cuore di questo giardino, una destinazione avvolta nel mistero e nella magia. Era una chiamata, un richiamo risalente ai tempi primordiali, che la spingeva attraverso sentieri di riflessi e illusioni. Era un invito alla verità, una prospettiva sconosciuta che prometteva di gettare nuova luce sul suo destino eterno.

Mentre si inoltrava tra gli alberi argentati e gli specchi incantati, il richiamo cresceva d'intensità. I riflessi trasparenti rivelavano un lato di Venere che lei stessa non aveva mai conosciuto. In quel luogo, dove il tempo sembrava danzare al ritmo dei cuori celesti, il destino di Venere s'intrecciava a una trama imprevedibile.

Era il primo atto di un racconto celestiale, dove le barriere tra gli dèi si dissolvevano nel chiarore del Giardino degli Specchi. E così iniziò la storia di Venere e Marte, una storia intessuta tra le stelle e plasmata dall'antica magia di un luogo che risiedeva oltre la comprensione degli dèi.

I loro destini si intersecarono tra sentieri segreti e fonti di saggezza celeste, sfidando le regole eteree di un regno divino. Il richiamo del Giardino degli Specchi era un canto di trasformazione, e il prologo di questa epopea celestiale annunciava un intreccio di amore, magia e segreti che avrebbe cambiato il corso del cielo stesso.

IN AMPLEXUS CELESTIS Stories to obsess over. Discover now