Erano le 5 del mattino quando l'infermiera Sally si svegliò di soprassalto a causa dell'incessante fracasso proveniente dal pianterreno.
Sembrava che qualcuno stesse bussando insistentemente alla sua porta.
Dopo aver indossato la vestaglia di lino, l'infermiera Sally scese velocemente le scale, decisa a fiondarsi sull'uscio per dirne quattro all'insolente visitatore.
Tuttavia, non appena aprì la porta, davanti a sé non vide nessuno.
Confusa, sporse istintivamente il capo oltre la pianta grassa che ornava il portone, guardandosi attorno in cerca di risposte, ma nulla.
Stava per rientrare, quando notò uno strano oggetto poggiato sullo zerbino.
Si trattava di una scatola. Una semplice e piccola scatola nera. Un biglietto l'accompagnava.
L'infermiera Sally si chinò per raccogliere lo strano dono che era piombato all'improvviso nella sua vita e lesse il messaggio a lei indirizzato.
"Divertiti, ma non troppo. Questo è per ricordarti che prima o poi tutto torna".
Questo diceva il misterioso biglietto.
Scossa per quanto appena letto, l'infermiera Sally rientrò in casa chiudendosi la porta alle spalle.
Si recò in cucina con ancora le mani tremanti.
Non sapeva con esattezza cosa avrebbe fatto. Forse si sarebbe limitata a gettare la scatola nel bidone della spazzatura.
Stabilì che avrebbe valutato il da farsi dopo una buona tazza di tè.
Si sedette sul sofà.
La mano destra reggeva il fumante boccale, la sinistra, invece, l'inquietante missiva recapitatale.
Lo fissava, quel messaggio, lo fissava e rifletteva. E mentre contemplava quell'assurda situazione, la scatola nera se ne stava sul tavolo davanti a lei.
Alla fine si decise a scoprirne il contenuto.
Giunta al tavolo, sollevò con cautela il coperchio, fino a scoprirne l'interno.
L'infermiera Sally sussultò.
Non poteva credere ai suoi occhi: dentro v'era un cuore!
Ebbene sì, il sospetto cofanetto conteneva un piccolo, e ormai, spento cuoricino.
Ne aveva visti, l'infermiera Sally, di cuori simili. D'altronde nel reparto nel quale lavorava a volte se ne trovava alcuni tra le mani.
Ad ogni modo, l'infermiera Sally pensò che si trattasse di uno sciocco scherzo da ragazzi. Probabilmente qualche giovane monello aveva pensato bene di lasciare davanti alla sua dimora quel disgustoso affare. D'altra parte, era o non era la vigilia di Halloween? Si sarà trattato sicuramente del resto di un animale morto, non valeva neanche la pena di allertare la polizia.
L'infermiera Sally risalì le scale, pronta a rimettersi a letto. Di lì a poche ore ci sarebbe stata la grande festa organizzata nella clinica in cui prestava servizio, non poteva rischiare di non essere in forma per il tanto atteso evento; erano settimane che se ne andava annunciando a tutti il costume che avrebbe sfoggiato per l'occasione: l'aborto!
Molti colleghi furono scioccati nel sentire una simile mostruosità, soprattutto Marlene, che aveva vissuto quell'esperienza sulla sua pelle. Povera Marlene, fu proprio l'infermiera Sally a convincere il dottor Thompson a eseguire quell'intervento, a suo dire, necessario.
Tuttavia, la stravagante idea dell'infermiera Sally non si realizzò, visto che ella non si svegliò più.
Avvelenamento, disse il medico legale, ma la polizia non riuscì mai a individuare il colpevole.
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La Scatola
TerrorBreve racconto scritto per il concorso "La Scatola - Flash-Halloween"
