Nothing

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«Muoviti Draco, o faremo tardi!»

«Da quando tieni così tanto alla puntualità, Blaise?» replicai calmo, mentre mi infilavo lentamente una camicia nera di stoffa pregiata. Nel frattempo il mio compagno di dormitorio, nonché amico d'infanzia, passeggiava nervoso avanti e indietro per la stanza da circa mezz'ora, rischiando di farmi impazzire.

«Possibile che ti ci voglia tutto questo tempo per vestirti?» proseguì imperterrito con la ramanzina, ignorando la mia domanda retorica: Blaise era sempre stato fissato con gli orari e le scadenze, questo perché era una persona pignola, allenato a programmare tutto minuto per minuto.

L'esatto contrario di me, che vivevo praticamente alla giornata.

«È solo una stupida festa, non andiamo a incontrare il Ministro...» osservai, annodando meticolosamente la cravatta smeraldo intorno al collo, ed evitando come al solito di ottenere un risultato perfetto, una delle mie vecchie abitudini.

«E per Salazar, smettila di agitarti, o giuro che ti Schianto all'istante!»

A quelle parole pronunciate con un tono leggermente minaccioso, Blaise cessò di camminare e si sedette sul letto, sbuffando di tanto in tanto. Cercai di non far caso a lui, non volevo che la maschera di fredda tranquillità costruita con tanta fatica quel pomeriggio crollasse di punto in bianco...

«È naturale che sia così teso, ma come potresti capire, tu non hai invitato Daphne Greengrass alla festa!»

«E allora? È una ragazza, Blaise! Solo una ragazza!»

«Certo, è solo la ragazza più bella del nostro anno...» dichiarò sarcasticamente lui.

Il mio pensiero corse fulmineo verso un'altra strega, che tutti definivano la più brillante della sua età, e prima che potessi fermarmi dalle mie labbra sgusciò una sottile sillaba, che ovviamente non passò inosservata a Zabini.

«No...»

«Come hai detto?»

Ormai è fatta.

«Ho detto no, non è la più bella.» ripetei, prendendo un respiro profondo.

Blaise strabuzzò gli occhi, fissandomi come se gli avessi rivolto il peggiore degli insulti, ma provando a mettermi nei suoi panni mi riusciva piuttosto facile comprendere il suo stato d'animo. Io stesso avrei reagito allo stesso modo ad un'affermazione del genere, figurarsi se mi avesse costretto a rivelargli chi, secondo me... Dannazione, dovevo ancora imparare a chiudere la mente a me stesso, certe riflessioni non sarebbero neppure potute passare per l'anticamera del mio cervello...

Attesi simulando indifferenza la domanda successiva, che sicuramente Blaise, da serpe in seno quale era, non mi avrebbe risparmiato.

«E sentiamo, chi sarebbe secondo te la più bella? La Parkinson, forse?»

«Proprio così.» confermai distaccato.

Non avrei mai ammesso la verità, neanche sotto tortura.

«Non capisco proprio cosa tu abbia nella testa, Draco. Fra parentesi, è da un po' di tempo a questa parte che sei su un altro pianeta, che ti succede?»

Pianeta Granger.

«Non succede niente, Zabini. Niente.»

Tra di noi ricorrevamo all'uso del cognome solo in casi particolari: quando discutevamo, quando ce l'avevamo con l'altro per qualche motivo, quando uno dei due si rifiutava di collaborare... Quella volta, c'erano tutti e tre i presupposti.

«Sì, certo... Non sono stupido Malfoy, so che nascondi qualcosa. Per caso...» aggiunse poi, riducendo la voce ad un sussurro. «Si tratta di Lui

Help from the enemyWhere stories live. Discover now