La visita è andata una meraviglia.
Subito ci dirigemmo verso la chiesa. Lucia si cambiò veloce mentre io aspettavo fuori camera sua. Il portone era rimasto aperto. Un vestito perfetto da Minnie.
«Eccola quà la mia piccola topolina!» risi quando la vidi conciata in quel modo
«Che vuoi dire, che non sto bene?» rise. Le cinsi la vita con un braccio aprii la porta della sua stanza nella quale si stava cambiando.
«Vieni! Che ho sentito qualcuno salire!» dissi continuando a ridere. La spinsi dentro e chiusi la porta dietro di me. Avanzando piano ci dirigemmo verso il letto dove si buttò di schiena sul morbido materasso sorridendo. Io mi buttai dopo di lei cercando di fare meno baccano possibile. Sentimmo dei passi lungo il corridoio ma non ne demmo importanza.
«Lucia tutto apposto?»era Francesca che bussava. Sapevo che a Lucia non stava molto simpatica.
«Sisi, tutto apposto, mi sto finendo di preparare! Vengo subito!» rispose cercando di contenersi dal ridere.
«C'è qualcuno lì con te? Sento ridere...» "Ecco la solita impicciona"
«Nono sono sola, tranquilla.»
«Ok. Hai per caso visto don Alessandro?» domandò. Lì diventò seria, io iniziai a ridere non riuscendo più a smettere.
«No, non l'ho visto proprio» mentì. Poi mi sussurrò «Aspetta che ora dobbiamo parlare!» diventai anche io serio
«Ok vado. Ti aspetto giù!» concluse lei e se ne andò facendo tintinnare i suoi tacchi sul pavimento.
«Che voleva quella da te?» mi chiese seria appena fu sicura che se ne fosse andata sedendosi.
«Niente amore. Ma che fai? Sei gelosa? Di lei poi! Non ti preoccupare, io amo solo te!» risposi sedendomi e le diedi un bacio
«È normale che dici che ami solo me davanti a me, stupido!» disse prendendomi a cuscinate poi ci guardammo negli occhi e non riuscì a essere arrabbiata con me per tanto tempo, quindi cedette
«Per questa volta cerco di crederci! Ma che non diventi una abitudine questa di farti cercare dalle ragazze!» sorrise mentre le riempivo di baci tutto il viso. «Basta! Dai scendiamo!» disse alzandosi e pulendosi il viso visto che l'avevo ridotta come un cane bagnato. Controllando che non ci fosse nessuno aprì la porta d'ingresso e uscimmo.
La festa era fantastica ma intuii che Lucia stava ripensando ai suoi genitori vedendo le famiglie che giocavano con le proprie figlie. Le uscì una lacrimuccia che subito eliminò con il dorso della mano dal suo volto che doveva rimanere sorridente almeno per oggi.
"Chissà perché oggi ci stà pensando a loro più del solito."
«Eh, però non mi diventare di nuovo una fontana! » dissi e lei sobbalzò.
«Ma tu mi sei stato mandato per farmi spaventare sempre. E comunque non stavo piangendo, è solo che stavo sudando dagli occhi» rise.
«È già andata via quella brutta e cattiva tristezza? » dissi sorridendo con una voce tenera come se stessi parlando ad una bambina. «Ora che ci sei tu con me, si!» «Brava la mia bimba!» continuai
"Bimba? Non ci avevo mai pensato. Quindi... io ne avevo 30, lei ne aveva 16; quindi ci passavamo 14 anni. Ma è tantissimo! Con pochissimi anni in più poteva avere l'età di mia figlia"
«In fondo sei solo 14 anni più grande di me» disse cercando di mascherare la cosa.
Risi «Ma a me non interessa! Per me l'età è soltanto un numero, l'importante è che ci amiamo! » recitai poeticamente. Lei prese un lungo respiro e sospirò. Entrambi scoppiammo a ridere.
YOU ARE READING
La battaglia con l'infinito
RomanceUna storia d'amore fuori dagli schemi, che va farà rimanere a bocca aperta. Creata personalmente da me. Non del tutto inventata, spetta a voi capire quali cose siano veramente accadute e quali siamo frutto della mia infantile fantasia. Vi dico solo...
