- CAPITOLO 1 -《LAME GEMELLE》

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1- L'origine

Prima che il tempo avesse un nome, vennero forgiate due lame, dalla sacra forgia di Govannon, fabbro del mondo divino. Questo compito fu commissionato dalla Dea madre Dannan e dal Dio Padre Dagda. Queste lame si presentavano con un aspetto molto simile tra loro, tanto da definirsi gemelle. Esse nascondevano al loro interno un immenso potere. Dovevano servire a tenere  in equilibrio l'universo e a dargli finalmente un nome. Il potere di entrambe prese singolarmente era incomparabile al potere dato dalle due se unite. Esso era un potere indiscusso, che stava alla base di tutto. Doveva portare equilibrio e ordine in un mondo in cui non erano ben definiti.
La prima lama era composta d'argento, chiaro e lucente, ed aveva al di sotto un'elsa completamente ricoperta d'oro. In essa erano concentrati i poteri della difesa e dell'intelletto. Vi erano riflesse gli aspetti positivi e buoni dell'intero universo come: pace, lealtà, felicità, gioia, vita, ecc…
La seconda lama invece, era composta di un metallo molto scuro e la sua elsa era color rosso sangue. In essa, al contrario della sua rivale, si concentrava sull'attacco e sulla forza bruta. Vi erano riflessi gli elementi negativi e impuri dell'universo come: morte, guerra, crudeltà, odio, rabbia, paura, rancore, ecc…
La fabbricazione di manufatti di tale potenza era stata ordinata da Núada, il re degli dèi. Le due lame aventi il potere dell'equilibrio universale furono custodite in una grotta, nell'attuale Francia. Questa caverna era protetta da un golem che era adoperato per impedire che le lame venissero rubate e che finissero in mani sbagliate.
Nel 204 d.C. il golem protettore della caverna sacra venne sconfitto da un abile guerriero. Una delle due lame venne ritrovata e riportata alla luce dallo stesso cavaliere, le cui tracce sparirono dopo il rinvenimento dell'arma.
Il re Cornelio Gallo, sovrano dell'antica Gallia, entrò in contatto con quella lama, che senza saperlo disponeva di un potere impuro e singolare. Si trattava di Darkswing, la lama malvagia. Tale rivendicazione è dovuta ad una ricerca per una giusta spada per governare il suo regno. Questo comportò la divenuta del sovrano estremamente crudele, spietato e arrogante, governando con infinita cattiveria.
Per quanto riguarda la seconda lama, creata secondo i princípi più nobili, fu lasciata nella grotta sacra.
La brama di potere del re Gallo divenne tale da ricercare quella stessa lama con la paura che potesse diventare una minaccia per lui.
Tra i territori in possesso dell'ormai malvagio despota, vi era un piccolo villaggetto di nome Eguisheim.

