È maggio, fa già abbastanza caldo a Roma e con le belle giornate sono ancora costretto in questa scuola. Mi é sempre piaciuto studiare, me la cavo anche, il problema sono le persone. Costretto in classe con persone che di me non sanno niente, meno di quanto non sappia io stesso almeno. Ore scandite in minuti e secondi che sembrano distanti dal reale trascorrere del tempo al di fuori di queste mura. E io vorrei solo poter avere piú possibilità di pensare e perdermi in riflessioni che richiedono impegno e coraggio, invece devo prestare attenzione a nozioni che, temo, fuori di qui serviranno a ben poco.
Però oggi qualcosa di bello in questo posto c'è e non so come non lo avevo mai notato.
Sei tu.
Stai lì, nel cortile che giochi a pallavolo con i tuoi compagni e sembri il leader della tua squadra. Lo sei.
I tuoi capelli alla luce del sole sono quasi oro e quei ricci mi fanno rivalutare i miei, di capelli. Non li ho mai amati molto, ma vederli su di te è diverso.
Hai le spalle larghe, ma magre. Hai il classico portamento di chi perfetto ci nasce, senza troppi sforzi sei in grado di farti adorare da chiunque, guardati. Detestabile.
Eppure non riesco a non rimanere anche io incantato. Giochi bene, ma senza tecnica. Non mi sembri il tipo da lunghe riflessioni, vedo nitidamente l'istinto con cui ti butti per prendere la palla, a volte usando anche i piedi. Andrebbero usati solo in casi estremi, ma a te non sembra importare.
Vedo dei tatuaggi, non li distinguo tutti da qua su.
Se solo non riabbassassi subito la canottiera che usi per asciugarti il sudore potrei studiarli meglio.
Se solo quei minuti che di solito sembrano infiniti non fossero volati in un istante, richiamandoci tutti in classe come un gregge senza spina dorsale.
Oggi non entro a scuola, tanto che cambia. Quest'anno verrò bocciato e sinceramente non farò niente per impedirlo. Della mia classe non mi importa, quasi la detesto. Un branco di arricchiti che mi vedono con il destino già segnato e mi rivolgono tutte quelle attenzioni probabilmente solo per pena. Andate pure avanti senza di me, che a tenere il vostro passo la caduta, che ci sarà, farà più male. Io preferisco procedere con il mio, con la mia testa e sul mio sentiero.
Tra tutta la gente in questa scuola, il più triste comunque mi sembri tu.
Ieri affacciato a quella finestra parevi il protagonista di un libro che so dovrei leggere.
Non capisco se potrei odiarti o, in qualche modo, potremmo capirci. Perché mi sembri fuori luogo anche tu, come me. Ma di sicuro non è per gli stessi motivi. Che sei ricco si vede dal motorino nuovo di zecca, comprato di sicuro dal papà tanto fiero del suo bambino. Che sei bravo a scuola, beh lo capisco dal dizionario di latino sempre in mano e lo zaino stracolmo, del mio c'è solo la stoffa.
Il disagio però lo percepisco.
Soprattutto quando passi il tempo con quella biondina, parecchio carina tra l'altro, ma tu con lei non sembri felice né a tuo agio. Ti chiederei di venire con me, mi incuriosisci per qualche strana ragione, ma ormai è tardi e sei già entrato con la mano stretta nella sua e la finta sicurezza di chi non ha intenzione di trasgredire alle regole, dovesse costargli la libertà.
Oggi piove e in cortile non c'è nessuno, nemmeno te, sempre che tu sia a scuola. La settimana scorsa ti ho visto andartene con la moto prima del suono della campanella d'inizio lezioni, mi sembri un tipo abbastanza impegnato e poco interessato a faccende effimere come la scuola.
Mi sembri libero e t'invidio.
Io sto qui in biblioteca per riportare un libro da 15 minuti neanche lo dovessero ricopiare a mano, ma il ragazzo che hanno appena preso non si trova. Voglio dire, dovrebbe fare solo questo, prendere i libri e appuntarli sulla dannata lista, ma evidentemente lo stress lo avrà sopraffatto e avrà sentito l'urgenza di allontanarsi. Sto cominciando a scocciarmi e mi sto per alzare, sarà questo il mio grande atto di ribellione: lascerò il libro sul bancone incustodito e il suo destino non sarà di mio interesse. Nel momento in cui sto per farlo ricompare l'addetto a tale mansione e si scusa tanto, ma era in bagno. Certo forse è vero, ma dall'odore di fumo non direi stesse lì per ragioni consone ad una scuola.
Non è male il ragazzo comunque: capelli biondi e disordinati, zigomi alti e dal modo di parlare credo venga dal sud, Campania forse. Lo troverei anche attraente il problema sei di nuovo tu, che sbuchi dal nulla.
A quel punto il mio becero tentativo di trovare qualcuno di interessante si dissolve, perché mi distrai e io non posso far altro che assecondarti. Non mi sembri lì per i libri presenti e pare che la mia presenza infastidisca entrambi. Siete fortunati perché anche oggi non ho potuto stravolgere il sistema ed ora che ho firmato per la riconsegna non ho scuse per rimanere. Vado via fisicamente, anche se la testa rimane ai tuoi occhi che per un istante hanno incontrato i miei.
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Dalla parte di lui / Dalla parte dell'altro (Dalla parte di noi) -Raccolta di OS
FanfictionRaccolta di OS Uno sguardo a momenti di Simone e Manuel e le loro reciproche prospettive sull'altro. "Però oggi qualcosa di bello in questo posto c'è e non so come non lo avevo mai notato. Sei tu. [...] Detestabile. Eppure non riesco a non rimaner...
