the damn trip

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Martedì 5 Settembre 2023...

Sin da bambina il mio sogno era quello di andare a New York, o in America in generale. Ma quando mio papà entrò in camera mia per dirmi che saremo dovuti andare lì per 1 mese, non ero così felice come sarei dovuta essere. Il giorno dopo, Mercoledì, alle 8 di mattina eravamo già sull'aereo; alla mia sinistra avevo mio padre, alla destra mio fratello, che sedeva al finestrino-fino a cinque minuti fa stavamo litigando per il posto ma ha vinto lui- mia madre è rimasta a Birmingham, per continuare il suo lavoro per cui aveva faticato molto. Mio fratello si chiama Micheal, sin da bambini ci divertiamo a prenderci in giro, ma appena lo chiamavo "Jackson" da quella bocca non usciva più fiato, ora è ''cresciuto''-o almeno, cosi dice lui- ed ogni volta che lo chiamo in quel modo dice che non gli importa...ma io noto sempre un velo di fastidio in quella faccia da schiaffi. Con mio padre ho quello che si definirebbe ''tira e molla'' ma non in quel senso, tira e molla perché se una cosa che fa non mi va bene glielo dico e si creano discussioni, ma riusciamo sempre a chiarire dopo poco. Invece mia mamma è la migliore, è la mia migliore amica,certo, anche con lei si creano discussioni ma si risolvono dopo pochi minuti e non sono mai cose serie.

Erano già trenta minuti che provavo ad addormentarmi, ma con mio fratello che continuava a battere le dita sul finestrino, tre neonati che piangono da quando siamo saliti sull'aereo, mio padre che mi parlava degli affari che avrebbe potuto fare a NY e un bambino che mi tirava calci sulla sedia da dietro, non era la cosa più fattibile da fare. Appena ero riuscita a chiudere occhio una gomitata nella pancia mi penetrò:

<<Ahiaa! Michealll! che ti è preso?>>

<<Mongoloide siamo arrivati>>

Gli tirai un calcio sullo stinco.

Un conato di vomito mi salì all'istante, non so cosa mi stava succedendo, non avevo mangiato niente dalla sera prima...mangiai una gomma alla menta per mandare giù il conato.

Se dovessi dire un talento di mio padre, direi senza ombra di dubbio ''trovare i posti più lontani in assoluto'', infatti la casa dove avremmo alloggiato per quel mese si trovava a due ore dall'aeroporto. Ovviamente ci siamo andati con l'Uber, anche se... 'no, no, Elisabeth, no, basta' le voci nella mia testa, nell'aria risuonavano come campane, tentai di cacciarle con un sorriso, come facevo sempre.

<< Tutto ok lì dietro?>> chiese mio padre quando io ero ormai persa a osservare NY dal finestrino mentre ascoltavo della musica.

<< Mhmh>> annuii.

Arrivati davanti a quella che sarebbe stata la nostra casa per quel mese un sorriso si espanse su tutto il mio viso. Era una villa a tre piani, con piscina compresa, ero al settimo cielo, ma poi a pensare che ci saremo stati solo un mese mi rattristii. Ripensai alle parole di mia nonna: ''sorridi Elisabeth, sorridi, come solo tu sai fare, con quegli occhi azzurri come le ali della Morpho Peleides''

 Ripensai alle parole di mia nonna: ''sorridi Elisabeth, sorridi, come solo tu sai fare, con quegli occhi azzurri come le ali della Morpho Peleides''

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⏰ Cập nhật Lần cuối: Feb 04, 2024 ⏰

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