capitolo I

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Il pov di Maddy:

Ero scappata, lo avevo fatto veramente. Le fredde strade asfaltate mi circondavano; nemmeno un autoveicolo in vista; ero diretta alla stazione senza una meta delineata, tremavo per il freddo o per la paura? Non sapevo darmi una risposta certa. Nonostante mettere piede in casa mia mi provocasse una certa inquietudine ero pur sempre cresciuta lì; gli ultimi ricordi di mamma e papà quando lui non era ancora volato via, mamma ancora felice e la nostra ordinaria vita prima dell'arrivo del mio patrigno Fred. Dovevo farlo ora o non ne avrei più avuto l'occasione.

- Scusi un biglietto per New York, grazie- dissi

- Solamente uno?- disse stranito

-si...-

-Documenti?- chiese

Glieli Porsi gentilmente

-Sono 300$-

Rimasi stupita, avevo preso solamente 500$ non mi sarebbero mai bastati

-ecco-

-Buon Viaggio- mi disse gentilmente

io ringraziai. Il treno era un po' sporco, cercai di dormire ma la mia testa viaggiava veloce e non la potevo fermare. Dopo qualche ora di treno raggiunsi la destinazione, durante il viaggio avevo contattato la zia che mi avrebbe ospitato a tempo indeterminato, Mary è sempre stata molto gentile e ci ha sempre dato una mano durante gli alti e bassi, non le era mai piaciuto tanto Fred. Viveva a Brooklyn, non la vedevo da molto e non vedevo l'ora di incontrarla soprattutto in un posto bello come New York, per me era sempre stato un sogno visitarla. Dopo aver sbagliato linea 3 volte riuscii a raggiungerla. Era difficoltoso vederla in mezzo a quella marea di gente ma la sua folta chioma rossa e riccia non passava certo inosservata, mi trattava proprio come la figlia che non aveva mai avuto, casa sua era piccola ma accogliente aveva un balconcino arricchito da piante che dava dritto sul ponte. Aveva allestito la camera degli ospiti per me riordinai quel poco che mi ero portata e passai la serata sul balconcino a sorseggiare un te in compagnia del mio telefono.

la mattina seguente mi svegliai con una forte emicrania, dovuta all'estenuante viaggio della sera precedente. La prima cosa che feci è stata vedere l'ora sul cellulare erano le 10:00 del mattino quindi constatai che era l'ora di scendere. Avvertivo un incessante odore di cinnamon roll, arrivava direttamente dalla cucina e quando decisi di avvicinarmi vidi una tavola stracolma di viveri. Mia zia mi vide e mi diede il buongiorno con un caloroso abbraccio e mi disse che mi doveva parlare. Pensai istintivamente che avrebbe potuto abbandonarmi come avevano avevano fatto i miei genitori.

-Buongiorno tesoro, dormito bene stanotte?- Mi chiese zia Mary

-Buongiorno, comunque ho dormito benissimo. Cosa mi volevi dire di così importante?- Le chiesi

-Volevo parlarti della tua situazione scolastica e del fatto che dovremmo trovarti una scuola, sai quanto ci  tengo allo studio soprattutto se si parla di te, quindi oggi faremmo domanda per varie scuole qua in città e nel mentre potremmo passare una giornata insieme dato che ho preso un giorno libero, come ai vecchi tempi." Rispose

-Hai ragione zia, per me lo studio è sempre stato una valvola di sfogo per dimenticare quello che vivevo in casa.Sono molto contenta di passare del tempo con te,mi sei mancata tanto-

Mi guardò negli occhi e mi sorrise per poi accarezzarmi la guancia con fare materno, mi era mancata molto quella sensazione, però questo pensiero lo tenni per me, perchè non volevo sembrare debole a quella affermazione.


La mattinata trascorse tranquilla ed ormai era arrivato il pomeriggio, quindi avevo deciso di preparami, presi un paio di jeans e una camicia bianca nel complesso il mio outfit era molto semplice ma al tempo stesso elegante. Passai velocemente in bagno per darmi una sistemata veloce infatti presi uno pò di schiuma per definire i miei capelli castani lunghi e mossi per poi passare al trucco, misi il mascara per contornare le mie folte ciglie corvine e misi un gloss rosato per delineare le mie labbra carnose per poi passare a mettere il mio solito profumo di burberry her. Ci misi poco ad uscire dal bagno, infatti aprì la porta e mi ritrovai catapultata in salotto e lì trovai appoggiata allo stipite della porta mia zia che mi fece cenno di andare.

Non proferimmo parola in macchina a causa della mia agitazione,  infatti soffrivo spesso di attacchi di panico derivati dalla mia situazione famigliare. Mia zia non era a conoscenza quindi non ci diede tanto peso.

Arrivammo ad una delle scuole più prestigiose di New York la "New York High School". Pensai di non aver mai visto una scuola così bella in vita mia, così imponente e maestosa, quasi da non sembrare reale. Entrammo da quelle mura massice e ornate di dettagli quasi impercettibile da quanto erano piccoli. Una donna bassa e robusta che indossava dei buffi occhiali con una forma rotonda ci fece cenno di entrare in una stanza appartata dal resto dell'istituto. Quando entrai vidi una donna alta e snella con una chioma bionda voluminosa alzarsi per andarci a salutare e ci sfoggiò un sorriso smagliante e percepì subito una forte simpatia nei suoi confronti. Ci sedemmo su delle poltrone poste difronte alla sua scrivania, quando lessi sulla targhetta di colore oro "Preside Smith" capì subito chi fosse.

-Madelyn ho avuto l'occasione di sfogliare il tuo curriculm scolastico, sono stupefatta, voti ottimi se non perfetti, di studentesse modello come te ce ne sono poche.- esclamò sorridente

imbarazzata risposi

-grazie-

-é un piacere annunciarti che sei ammessa alla scuola e per pagare la retta non c'è nessun problema ti procurerò una borsa studio- disse gentilmente

Lei e la zia iniziarono una conversazione, con la coda dell'occhio avevo intravisto una ragazza molto curiosa le stavo sorridendo e lei imbarazzata scappò, ma non ci feci caso.

Uscite dalla stanza mi sentivo al settimo cielo per la splendida notizia appena ricevuta, non tardò ad arrivare un abbraccio caloroso da parte di mia zia e a sugguirsi le sue congratulazioni. Nel tragitto per ritornare a casa sorrisi per tutto il tempo e mia zia propose di festeggiare andando a mangiare la pizza, uno dei miei piatti preferiti.Entrammo nel ristorante e ci sedemmo al primo tavolo libero. Ispezionai un pò il posto e si rivelò molto accogliente. Arrivò una ragazza con un viso famigliare e mi accorsi subito che era la misteriosa ragazza della scuola,alta con dei capelli lunghi e biondi e degli occhioni di un verde smeraldo, era proprio una bella ragazza. Prese le nostre ordinazioni e se ne andò, io e mia zia parlammo del più e del meno infatti con lei il tempo passò così velocemente che non ci accorgemmo nemmeno dell'orario, ci alzammo per andare a  pagare quando la bionda mi lasciò il suo numero scritto su un foglietto di carta così lo presi e le rivolsi un sorriso che venne ricambiato. Stremata dalla giornata di oggi andai subito in bagno per struccarmi e lavarmi i denti, misi il mio pigiama rigorosamente con gli avocado e andai a dormire pensando a quante emozioni contrastanti avevo provato oggi e mi addormentai con il sorriso.

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