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- Ehi! Medea non finirà così! - Urlò Agata dalla soglia della sua classe quando ormai Medea, la sua compagna, se n'era già andata. Giulia, la migliore amica di Medea, rimase con lei quel giorno dopo che la sua amica ebbe un litigio molto forte, quasi ad arrivare con le mani contro Agata. La compagna di classe istigò l'altra, prendendola in giro perché i suoi genitori morirono a causa di un incidente stradale e non aveva nessuno che poteva occuparsi di lei. Così, Medea, sentendosi dire quelle brutte cose, stava per dargli un pugno quand'ecco che la loro insegnante, la signorina Emily Harston le bloccò e chiese cosa stesse succedendo questa volta.  Le due cercarono di dire la propria, ma l'insegnante le bloccò nuovamente e chiese prima a Medea cosa fosse successo e poi ad Agata. Dopo che ebbe ascoltato le loro versioni, la signorina Harston mettendosi una mano in faccia rispose ormai stanca di tutte quei litigi che succedevano ogni giorno, queste parole:

- Avete 15 anni a testa, ragazze. Questa è ormai la 20 volta che litigate. Tu Agata, hai sbagliato a dire quelle cose alla tua compagna. Sai bene anche tu, che anche tuo padre morì e tua madre ti lasciò da noi, perché non poteva occuparsi più di te. Quindi smettila! Altrimenti finirai nella stanza buia. E tu Medea, non devi picchiare tutti quelli che ti offendono o aggrediscono in questo modo. Se non stai attenta, finirai anche tu in quella stanza. Anzi vi ci metterò insieme. Siete avvertite! Ora andate a fare ricreazione, perché fra 15 minuti si ritorna a fare lezione e questa volta ci sarà un tema da scrivere e spero abbiate studiato matematica. -

Si signorina Harston. - Risposero in coro le due ragazzine. Così, l'insegnante andò via e quando Medea si allontanò dalla classe insieme a Giulia, Agata gli urlò quella frase iniziale. Le due amiche, uscirono fuori a prendere una boccata d'aria. Medea si sentiva soffocare ogni volta lì dentro, e insieme alla sua amica andarono a farsi una passeggiata. Lei era una ragazzina molto solare, anche se non sembrava dal suo comportamento di quel giorno, e molto vivace e sempre allegra. Ma una cosa che detestava era farsi mettere i piedi in faccia. Non riusciva mai a contenersi e quando qualcuno le rispondeva male o cercava di approfittarsi di lei e della sua gentilezza, gli  saltava un neurone e colpiva in faccia o sulla pancia. 

- Quanto è antipatica quella lì. Ma perché qualcuno non se la prende come figlia, e se la porta via? Oppure avere qualche anno in più di lei e finalmente fuori! Oh avessi 18 anni. - Disse Medea con tono seccato, sedendosi per terra sporcando i suoi jeans. 

- Però ne hai 15! Non puoi scappare per il momento. - Rispose Giulia ridacchiando e sedendosi accanto a lei, facendo attenzione al suo vestito verde chiaro. Medea guardò il cielo, mentre il vento faceva svolazzare i suoi bei capelli ricci e lunghi.  Giulia invece li portava rossi con un cerchietto verde come il vestito. 

- Sai Giu..io non  vorrei  ferirti se me ne andassi. Ma non riesco più a vivere qui dentro. Specialmente con quella. - Confessò la ragazza. 

- Lo so Medea. La cosa bella sarebbe, che entrambe potessimo essere adottate. - Ribatté Giulia con un sorriso di speranza. Medea la guardò e sbuffando gli rispose:

- Chi ci deve adottare più, ormai! Abbiamo 15 anni, anzi tu 13. Non vogliono due ragazzine già adulte.  I grandi, ormai, preferiscono i più piccoli. Ricordi Paolo? Fu preso immediatamente all'età di 6 anni! Non sperare per un sogno che non potrà mai realizzarsi Giulia. I sogni qui dentro, vengono distrutti per sempre. - 

- Forse non tutti. - Pensò la sua amica

- Tutti invece! - 

- E chi te lo dice carina? - Chiese improvvisamente Agata da dietro. Medea si voltò verso la sua direzione e vide la sua compagna con altre due, che stavano lì accanto per proteggerla per eventuali attacchi da parte dell'altra. 

- Ti porti i cani da guardia? - Rispose Medea ridendo

- Loro non sono cani da guardia! Sono le mie migliori amiche e mi proteggono da te. - Disse l'altra

- Quindi sono cani da guardia. -

- Ho detto di no! - Urlò Agata

Le due amiche stavano per andare via, ma Agata afferrò per il polso Medea e puntandole il dito in faccia l'avvertì di stare lontano da lei, altrimenti l'avrebbe pagata come non mai. La ragazza si staccò dalla sua mano e abbassando il dito con delicatezza, gli voltò le spalle andò via senza dire una parola. 

- Ehi tu, dove credi di andare? - Chiese Agata scioccata

- Di certo, non da persone stupide come te! Ciao cocca. - E così Medea e Giulia si allontanarono. 

Le due adolescenti, andarono nel loro posto segreto. Un grosso e grande albero che stava all'interno del grande giardino dell'orfanotrofio, che ospitava solo due ragazzini all'interno del suo tronco e delle sue lunghe radici. Medea quel giorno prese in "Prestito" come diceva ogni volta lei, qualche biscotto dalla cucina, senza farsi accorgere dalla cuoca. Erano i loro biscotti preferiti; biscotti alla crema con gocce di cioccolato. Giulia ne mangiò due, mentre la sua amica tre e ne rimase un altro che conservò per il pomeriggio. 

- Non credi...che ci scopriranno prima o poi? - Chiese Giulietta mentre masticava, cercando di non soffocarsi. 

- Ma quando mai! La cuoca è sorda da un orecchio, e ogni volta che ci passo, vado nella direzione in cui non ci sente. Così non sospetta nulla. - Rispose Medea ridendo. 

- Sarà forse sorda da un orecchio ma non cieca. - Ribatté l'altra. 

- Senti Giu non puoi dirmi nulla tu. Sei mia complice e stai mangiando i biscotti che ho preso in "Prestito", quindi chiudi quella bocca e sta attenta a non soffocarti, altrimenti ci scoprono veramente. - 

- Vuoi dire rubati! - 

- Voglio dire presi in PRESTITO! Ora basta. - 

Le due amiche restarono lì per qualche altro minuto, prima che la signorina Harston chiamasse tutti per tornare in classe, e quella sera, ormai finite tutte le lezioni dopo tante ore passate tra giochi e studio, i ragazzi andarono a dormire, e mentre Medea stava per mettersi a letto si avvicinò Giulia e guardandola chiese:

- Medea, avresti veramente il coraggio di lasciarmi qui, tutta sola? - 

- Ma che dici! Tu verrai con me. Ascolta Giu, ascolta queste parole. Dove io andrò, tu verrai. E dove io starò tu anche starai. Non ci divideremo mai noi due, è una promessa! - 

Le due ragazze sorrisero l'un l'altra e poi andarono a dormire. 

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