uno

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so che avevo detto che non avrei scritto più nulla, ma dopo la delusione delle puntate è stato immediato mettermi a scrivere.
e poi mi piaceva l'idea di salutarvi con un'ultima cosina (senza contare la long su BR che devo riprendere ad aggiornare).
questa os è ambientata nella s2, dopo i primi 10 episodi, ed è uno dei modi in cui mi piace immaginare la conclusione di questa stagione.
perché io sì, ci penso sempre agli universi paralleli e non ce n'è uno in cui questi due non si amano alla follia.
buona lettura 💌

* * *

È colpa mia.

Queste, le uniche parole che si ripetevano nella mente di Manuel.
Queste, le uniche parole che lo avevano spinto a prendere impulsivamente la decisione di far comprare a Nina un terzo biglietto per Parigi.

Anche se questo significava abbandonare la sua famiglia.
C'era Anita, da cui non si era mai staccato da quando aveva memoria; c'erano Nicola e Viola, che aveva appena iniziato a conoscere e la cui conoscenza avrebbe continuato ad intraprendere volentieri; c'era Dante, il suo professore che infondo un po' gli aveva fatto da padre; e poi c'era Simone.

Con Simone era diverso, è vero, e Manuel faceva fatica a comprendere egli stesso la natura del loro rapporto. Forse infondo ne era pienamente cosciente, ma non era pronto ad ammettere a se stesso tale verità.

Avendo preso quei biglietti, qualcuno potrebbe dire che aveva scelto Nina; la verità però era che lui aveva scelto ciò che lo faceva stare meglio con se stesso, poiché il senso di colpa che provava lo accecava. In quella ragazza bionda aveva sempre rivisto la sua mamma e l'impulso di aiutarla era stato forte da subito, ed ora se la sua situazione si era aggravata era esclusivamente per l'incoscienza di Manuel.

Non voleva avere il destino di una famiglia sulle spalle.

È colpa mia.

Queste, le uniche parole che anche ora, accantonata l'idea di Parigi, gli ronzano in testa, tanto da proporre a Nina di portare la bambina in villa e nasconderla lì.

Così, una volta arrivati, Manuel fa accomodare la piccola Lilli e sua madre davanti alla televisione e, tra le mille cassette di cui Villa Balestra dispone ne cerca una in particolare, quella contenente il cartone animato preferito della bimba.
Sospira di sollievo quando la trova, Almeno in sta casa vecchia come er cucco qualcosa de utile se trova, e poi inserisce la videocassetta.

«Vado a cercà Simone, così lo avviso che stamo qua»

Senza nemmeno aspettare il cenno della testa di Nina in risposta, Manuel esce dalla stanza e si dirige su per le scale;
percorre il corridoio ma, una volta davanti alla camera di Simone, che adesso era la loro camera, si imbatte in una conversazione telefonica che si ritrova, non sa nemmeno lui come, ad origliare.

«Mo' finisce tutto, possiamo fare quello che vogliamo»
«Ci spero tanto. Magari è la volta buona che mi porti a vedere Napoli»

Gli basta sentire quella frase uscire dalla bocca di Simone, per bussare forte sulla porta prima di entrare ed interromperlo, facendo sobbalzare il corvino che credeva di essere solo in casa.

Ma il colpo più grande lo coglie quando allo spalancarsi della porta la persona che si rivela dietro essa è Manuel.

«Che ci fai qua? È saltata la fuga d'amore?»

Better Days Are ComingStories to obsess over. Discover now