2- Il ragazzo del fiume

Il villaggetto si stanziava vicino ad una boscaglia di alberi di quercia verdeggianti. Tale foresta custodiva all'interno un limpido e incontaminato corso d'acqua. Proprio lì un ragazzo dalla giovane età, stava facendo un bagno. Il ragazzo era di corporatura smilza, con gli occhi castano chiaro come i capelli, che si presentavano  di media lunghezza, leggermente ondulati e dall'aspetto bagnaticcio.
Esso era sprovvisto di sapone o profumi, il massimo che poteva fare era dare una passata con dell'acqua al suo corpo. Il fiume era circondato da una vasta cerchia di alberi che si estendeva per molti metri, affiancati da cespugli di varie grandezze. Il letto del corso d'acqua era composto prevalentemente da roccia chiara, illuminata dalla luce del sole, la stessa che vi era sparsa sulla riva.
Passò svariato tempo e il giovane si mise perfino sdraiato a dorso, tranquillo, con solo la dolce melodia del cinguettio a fargli compagnia.
L'atmosfera paradisiaca fu rovinata  da dei tonfi  metallici, provenienti dalla riva del fiume. Il giovane sentì, a suo malincuore, il fastidioso rumore. Così si alzò in piedi, appoggiato al fondale del fiume che copriva il busto. Rivolse poi lo sguardo in direzione della riva. Proprio lì vi erano due uomini in armatura in maglia, con: elmetto, gambiere, ginocchiere, polsiere e stivali di ferro, una cintura in pelle con fibbia dorata. Essa serviva reggere il fodero delle loro spade luccicanti e appuntite. Infine indossavano delle corazze in ferro lucente, con tanto di stemma reale. Il ragazzo sgranò bene gli occhi. Esso era incredulo. Fissò i due individui in silenzio per un lungo lasso di tempo. Le due guardie erano rispettivamente di corporatura smilza e paffuta, con capelli scuri e dei baffi dello stesso colore, che li contraddistinguono. Ad un certo punto una delle due guardie, indispettito, rivolgendosi con tono aggressivo al ragazzo, disse:
-Hey, tu! Identificati subito!-
Il ragazzo con voce mogia rispose,
-  Io mi chiamo Alwyn…- E l'altra delle due guardie con fare minaccioso disse:
- Ragazzo devi andartene da qui! Questo è territorio del re Cornelio Gallo! Hai capito?!-
Il fanciullo era molto intimorito dai due, così li assecondò. Uscì dall'acqua lentamente, si prese i suoi indumenti e se ne andò via a testa bassa, senza dire una parola.
Alwyn, piano piano si rimise tutti i suoi indumenti a cominciare dalle parti intime rimettendosi il suo paio di mutande in pelle, per poi passare ad un sacco di patate intagliato per far posto a testa e braccia per coprire il busto e proseguendo con dei pantaloni vecchi e sporchi in pelle e degli stivali ricoperti di fango.
Per tutto il tragitto, non poteva fare a meno di ripensare a quell incantevole posto: quell'acqua cristallina, quelle rocce e sassolini luccicanti disposti all'interno del fiume; quel fiume che aveva imparato a conoscere e amare . Il tutto era circondato dal verde della vegetazione e accompagnato dal campo degli uccellini.
Tra sé e sé morava:
- Ed ora…Che cosa faccio…non ho posto in cui andare…e quel posto era così bello! E poi era l'unico che sentivo come casa…-
Il giovane Alwyn, così decise di ammirarlo  per l'ultima volta. Non poté credere a quel che vide una volta sopraggiunto sul posto. Le due guardie che lo avevo cacciato, stavano sguazzando nel fiume. Il ragazzo origliò la conversazione delle due guardie, che si stavano prendendo gioco di lui:
- Che stupido quello lì, hai visto?- Disse la guardia più rubiconda
- Certo, un completo imbecille! Proprio un credulone! Ahahah!- Disse l'altra guardia, aggiungendo,
- Comunque la spada è al sicuro giusto? Il re ci ricompenserà!?-
- Certo, non devi temere, è insieme al resto, sulla riva, non succederà nulla! Hihihihi!- Ridacchiò l'uomo.
Vedendo e sentendo i due confabulare, il giovane ragazzo, preso anche da un senso di rabbia, decise di attuare una vendetta perfetta: poteva rubare alcuni degli indumenti delle guardie e scambiarli con i suoi. E così fece: al posto dei suoi pantaloni sporchi e dei suoi stivali ricoperti di fango prese un paio di pantaloni in maglia e di stivali in ferro con tanto di cintura. Poi continuò togliendosi il sacco e mettendosi una canotta in maglia, con tanto corazza in ferro, ginocchiere, polsiere e gomitiere. Fece tutto con assoluto silenzio.
Quando stava per andarsene il suo corpo rimase, per un tratto, paralizzato. In questo lasso di tempo i suoi occhi furono catturati da una delle spade delle guardie, che sorprendemente erano tre. Alwyn pian piano riuscì a raggiungere una delle spade e a prenderla con tanto di fodero in cui era custodita. Arraffato il suo bottino sgattaiolò via e mettersi a  correre a grande velocità. Tutto ciò non prima di prendere anche il rimasuglio delle cose per buttarlo nello stesso fiume. Quando le guardie se ne accorsero era ormai troppo tardi, il giovane era troppo lontano.
Alwyn durante la fuga tirò fuori varie volte la spada, sentendosi sempre più forte e propenso a maneggiarla, anche se non era un vero cavaliere.

LAME GEMELLE - LA LEGGENDA Stories to obsess over. Discover now