Elena

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Il sole stava per scomparire sotto l'orizzonte dell'oceano, l'atmosfera che aveva creato il tramonto rimase fissa nei miei pensieri fino al ritorno a casa.

"ELENAAA!!" gridò mia mamma dal secondo piano.
"ELENA QUELLA STANZA È UN PORCILE"
gridò ancora mentre scendeva le scale.

"Ora la sistemo, dammi il tempo di cambiarmi" sbuffai infastidita salendo in camera mia.

Misi la musica a tutto volume e cominciai a sistemare la camera ma, contemporaneamente stavo ballando e cantando le mie canzoni preferite. Mi bloccai appena vidi un ombra molto alta che stava ridendo col gomito appoggiato allo stipite della porta, quasi quasi saltai in aria. "Ragazzina, dovresti abbassare il volume" disse ancora ridendo.
Alzai lo sguardo verso il suo viso, notai subito i suoi occhi.

Quegli occhi di un colore blu e di una profondità come quella dell'oceano, quella che guardo ogni pomeriggio aspettando il tramonto. Aveva un cespuglio biondo in testa pieno di ricci che coprivano quasi quasi i suoi occhi e sorrisi quando li fece ondeggiare.
"Terra chiama ragazzina, puoi staccare sta roba" disse "Ti sei incantata?" aggiunse schioccando le dita davanti i miei occhi.
Sbuffai e staccai la musica.

"Chi sei?" dissi a braccia conserte.
"Nuovo vicino" rispose girando per la mia stanza.
"Chi ti ha dato il permesso di entrare in camera mia?" non faccio entrare mai nessuno figuriamoci uno sconosciuto.
"Mh tu" rispose sorridendo.

"Ho per caso parlato?" mi stava letteralmente irritando.
"Si ora lo stai facendo anche" aggiunse.
"Sei uno stronzo" risposi senza riflettere.
"Sta zitta che è meglio" sto arrivando al limite e giuro lo butterei anche dalla finestra in questo momento.

"Zitta io? mai caro mio" risposi indicando la porta per uscire dalla stanza.
"Che rompi palle" disse sbuffando e uscendo dalla mia camera.

"ELENAAA VIENI A SALUTARE I VICINI!"
scesi le scale insieme al ragazzo e vidi una signora con i capelli biondi e occhi chiari venirmi incontro per stringermi la mano e salutarmi, subito dopo venne anche suo marito.

"Spero che farete amicizia tu e mio figlio, sai lui è un angioletto fa di tutto per la sua famiglia" disse la signora Grace sorridendo. "E che angioletto" aggiunsi sotto voce.

"Elena!" mi richiamò mia mamma dandomi un colpetto sul braccio. "Tranquilla Anna, noi adesso lasciamo il disturbo" disse la signora Grace rivolta a mia madre.

"Oh ci ha fatto molto piacere, se avete bisogno noi siamo qui accanto sempre" disse Anna salutando i nuovi vicini. "Ciao ragazzina" aggiunse quella specie di essere maschile che volevo tanto varcasse la porta di casa mia.

Salì di nuovo in stanza per andare a cambiarmi e preparami per un film che avevo previsto da molto tempo.

Aprì la finestra e vidi quella accanto,
pensai... e se quella fosse la stanza del ragazzo di oggi, sbuffai a causa delle mie maledette paranoie e perché stavo pensando proprio a lui?

Presi il telecomando e feci partire il film quando senti una voce provenire dalla finestra "Ragazzina! ragazzina! ragazzina!" una voce molto familiare.

"Che cazzo vuoi?" dissi andando verso la finestra, ecco come pensavo...

era proprio quella la sua stanza, lo guardai male dalla testa ai piedi.

"Sembri una piccola fiamma se mi guardi in questo modo" solo perché ho i capelli rossi ora sono una fiamma.
"Tu sembri un rincoglionito" dissi facendo un passo per rimettermi a letto.
"Aspetta fiamma" mi richiamò facendomi girare verso di lui.
"Ancora, ma che vuoi?" sbuffai.

"Che film guardi?" aggiunse sorridendo.
Oh cazzo quel maledetto sorriso.

"I cazzi tuoi quando?" risposi, forse ero stata un po' scortese ma quando serve, serve.

"Eddai piccola fiamma, non fare così con me, ti sto solo prendendo in giro" disse ridendo e prendendomi per il culo.
"Uff sto guardando un film horror" risposi.

"Strano, mi sembravi più una tipa da cappuccetto rosso o cenerentola" rispose ancora ridendo. "Ah ah ah divertente" lo imitai con uno sguardo impassibile e serio.

"Come ti chiami fiamma?" mi chiese.

"Elena, tu?" risposi.

"Io sono Dylan" rispose.

"Da quando ti interessa il mio nome?" gli chiesi. "Da ora" disse guardandomi intensamente negli occhi facendomi quasi svenire.

"Stacca e vai a dormire che è tardi" aggiunse subito dopo interrompendo il silenzio. "Se vuoi stacco con te, ma con il film no" risposi. "Devi dormire" aggiunse.

"Ma chi sei tu per dirmi quello che devo fare?" mi misi a braccia conserte.
"Dai sta zitta un po' e dormi"

Chiusi la finestra, sbattendo con forza, mi misi a letto ma alla fine mi addormentai lo stesso.

Ocean eyesWhere stories live. Discover now