Hazel aveva letto su una rivista che, pensando molto ad una destinazione, si potevano avere delle allucinazioni visive riguardanti quel luogo. Le foche che nuotavano sotto di lei e Percy, però, sembravano quanto meno delle allucinazioni molto realistiche.
Hazel si tenne più stretta alla schiena della Chera su cui era seduta a cavalcioni, mentre questa scendeva di quota. Il pelo della creatura era, come al solito, scuro e bagnato. Quasi un'ora prima, quando lei e Percy avevano lasciato Viterbo, Hazel aveva notato delle enormi chiazze rosso scuro sul manto delle Chere. Morte e Destino avevano risposto piuttosto sgarbatamente, dicendo che si trattava del sangue degli eroi morti in battaglia e che molto probabilmente il suo sangue e quello di Percy avrebbero presto aggiornato la collezione. Senza voler portare sfortuna, s'intende, aveva subito aggiunto Destino.
- Cosa sono quelli? - chiese Percy, il quale, sulla schiena di Morte, si trovava a più alta quota di Hazel. Le due Chere scesero ancora più in basso, avvicinandosi agli animali che guizzavano nell'acqua sottostante.
- Foche, credo. - rispose Hazel, sporgendo la testa oltre l'enorme ala di Destino.
Percy inarcò un sopracciglio. - Foche? Siamo già così vicini all'Antartide?
- Assolutamente no. - rispose Morte. - Siamo più o meno costeggiando l'Egitto, ora...vicino all'isola di Faro, se non sbaglio.
Hazel guardò in basso, dove le foche nuotavano come delfini, saltando fuori dal pelo dell'acqua ed immergendosi subito dopo. - Che cosa ci fanno delle foche in Egitto?
- Non ne ho idea, semidea. - rispose Destino, osservando gli animali. - Evidentemente esisteranno delle foche egiziane, cosa vuoi saperne tu?
A questo punto sia le Chere che Hazel e Percy stavano guardando giù, verso il mare, quando Hazel sentì un tonfo sordo ed un urlo strozzato. Quando alzò la testa, vide che Morte si era schiantata su un enorme scoglio a forma di torre che si innalzava dal mare. - Ehi! Cosa...?!?
Percy riuscì a far rinsavire la Chera, che con la botta aveva sbandato e stava precipitando in mare. - Guarda, Hazel! C'è un tizio là sopra! - Percy indicò la sommità della colonna di pietra.
La cima di quell'enorme scoglio si allargava in una sorta di piattaforma naturale, circondata da alti e larghi spuntoni di pietra scura. Lì, sdraiato all'ombra delle rocce, Hazel intravide muoversi una figura umana. Improvvisamente una faccia contornata da barba e capelli bianchi si affacciò dalla piattaforma. - Si può sapere chi è che interrompe il mio pisolino di mezzogiorno?!?
L'anziano uomo si issò sulle braccia, che erano stranamente possenti e rigonfie di grandi muscoli, come il petto scolpito dagli addominali. Hazel si stupì di questo fatto, ma rimase ancora più a bocca aperta quando vide strisciare sullo scoglio una lunga coda di pesce, ricoperta da squame blu e verdi, che partiva dalla vita dell'uomo.
- Noi non avevamo intenzione di svegliarla, signor...ehm... - si scusò Percy, raggiungendo con la Chera la posizione di Hazel. L'uomo sgranò gli occhi e balbettò qualcosa, ma subito si ricompose ed incrociò le braccia al petto. - Signor Proteo.
Hazel si aggrappò al pelo scuro di Destino. - Esatto, signor Proteo! Il fatto è che siamo stati distratti da quelle bellissime foche, non le trova anche lei adorabili?
Il vecchio, Proteo, alzò gli occhi al cielo. - Quelle foche sono mie, ragazzina. Cioè, le accudisco io: è il gregge di foche di Poseidone. - Proteo socchiuse gli occhi. - E io non posso farvi passare.
- Perché? - Percy condusse la Chera all'altezza della piattaforma di Proteo, che arretrò con la sua lunga coda di pesce. - Perché non voglio farvi continuare il viaggio, naturalmente. Voi non dovete arrivare in Antartide.
YOU ARE READING
Percy Jackson e il nuovo inizio
FanfictionSi tratta di una fanfiction sulla serie "Eroi dell'Olimpo" di Rick Riordan. Ho cercato di inserire divinità e personaggi nuovi ma, purtroppo, ho cominciato a scrivere questa fanfiction prima che uscisse in Italia "Il sangue dell'Olimpo", perciò (ol...
